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Vine rinasce, si chiamer? Byte

FONDATO nel giugno 2012 da Dom Hofmann, Rus Yusupov e Colin Kroll, Vine è stato acquistato dopo pochi mesi - era l'ottobre dello stesso anno - da Twitter. Molti lo ricorderanno come un luogo di sperimentazione: era il social dei microvideo da sei secondi di durata l'uno, forse troppo in anticipo sui tempi, come dimostra il boom di Tik Tok (che però è molto più incentrato sulle hit musicali e sul "lip sync", il karaoke muto, su di esse). Il social dell'uccellino, pur tutelando le vecchie creazioni - era una piattaforma segnata da grande creatività e inventiva - l'ha chiusa alla fine del 2016. Da allora uno dei tre cofondatori, Hofmann, si sta spremendo le meningi per cercare di rilanciarne un degno erede. Prima aveva annunciato, senza grande seguito, V2. Ora ci riprova e la notizia è ufficiale: il successore di Vine si chiamerà Byte.
Lo scorso maggio il progetto V2 era stato infatti posticipato a data da destinarsi. Hofmann aveva spiegato che voleva che tutto fosse sviluppato nel modo giusto e pronto non il prima possibile ma nel modo migliore. Salvo reincarnarsi ora, o meglio la prossima primavera, proprio in Byte, che è già pronto con le sue propaggini Twitter e Instagram (@byte_app) e un sito che presenta il servizio come "una nuova app di video in loop dal creatore di Vine". Più chiaro di così.
Il fondatore ha anche confermato che Byte è V2. Cioè che si tratta dello stesso progetto al quale sta lavorando ormai dalla chiusura della sua prima creatura, cioè da un paio di anni. Altri dettagli non sono ancora noti ma ci si può iscrivere al sito per ricevere aggiornamenti. Il momento potrebbe essere propizio, se Byte riuscisse ad allinearsi al boom che sta vivendo Tik Tok, l'app in maggiore crescita degli ultimi due mesi, che dopo la fusione con Musical.ly è diventata una sterminata isola di 700 milioni di adolescenti che fanno karaoke inventando coreografie e movimenti divertentissimi. Ma soprattutto costruiscono dentro di essa nuovi trend e celebrità.
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Mario Calabresi
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