Autorizzazione

 
  •  Morto il famoso astronomo ucraino, Klim Churyumov 
  •  Nella galassia c'è anche il "terzo incomodo" 
  •  Pubblicato il progetto del comunicato finale del vertice del G20 
  •  A Kiev, stanziati 40 milioni di dollari per l'installazione dei contatori di calore nei condomini 

Tra accuse di spionaggio e crescita veloce: il mercato secondo Huawei

"MI PIACEREBBE sottolineare che Huawei sta vivendo un momento d'oro", dice Pier Giorgio Furkas, general manager di Huawei in Italia, "non solo in Cina, ma anche oltremare. E per Huawei la punta di diamante è l'Italia". Huawei ha fatto passi da gigante nel mercato italiano, dove è arrivata nel 2004. Oggi conta su poco meno di ottocento dipendenti, due sedi, una a Milano e una a Roma, 4 centri di Ricerca e Sviluppo, e un Business Innovation Center, sostenuti da una crescita veloce e costante negli ultimi anni. Certo, in corso c'è lo "scontro" con Donald Trump che ha, stando a quanto riportato dal Wall Street Journal, sembra abbia avviato una campagna di sensibilizzazione nei confronti dei più stretti Paesi alleati, come l'Italia, per boicottare i device di Zte e di Huawei, accusando le aziende di essere il braccio dello "spionaggio" cinese in America. L'azienda è stata "sorpresa dai comportamenti del governo Usa descritti dal Wall Street Journal" ha detto in una nota ufficiale, "se il comportamento di un governo si estende oltre la sua giurisdizione, tale attività non dovrebbe essere incoraggiata. Prodotti e soluzioni Huawei sono ampiamente usati in oltre 170 Paesi in tutto il mondo, servono 46 dei primi 50 operatori mondiali, aziende di Fortune 500 e centinaia di milioni di consumatori. Ci scelgono perché si fidano pienamente".
Ad agosto, secondo IDC, Huawei è diventato il numero 2 del mercato globale. E fa altrettanto in Italia, dove secondo GFX ad aprile scorso è diventato il primo produttore di smartphone (sommando i marchi Huawei e Honor) con il 33.7% del mercato. E' una crescita notevole...

"I numeri che abbiamo raggiunto sono veramente importanti. Abbiamo avuto non solo l'accelerazione delle vendite a quantità, con un market share di tutto rispetto, ma anche i volumi a livello di fatturato sono cresciuti. E abbiamo dimostrato di saperci muovere anche nelle fasce presidiate da Samsung e Apple. Fino a qualche anno fa ci muovevamo poco sulle fasce premium, tre quattro milioni di pezzi su diciassette, che cubano però quasi il 50% del fatturato, più sali di fascia prezzo più i margini cambiano e aprono scenari diversi. Samsung era orientata su tutto il mercato poi si è concentrata sulle fasce alte, e la stessa cosa ha fatto Huawei. Nelle fasce medie e medio basse abbiamo acquisito quote di mercato che sono importanti e in alcuni casi sono "bulgare", in un ottica di sviluppo anche per noi l'obbiettivo è quello delle fasce alte. Prima c'erano solo due produttori che si dividevano quel mercato, in proporzioni quasi similari, poi siamo arrivati noi, e stiamo giocando la nostra partita.
Apple e Samsung sono due concorrenti difficili da battere.

"Non c'è dubbio, anche perché hanno due approcci diversi, uno lavora tanto sull'emozionale, prodotti che hanno l'idea di essere "cool", acquistati da un pubblico di fidelizzati assoluti; l'altro che ha un'immagine basata su tecnologia e sviluppo, soprattutto sugli schermi. Noi abbiamo un DNA che arriva dal network, infrastrutture, la rete, ma si sta costruendo un'immagine diversa. Oggi l'utente finale sceglie Huawei non solo per i prezzi, e infatti le nostre novità sono di fascia alta, sono smartphone carichi di tecnologia, con funzioni sostenute da un'intelligenza artificiale su cui spingiamo tantissimo. Se prima eravamo visti come un'azienda cinese che faceva tanti smartphone a basso costo, adesso il pubblico riconosce che lavoriamo sulla qualità, che abbiamo un prodotto altamente tecnologico ai prezzi corretti di mercato".
La svolta è arrivata soprattutto con lo sviluppo delle fotocamere.

"Che hanno convinto molto il pubblico dei più giovani, anche con il marchio Honor. Nel campo delle fotocamere ci sono ancora moltissime possibilità di sviluppo, non in se ma nell'integrazione dell'Intelligenza Artificiale. Che mi aiuta a fare foto eccezionali senza dover essere un fotografo professionista. Perché non serve avere fotocamere straordinarie se poi è difficile usarle, l'intelligenza artificiale risolve questo problema: il P20 Pro, che capisce in due secondi la differenza tra persona e scenario, quando un professionista con la reflex deve perdere alcuni minuti per settare la macchina è già impressionante. Ma il Mate 20 con tripla fotocamera e l'intelligenza artificiale può arrivare davvero oltre".
E' cambiato anche il rapporto con i clienti, arriveranno anche i negozi di Huawei?

"Il mercato sta cambiando ed è evidente che la presenza con i negozi fa un certo effetto. Ma il cambiamento lo puoi fare in diversi modi, non necessariamente punti vendita. Noi lavoriamo molto sul mercato dei più giovani, che saranno i miei utenti di domani, e per questo l'integrazione di presenza nei punti vendita e rapporti digitali è importante".
Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:.
Se vi interessa continuare ad ascoltare un'altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.
Mario Calabresi
Sostieni il giornalismo
Abbonati a Repubblica
lascia un commento
Video del giorno
Notizie
  • Ultimo
  • Leggere
  • Commentate
Calendario Materiali
«    Декабрь 2018    »
ПнВтСрЧтПтСбВс
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31