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A Bologna il mega-archivio storico dell'informatica: oltre sei miliardi di file

A Bologna il mega-archivio storico dell'informatica: oltre sei miliardi di file

BOLOGNA - Un po Biblioteca di Alessandria, un po CERN di Ginevra. Sbarca a Bologna Software Heritage, il mega archivio che riunisce il codice sorgente di gran parte dei software mondiali. Una raccolta di carattere universale che già oggi conserva un patrimonio informatico di oltre 6 miliardi di file per un peso totale di circa 250 terabyte, e che dal prossimo anno sarà ospitata nei locali del Centro Ricerche Enea di via dellArcoveggio.
Larchivio raccoglie, conserva e rende accessibile il codice sorgente unico ossia la sequenza di istruzioni che detta il funzionamento di un programma informatico di oltre 90,8 milioni di software.
Esplorarlo significa compiere un vero e proprio viaggio nella storia dellinformatica: tra i tanti codici conservati al suo interno si trovano anche quello che guidò il computer di bordo di Apollo 11 sulla Luna, alcuni dei primi software al mondo dedicati alla computer music e perfino alcuni vecchi virus. Così come la Biblioteca di Alessandria nacque per preservare il sapere del mondo antico, questa biblioteca digitale si propone di conservare un patrimonio espressione dellingegno, dellintelligenza e della cultura nel mondo moderno.
Il Centro ENEA ospiterà in realtà un mirror ossia una replica dellintero archivio. Il progetto è stato infatti fondato in Francia nel 2016 da INRIA, lIstituto nazionale francese per la ricerca nel campo dellinformatica e dellautomazione, e nel tempo ha raccolto il supporto dellUNESCO e di sponsor del calibro di Microsoft, Intel e Google. A Bologna - spiega dunque Roberto Di Cosmo, professore ordinario di Informatica all'Università di Parigi e direttore di Software Heritage - arriverà una copia autonoma dellarchivio su cui, grazie a tutte le nuove tecnologie di intelligenza artificiale, sarà possibile costruire uno strumento che ci permetta di trovare più facilmente il codice sorgente che ci serve o identificarne facilmente le vulnerabilità e gli errori che mettono in pericolo la nostra sicurezza.
'Grazie a un immenso archivio che custodisce le fondamenta del software, Enea contribuirà a preservare un patrimonio intangibile di grande valore, quello cioè dei codici sorgente - sottolinea Silvio Migliori, direttore della divisione Ict di Enea - Un arricchimento del complesso ecosistema che oggi rende la Regione Emilia-Romagna un avamposto del super calcolo e della scienza dei dati''.
E pure da viale Aldo Moro brindano alla notizia: ''La nostra regione, dopo essere diventata hub internazionale dei Big Data e del super calcolo, lo diventa anche per i 'Big Code', confermandosi vera e propria Data Valley europea gioisce l'assessore Patrizio Bianchi.
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