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La lotta per l'Ortodossia. Intrighi del Concilio Ecumenico o a chi obbediranno le Chiese ucraine

La lotta per l'Ortodossia. Intrighi del Concilio Ecumenico o a chi obbediranno le Chiese ucraineSarà davvero tenuto il Concilio Pan-Ortodosso, in programma per il 2016? I preparativi per l’evento importante sono stati iniziati oltre cinquant'anni fa. Oggi questa domanda viene posta da molti. Ma la risposta ad essa non è ancora arrivata. Per capire cosa sta succedendo dietro le quinte della preparazione al Concilio, noi facciamo un tuffo nel passato.

Nel 11esimo secolo il mondo cristiano fu diviso in Cattolici ed Ortodossi, ma nel corso dei secoli le parti divise non si sono avvicinate nemmeno per un po’ alla confessione che potrebbe finalmente unire tutti i suoi seguaci. Ed è difficile che siamo testimoni del miglioramento di questa delicata situazione nel prossimo futuro: incarnite nel sistema di gestione dello Stato dei paesi in cui operano, molte delle Chiese giustificano pienamente lo status delle "nazionali". Ciò significa che i limiti alla loro libertà di azione sono determinati dal mondo della politica.

Si può perfettamente capire i motivi dei politici. Penso che tutti sarebbero d'accordo che è improbabile che all'organizzazione religiosa (che a volte unisce la metà della popolazione del Paese) venga data la piena libertà. Pertanto, spesso dietro le azioni dei leader religiosi di alto profilo uno può intravvedere gli interessi dei gruppi degli individui, che appartengono alla "classe politica".

E ' proprio da questo punto di vista che devono essere considerati i preparativi per il Concilio Ecumenico. Sembra che nel corso dei secoli nell’Ortodossia sono state accumulate così tante domande, che i Capi della Chiesa dovrebbero sforzarsi ad avere un obiettivo di riunirsi e discuterli in una riunione congiunta, prendendo decisioni importanti. Ma la realtà è troppo lontana dalle aspettative del genere.

Gli ultimi decenni sono passati sotto la bandiera della lotta tra i due Patriarcati – quello di Costantinopoli (chiamato Universale), che si trova in una strada laterale Fanar nella città turca di Istanbul e quello di Mosca, che si trova al terrapieno Danilovsky nella capitale russa.

I periodi di relativa calma venivano interrotti dai nuovi inasprimenti acuti nelle relazioni tra i due. L’Ortodossia moderna di oggi è l'associazione condizionale di quindici Chiese locali indipendenti che hanno diviso con le loro loro giurisdizioni quasi tutto il mondo.

Il capo "d'onore" ( e non secondo le disposizioni amministrative come nella Chiesa cattolica - il Papa; nel mondo dell’Ortodossia non esiste la gerarchia amministrativa, tutte le Chiese sono uguali nel processo decisionale, ma c'è un certo grado di "onore" che appartiene al Patriarca Ecumenico che oggi è Bartolomeo. Tuttavia, per lungo tempo, lui è in uno stato di conflitto latente con il Patriarca di Mosca della Chiesa ortodossa russa, che oggi è Cyril. Il Patriarcato ecumenico è europeo nella sua mentalità e nella costruzione del modello di chiesa, rappresentando la disponibilità al compromesso e all'ecumenismo. Le priorità spirituali di Mosca, invece, sono riflesse nell'idea del "Mondo Russo", centrato sull'Impero russo, e sulla visione ortodossa della società. La lotta tra i due sistemi è una lotta secolare tra la Russia e il mondo Occidentale.

Allo stesso tempo, circa la metà delle Chiese locali ortodosse ora sono sotto l'influenza della Chiesa ortodossa russa. L’attuazione del Concilio Pan-ortodosso è un tentativo di Bartolomeo di cambiare gli equilibri di poteri. Dopo tutto, al Concilio Bartolomeo prevede di raggiungere al fine di rafforzare il suo status e non rimanere semplicemente l'autorità del mondo ortodosso, ma anche ricevere in aggiunta qualche leva d’influenza. Ovviamente, questo non è benvenuto da Mosca, perché capiscono fin troppo bene che dopo il successo del Concilio Bartolomeo rivolgerà la sua attenzione verso l'Ucraina e comincerà a prendere misure concrete per creare una Chiesa ucraina indipendente dal primo Trono di Mosca.

È per questo motivo che la leadership della Chiesa ortodossa russa, interessata a mantenere la sua influenza sull’Ortodossia ucraina, cerca di evitare il successo di un loro concorrente. Ma opporsi apertamente al Concilio apparirebbe illogico: esso è causato storicamente. Inoltre, il buon senso impone alla gegarchia di Mosca il fatto che l'ostruzione di una riunione pubblica dei Capi del mondo dell'Ortodossia avrà, in fin dei conti, un risultato opposto: Bartolomeo si sentirà libero da qualsiasi obbligo in relazione al Chiesa Ortodossa Russa. Che cosa poi potrebbe impedire a Bartolomeo a spostarsi da accenni diplomatici sostenuti alla possibilità di offrire l'indipendenza all’Ortodossia ucraina e prendere misure decisive per il suo annuncio?

In questo caso, non vi è dubbio che la mappa confessionale dell’Ucraina cambierà in pochi mesi e al Patriarcato di Mosca non resterà qui poi così tanto sul territorio ucraino. La Chiesa Ortodossa Russa ne è ben consapevole e non ha fretta di firmare la sua condanna.

Da qui i tentativi di cullare il Patriarca di Costantinopoli, dicendo, che non ci sono quelli che rifiutano il Concilio, l'unico problema da risolvere è quello di finalizzare i documenti necessari, ed appena pronti, si può annunciare la data del raduno dei Capi dell’Ortodossia. Bartolomeo non ha altra scelta che far finta che crede nelle intenzioni oneste dei vescovi di Mosca. Per il momento... Ma per mantenere questa illusione, non sono più sufficienti le dichiarazioni provenienti solo dalla capitale russa: Fanar è in attesa della pubblicazione delle posizioni delle altre Chiese: vedono le prospettive di fare il Concilio? E forse, non vogliono accettare il suo rinvio? Allora, si può agire più coraggiosamente, invitando la Chiesa Ortodossa Russa a smettere di bloccare le preparazioni per un evento religioso così importante. Ma se in sintonia con il Primo Trono ci sarà anche un’altra Chiesa, Bartolomeo sarà costretto ad ascoltare. Questa sarebbe una situazione ben diversa. Quindi, se Mosca vuole il sostegno in questa delicata questione, esso dovrebbe derivare da qualcuno altamente rispettato nel mondo ortodosso, da qualche autorità che deve rilasciare una dichiarazione sulla necessità di trasferire il Concilio. Chi sarebbe? Questo è ciò che sapremo già nel prossimo futuro.

Victor Stoyan, un’inviato speciale di “Vector News”
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