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Oleg Semenets: "Sia l’incidente aereo sopra Sinai, che l’attentato terroristico a Parigi erano politicamente molto vantaggiosi per la Russia..."

Oleg Semenets: "Sia l’incidente aereo sopra Sinai, che l’attentato terroristico a Parigi erano politicamente molto vantaggiosi per la Russia..."L'altro giorno, "Vector News" è stata ospitata dall’Associazione ucraina della Politica Estera. Abbiamo parlato con il diplomatico con tanta esperienza, l’Ambasciatore straordinario e plenipotenziario in diversi paesi, Oleg Semenets dell'attuale situazione in Medio Oriente - cioè, che cosa e quando si dovrebbe aspettarsi dallo sviluppo del conflitto siriano. Infatti, in questo periodo di tempo il confronto più severo con i gruppi terroristici esiste proprio nella Repubblica siriana. É qui che vengono formati un numero significativo delle organizzazioni terroristiche. Qui inizia il problema dei rifugiati in Europa. Inoltre, secondo alcuni politici, soprattutto quelli stranieri, la Siria potrebbe distogliere l'attenzione dai problemi in Ucraina.

- Oleg, la Sua prima esperienza era l’apertura dell’Ambasciata ucraina Ambasciata negli Emirati Arabi Uniti, Yemen. Poi ha lavorato a lungo coprendo le posizioni di rilievo presso il Ministero degli Affari Esteri. Ha partecipato anche nel controllo degli armamenti in seno all'OMC. Inoltre, si dispone di una notevole esperienza in questo triangolo di Asia, per esempio in Bangladesh, India, Sri Lanka. Ma poi è tornato di nuovo al mondo arabo, per la Repubblica araba siriana. Cosa ne pensa, fino a quanto tutto il trambusto attorno ai problemi con la Siria, alla lotta contro i terroristi sul territorio della PAC distoglie l'attenzione dalla Ucraina? E che cosa dovrebbe essere fatto per assicuarare che i problemi dell'Ucraina -il problema dell'aggressione russa sul territorio di Donbass, i problemi con la Crimea - restino rilevanti nonostante le altre sfide nel mondo?
- In realtà, iniziamo il discorso con il tema della Siria, perché questo problema ha recentemente preso una dimensione molto interessante. Penso che non discuteremo le antiche origini di ciò che è accaduto in Siria, anche se è molto interessante. Ma vorrei subito sotttolineare che possiamo tracciare un parallelo con gli eventi in Ucraina. Mi riferisco al periodo degli anni 2010-2014. L'Ucraina è sotto i riflettori della comunità mondiale come vittima di un'aggressione per un periodo abbastanza lungo. E vediamo che la Russia è costretta, in qualche modo rinunciare ai suoi piani. I piani, come sappiamo, erano piuttosto ampi e molto minacciosi per l'esistenza stessa del nostro Stato. Voglio dire che rimangano potenzialmente pericolosi anche oggi.

Il fatto che la Russia annesse la Crimea è, naturalmente, un fatto del tutto inaccettabile, sia in termini del diritto internazionale che in termini della moralità umana. Inoltre, la Russia ha in realtà ispirato gli eventi nel sud-est dell'Ucraina. Ma la Russia ha perso tanto. Sappiamo che sono state annunciate le sanzioni. Sappiamo che da qualche tempo Putin combatte con i seri problemi: quasi nessuno gli vuole stringere la mano. C'è un'idea molto sensata che ora con la sua manovra in Siria la Russia sta cercando di distogliere l'attenzione dall’Ucraina: prima di tutto, dal suo ruolo come l'aggressore, e in secondo luogo, vorrebbe provare un travestimento politico e farlo molto rapidamente....

- In un difensore, giusto? Dall'aggressore nel difensore.
- Dall'aggressore nel difensore dei valori umani di base e, soprattutto, nel difensore delle vite delle persone che ora soffrono di terrorismo in Europa.
- Ma per quanto riguarda la Russia è in grado di farlo? Non è ancora troppo presto per trarre le prime conclusioni?
- Beh, perché no? Abbiamo visto che Putin in una recente riunione dei Venti (15 novembre 2015) non sembrava più così isolato come una volta. I politici parlavano con lui, anche se durante l’intervallo. Ha parlato con Putin anche il Presidente degli Stati Uniti. Ma il più ansioso è stato il Presidente della Repubblica francese, il signor Hollande, che ha apertamente espresso la necessità della cooperazione con la Russia nella lotta contro il terrorismo. E' noto anche che Putin ha ordinato direttamente al suo esercito di cooperare in questo settore con i francesi come alleati. Cioè, come dicevo, quando lavoravo presso l'università, l’obiettivo è stato parzialmente raggiunto. Vediamo cosa succederà nel futuro, ma spero che Putin non potrà distogliere l'attenzione dall’Ucraina, perché nel mondo di oggi, quello che lui ha fatto in Ucraina, non lo possiamo permettere a farlo a nessuno.

- Le faccio forse una domanda provocatoria. Probabilmente come diplomatico Lei non potrà rispondere in modo esauriente. Ma allora che ne pensa: nei media di oggi ora girano tante voci che gli attacchi terroristici a Parigi sono successi tempestivamente - alla vigilia della riunione di Antalya. Ha quanche suggerimento da fare: si tratta di una coincidenza o di una operazione pianificata, o Putin semplicemente è stato molto fortunato?
- Penso che tutto questo sia una speculazione. Voglio dire, non possiamo dare una risposta completamente positiva o del tutto negativa. In generale, ora si scrive e si parla moltissimo della Siria. A volte penso che la nostra società e ognuno dei nostri cittadini che legge i giornali, guarda la televisione o lavora su Facebook, sono diventati esperti nella questione siriana (sorride). Ma questo non nega la necessità di porsi la domanda che consigliano di mettere nel passato gli antichi romani: Chi trae vantaggio da esso? Quindi: questo era molto utile allo Stato russo. Sia l’atto terroristico a bordo dell’aereo russo nel cielo sopra il Sinai, sia gli attacchi terroristici a Parigi. Non dimentichiamo che Putin praticamente aveva delineato il corso degli eventi futuri, quando ha parlato in occasione dell'Assemblea Generale a New York il 29 settembre di quest'anno. Quello che aveva desritto è troppo vicino alla realtà. Un altro aspetto è l'onda dei migranti la quale - anche indirettamente - è vantaggiosa per la Russia, perché può apparire come una vendetta per lo Stato francese per i "Mistral" e per la posizione senza compromessi, e potrebbe essere una vendetta anche agli altri Stati membri della NATO.

- A proposito, di recente c’erano le informazioni del genere su questo argomento. Da qualche parte c'è un video su Youtube in cui le persone non identificate aiutano non solo i profughi a bordo delle navi che si erano annegate o erano poco equipaggiate, ma anche i rifugiati che avevano buone barche, gommoni con motori potenti. Ed erano proprio i marinai russi a fornire l’assistenza ai migranti. Probabilmente, anche qui si tratta della "mano di Mosca". Cosa ne pensa?
- In primo luogo, in Russia c'è un interesse in questa materia. E, in secondo luogo, credo che in Russia ci sono opportunità per farlo. Perché dico questo? Se guardiamo la Siria, essa dal 1970 - quando Assad è salito al potere dopo un colpo di stato militare - è diventata un compagno o un alleato numero 1 dell'Unione Sovietica nel Medio Oriente. Allora, in passato l'Unione Sovietica aveva fornito un'enorme quantità di armi ...

- Quasi a costo netto... ...
- Ma nell’arco di tutto questo tempo, la Siria ha accumulato il suo debito davanti alla Russia ...

- Per le armi?
- Per le armi. Per una somma di 13 miliardi di dollari!

- Le cifre da Lei esposte sono valide al momento di....
- La Siria ha dovuto alla Russia tale debito, se non sbaglio, per il 2010. Ma nel 2010, durante una visita di Stato in Siria, la Russia ha cancellato dieci miliardi sotto la promessa che gli ordini continueranno. E posso dirvi che nello stesso anno, il 2010, in base ai risultati di tale visita sono stati firmati i contratti piuttosto ampi. Non parlo semplicemente delle armi e delle munizioni, ma era una questione di missili, veicoli blindati, che sono le armi letali. Ma non solo questo. Un gran numero dei militari siriani (e non solo militari) ha studiato presso le università dell'Unione Sovietica, tra cui le università dell’Ucraina. In Ucraina, i siriani amavano soprattutto Odessa che gli ricordava i platani del Mediterraneo ... Possiamo dire che prima della guerra in Siria c’erano circa 40 mila laureati delle università sovietiche. Lei può immaginarselo? La popolazione a quel tempo, nel 2011, era di 21 milioni. Circa 40 mila laureati delle università sovietiche, compresi quelli militari. E in più ...

- Le base dei marines ...
- C'è solo una base navale. Io non la chiamerei una base. Nel 1971, a quanto pare, a Tartus, è stato aperto un centro di logistica. Ci sono solo due moli. E lì sono stati serviti le navi russe. Già nei tempi dell’indipendenza dell'Ucraina a questo centro andavano i laboratori galleggianti da Sebastopoli, e su questi laboratori galleggianti, che appartenevano alla Marina di Russia, lavoravano gli ucraini civili, di cui, tra l'altro, nel 2010, circa un centinaio di persone è venuto all'Ambasciata a votare per il presidente.

- Lei ha detto che la presenza della popolazione di lingua russa o di una popolazione che percepisce la Russia come un alleato, cioè in modo positivo, era molto numerosa, e per un periodo piuttosto lungo. Ma da quanto tempo e per quanto forte l'Ucraina si occupava della questione siriana? Quando era in Siria in veste dell’Ambasciatore, le relazioni bilaterali stavano migliorando? Le relazioni stavano approfondendo?
- 40 mila laureati delle università sovietiche – questa cifra significa che l’atteggiamento all'Unione Sovietica e in seguito alla Russia da parte della Siria è stato molto positiva. È rimasto così fino a poco tempo, mentre ero lì. Io non so come questo atteggiamento è cambiato oggi, ma in passato era così. Inoltre, in Siria, secondo varie stime, abitavano da settantacinque a centomila cittadini sovietici. Che cosa significa questo? Ciò significa che nel KGB e poi nell'SFS in intelligence straniera era presente una base molto seria per il parassitismo, ma non era necessario organizzare qualche tipo di movimento - era sufficiente avere i suoi agenti, i quali potevano indirizzare direttamente sul posto tutte queste attività. Credo che non dovremmo dire che tutto è stato ispirato dalla Russia. No, in Siria ci sono i suoi problemi interni molto gravi. Possiamo dire che questi problemi apparvero diciotto mesi fa. Ma quando ho parlato delle opportunità, sono proprio le possibilità che la Russia ha avuto, ha ancora e che avrebbe potuto utilizzare.

- In altre parole, la Siria prima o poi avberre figurato lo stesso nei piani russi coordina russi? Era il loro asso nella manica, un piano di backup?
- La Siria non è mai scomparsa dai radar politici russi e ci sarà sempre presente. La Siria sotto Hafez Assad fu il primo tra tutti gli alleati della Russia. E non era l’unico alleato dell'Unione Sovietica in Medio Oriente, un sacco di altri paesi hanno lo stesso ruolo politico. In ogni di questi paesi c’era qualcosa di simile. Una marea di arabi avevano studiato in Russia, un numero enorme degli africani hanno fatto lo stesso. Quanti sono laureati dall'Istituto di Asia e Africa, dall’Università dell'Amicizia dei Popoli a nome di Patrice Lumumba? I cosiddetti agenti di influenza che in seguito erano anche capi di alcuni stati nel cosiddetto terzo mondo. Allora, la Siria non scomparirà mai dai progetti russi. Negli ultimi anni, è rimasta la prima e, di fatto, l’unica.

- Torniamo allora all’Ucraina. La autorità uficiali dello Stato costruivano le relazioni con la Siria? E per quanto efficace era tutto il processo? Beh, diciamo, negli ultimi dieci anni.
- Le dirò che all’Ucraina i siriani avevano un atteggiamento molto positivo e penso che rimanga tale. Questo perché, così come nel caso della Russia, tanti laureati, tornando a casa, hanno portato da questi paesi non solo le conoscenze, ma anche le loro mogli. All'Ambasciata nel Consolato sono stati registrati circa 1.300 cittadini ucraini. Ma non tutti si registravano. E a volte i destini sono diversi. Ma generalmente l'Ucraina era molto apprezzata dai siriani, molti hanno voluto venire in Ucraina. Quando ho lavorato in Siria per tre anni – dal 2008 al 2011 – l’Ucraina aveva le prospettive abbastanza buone. In particolare, abbiamo lavorato sull’introduzione di una zona di libero scambio commerciale. Anche se il fatto non piaceva tanto ai nostri colleghi dalla Federazione russa. Inoltre, abbiamo avuto un giro d'affari molto dignitoso: il fatturato tra l'Ucraina e la Siria era un po' meno di un miliardo. E se si conta sulle regole siriani, il paese d’origine, questo significa che c'era anche una riesportazione, per esempio, in Libano. Pertanto, il fatturato di circa due miliardi di dollari nel 2011 era niente male per un paese del genere. Naturalmente, non abbiamo fornito le armi. Abbiamo fornito alcuni mezzi non letali di comunicazione e basta. Ma i siriani apprezzavano moltissimo la nostra amicizia e le nostre prospettive.

- Tuttavia, all'inizio della nostra conversazione, ha detto che oggi quasi tutti i cittadini ucraini che sono più o meno interessati alle informazioni dei media, sono gli esperti in questione siriana. In breve, perché intorno alla figura di Bashar al-Assad, ora c’è un tale confronto?
- In generale, c'è una lotta tra il governo ufficiale e tra lo stato islamico.


- È possibile assegnare le linee guida più specifiche?
- In primo luogo, la legittimità di Bashar al-Assad è dubbiosa. Suo padre era arrivato al potere con un colpo di stato militare. Ecco perciò, quando la Russia ci dice che in Siria esiste l’opposizione, che sta combattendo con un governo legittimo - questa è una domanda da considerare attentamente. E credo a questa domanda non può essere data una risposta nella quale spera la Russia. Perché il regime ha cominciato a crollare?
Il fatto è che Assad rappresenta una piccola setta marginale religiosa di alawiti. È una setta molto interessante. A rigor di termini, quasi quasi non appartiene all'Islam. È una denominazione sintetica. Ci sono alcuni elementi dell'Islam, ci sono elementi del cristianesimo e molto altro ancora. Ma è molto chiusa come comunità. Va detto che solo nel 1973, l'Iran ha riconosciuto che gli alawiti possono essere considerati i musulmani-sciiti. Perché l’hanno fatto? Perché, infatti, non godevano più l’appoggio. E allora, anche in Iran erano desiderosi di ricevere un sostegno, anche se la Siria aveva solo il 12% di alawiti e tradizionalmente essi rappresentavano lo strato più povero della popolazione. Così povero che la gente doveva vendere le proprie figlie nelle città per impegnarsi in un mestiere ben noto. A volte alcuni alawiti si sono arrese nel mondo del lavoro come schiavi - o per tutta la vita, o per un periodo determinato. Non erano sterminati solo perché lavoravano la terra a Latakia - il luogo della loro vita compatta. E siccome non c’era il lavoro che avrebbe bastato per tutti, per loro in particolare, molti si arruolavano nell'esercito. E quando Hafez al-Assad è arrivato al potere, si è riscontrato che circa il 60% dei sergenti e ufficiali erano alawiti. E lui è come allawita sosteneva questa tendenza. Non possiamo dire che i sunniti che arrivano al 80 tra i musulmani, non erano rappresentati nell'esercito. Ma questo era già una rappresentanza al livello personale. Così gli alawiti erano nel governo, gli alawiti erano nelle strutture di potere, nei servizi di sicurezza - non c'è ne uno solo, ci sono molti che hanno il compito di spionare uno contro l'altro. E, immagini, da oltre quarant'anni, una famiglia è al vertice del potere. Questo è molto tipico per l'Oriente in generale e per l’Oriente arabo in particolare. Durante questo periodo è sbocciata e si è diffusa la corruzione. Questa è una cosa che mi ricorda un altro precendente storico. Durante questo tempo, le forze di sicurezza e la polizia hanno semplicemente perso la paura. Nessuno poteva punirli. Ma la popolazione era unita dalla presenza del nemico esterno, Israele.

In secondo luogo, ora pochissime persone scrivono e spiegano come è iniziato il conflitto siriano. Ma in realtà la situazione era molto simile alla caccia agli studenti prima di Evromaidan. In una piccola città al confine con la Giordania – lì c'è una zona economica libera e il contrabbando è fiorente - il 15 Marzo 2011, i giovani di 12-14 anni sotto l'influenza della "Primavera Araba" hanno cercato di dipingere alcuni graffiti e gli appelli. La polizia li ha afferrati e li ha picchiati senza pietà. Dicono che c’erano in tanti di essere mutilati dopo gli eventi. Le persone del rilievo sociale, gli anziani, sono venuti alla polizia chiedendo la restituzione dei giovani, ma sono stati cacciati via. Poi, quando la situazione è scatenata, sono stati utilizzati le armi. Ci furono centinaia di morti e feriti. Anche questo evento mi ricorda qualcosa ...

- Allora, in Siria c’era una loro versione del Maidan?
- Quando i figli sono mutilati ... Penso che questo aiuti ancora di più alla nostra gente di capire il motivo per cui in Siria le persone si insorsero contro Assad. E in secondo luogo, naturalmente, si tratta dell’opposizione religiosa: i sunniti, la maggioranza, sono contro gli alawiti.

- Beh, ma loro sono sciiti.
- Sì, sono sciiti. Ma questo fatto non è a conoscenza di molti. Ancor meno è scritto sul fatto che (credo che fosse nel 2012) Bashar al-Assad ha preso Sunu e introdusse le modifiche alla Costituzione, in base alle quali solo un sunnita può diventare il Presidente. Quando scatenò la rivolta, lui cominciò a fare con urgenza e fretta alcune riforme: sciolse il governo, cercò di legiferare le natura economica per migliorare l’approvviogionamento d'acqua ... Ma era troppo tardi. Scrivono che il padre di Bashar al-Assad stava preparando per il ruolo del potere il suo fratello maggiore, il quale poi fu ucciso in un incidente stradale. E Assad studiava in scuola di medicina, presso l'Università di Damasco, fu addestrato nel Regno Unito. Lui è l'oftalmologo. Si sposò con una rappresentante di una famiglia sunnita ben nota, che per lungo tempo ha vissuto con i suoi genitori a Londra. Egli non dava l'impressione di essere un tiranno.

- Dittatore?
- Dittatore ... Ma fu costretto di compiere questo ruolo nel 2000, quando aveva 34 anni, fu coinvolto in questo processo. Furono apportate le modifiche alla Costituzione, che hanno abbassato il limite d’età per la carica di Presidente ai 34 anni. Non ai 35, vale a dire, ma ai 34. Ha guidato la cellula locale del partito "Baas", ha ricevuto il grado di generale. Tutto come si deve. Lui non dava l'impressione di un dittatore-tiranno. Ma d'altra parte, egli non ha fatto nulla per riformare tutto. E non sono sicuro se questo si sarebbe dovuto aspettare. Può darsi, che in qualche modo sia diventato un ostaggio delle circostanze, ma ora, quando il numero dei morti ha raggiunto, secondo varie stime, circa trecentomila ... Certo, dovrebbe meritare di essere perdonato per questo peccato sanguinoso e portare questa croce, anche se non è un cristiano ...

- La prego di commentare un altro punto che forse permetterà di mostrare le opposizioni politici in Siria in modo più dettagliato. Il fatto è che, poiché il numero dei rifugiati, tra cui le persone dalla Siria è aumentato, molti esperti di direzione tecnica sono arrivati in Europa, e vi rimasero a vivere. E due o tre settimane fa, in web apparve una informazione piuttosto interessante, ma non tanto popolarizzata.
Il fatto è che in tutta la Siria esistevano solo uno o due operatori mobili e naturalmente erano sotto il controllo statale completo. Ma le torre "mobili" erano sul territorio di tutto il Paese - sia nelle zone dove c'era l'opposizione sia dove è stato il cosiddetto governo legittimo, sia sul territorio di così detto Stato islamico. Di tanto in tanto, queste torri erano rotte, e dovevano essere riparate. Così i professionisti di communicazione erano liberamente ammessi a qualsiasi torre, a prescindere dal fatto se c’erano le azioni militari in corsa o meno. Le riparazioni sono state sempre eseguite perchè tutti avevano bisogno della comunicazione con i cellulari. Che cosa voglio dire con questo? Forse ci sono le forze specifiche che hanno bisogno di un confronto perenne? E il conflitto sarà usato da qualcuno per un periodo piuttosto lungo? Per esempio, ora la Russia ha bisogno di utilizzare il problema siriano e lo sta utilizzando attivamente. Qualcun altro ne avrà bisogno, e sarà provocato lo scatenare della situazione. Allora, questo conflitto durerà fino a quando sarà necessario. Cosa ne pensa di questo?
- Vede, fin dai tempi della Prima guerra mondiale le differenze religiose sono e saranno ancora dei principali elementi per lo sviluppo della situazione. Oggi ho letto la dichiarazione di uno dei capi dei servizi di sicurezza della Turchia, che ha dichiarato che lo Stato Islamico - è una realtà ed è necessario riconoscerlo, l’uso dei mezzi militari per ottenere qualcosa non avrà successo. E la sua dichiarazione non ha ricevuto una valutazione negativa da parte del governo turco. Quindi, faccia le Sue conclusioni. Il Medio Oriente, credo, per un altro periodo molto lungo di tempo sarà un boccone molto gustoso, perché hanno giacimenti di petrolio, di gas, e, pertanto, sarà utilizzato in un gioco dei mondiali giocatori politici.

- Parliamo un po’ dell'aspetto economico. È noto che in Qatar fu trovato un giacimento di gas molto grande. E c’era l'intenzione di fornire il gas attraverso la Siria per l'Europa ... E' una minaccia diretta per gli interessi economici della Federazione Russa
- Penso che sia uno dei motivi per cui la Russia si sta muovendo. Attualmente la Russia mantiene i rapporti di amicizia con l'Iran. Alla fine, hanno firmato un accordo per la fornitura dei sistemi di difesa aerea C300. Sembrerebbe che di più non si può fare? Ma l'Iran per la Russia rappresenta una sfida. È un concorrente. Quando l'Iran inizierà a commercializzare il suo gas e il suo petrolio, la Russia avrà tante diffficoltà economiche. Un altro concorrente è Qatar, un piccolo paese, che si trova su un enorme bolla di gas. E, naturalmente, se il Qatar potesse rifornire il gas all'Europa attraverso la Siria, la Russia si troverebbe in isolamento assoluto. Sa, in questo momento l'Arabia Saudita sta già spedendo GNL in Europa, la Polonia in particolare. E' molto snervante per la Russia.

- Al termine della conversazione vorrei prevedere se ci sono alcuni rischi per noi o no? Mi riferisco al problema dei rifugiati. Questo problema potrà influenzare la situazione in Ucraina? La questione dei "profughi in Ucraina" oggi è attuale?
- Penso che ora in Ucraina ci mancherebbero solo i rifugiati provenienti da questa regione! Penso che dobbiamo ancora in qualche modo astenersi dall’accoglienza dei rifugiati, come, del resto, lo sta facendo la Polonia, e alcuni altri paesi europei.

- Tuttavia, sul livello internazionale, nel caso dell’adesione non permanente dell'Ucraina al Consiglio di sicurezza dell'ONU sarà sollevata la questione dei rifugiati. Riusciranno i nostri diplomatici di impegnarsi di questo problema?
- Trovo questa domanda difficile da rispondere. Penso che ci siano in tanti i Paesi che devono pensarci. In particolare, tocca alla stessa Francia, alla Germania. A proposito, ho letto che Steinmeier ha detto che per il momento la Germania si asterrà dalla partecipazione ai bombardamenti. Quindi, vedete, l'unificazione dell'Unione europea, del resto, non è così monolitica come potrebbe semrare. Ogni stato ha i propri interessi, le proprie circostanze, il loro potenziale economico. Se la Germania può provvedere ai bisogni di un numero significativo di rifugiati, è bello, ma credo che l'Ucraina debba astenersi dalle azioni del genere. Non abbiamo nessuna possibilitò economica per farlo, abbiamo una necessità urgente di risolvere i nostri problemi nelle regioni di sud-est. Abbiamo bisogno di stabilizzare il paese economicamente. Abbiamo bisogno di stare finalmente in piedi. E tutto il tempo non ci viene data la possibilità di farlo.

- La ringrazio per la conversazione.

Intervista a cura di Sergei Kozlov, "Vector News"
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