Autorizzazione

 
  •  Morto il famoso astronomo ucraino, Klim Churyumov 
  •  Nella galassia c'è anche il "terzo incomodo" 
  •  Pubblicato il progetto del comunicato finale del vertice del G20 
  •  A Kiev, stanziati 40 milioni di dollari per l'installazione dei contatori di calore nei condomini 

Garri Kasparov: "Non serve un contratto per salvare il Web ma far rispettare le regole ai colossi della Rete"

LISBONA - Crede poco alle dichiarazioni di intenti per salvare il Web, anche se l'idea di tornare alle radici gli piace. Ma sulle reali possibilità dell'iniziativa di Sir Tim Berners-Lee, il Contratto per il Web, ha molti dubbi e lo dice chiaramente. Garri Kasparov, ex campione mondiale di scacchi, al Web Summit di Lisbona preferisce pensare ad altre soluzioni per raddrizzare le storture della Rete. Attivista, oppositore di Putin, oggi Kasparov è impegnato sul fronte della cybersecurity con l'azienda ceca Avast. Parla di uno stato di "guerra" sul digitale che nessuno sta cercando di contrastare come invece andrebbe fatto.
[media=https://twitter.com/avast_antivirus/status/1060166012799254530?ref_src=twsrc^tfw]

"Poche settimane fa a Boston durante un evento al Mit ho incontrato Berners-Lee", racconta Kasparov. "Conosco la sua attitudine. Sono d'accordo con lui sullo stato delle cose: il Web di oggi ha poco dei valori iniziali. In origine era un social network in senso letterale, dopo è diventato un social media. All'inizio quindi era una rete per entrare in contatto con altri, che offriva possibilità infinte alle persone. Uno spazio dove voci differenti potevano convivere. Nei social media al contrario non si è più fonte di informazione ma si diventa vittime di campagna di disinformazione che vengono lanciate come bombe. Capisco quindi l'intenzione di Berners-Lee, ma dubito che si possano ora cambiare le fondamenta di una struttura che ha fatto nascere multinazionali potenti. Ormai hanno in mano buona parte del business legato alla Rete e pensare che firmando un patto, sottoscrivendo dei principi, le cosa possano cambiare mi sembra improbabile".
Quindi secondo lei è un tentativo velleitario?

"Nel passaggio da social network a social media, il Web è diventato uno strumento politico. Ed è uno strumento potente. Lei pensa davvero accettando dei principi le cose cambino? E chi farà rispettare quei principi? Oggi il potere dell'individuo online è nullo. La Russia invece è diventata una fabbrica della cyber war. Del resto i social media sono armi efficienti, poco costose, colpiscono ovunque".
[url=http://]
Tecnologia


Berners-Lee: "Per salvare il Web serve un nuovo contratto"[/url]


dal nostro inviato JAIME D'ALESSANDRO
Da campione degli scacchi, divenuto esperto di sicurezza digitale, quale mossa suggerisce?

"L'unica possibile: prima di fare una mossa farei una valutazione della situazione attuale. Capire cosa sta accadendo".
Cosa sta accadendo?

"La maggior parte delle persone in Occidente non vuol sentire parlare di guerra. Eppure sul web è in corso una guerra. La tecnologia amplifica, nel bene come nel male, e adesso amplifica i messaggi radicali, poco importa che siano quelli del Movimento 5 Stelle, di Donald Trump o di chi ha spinto per la Brexit. Trump si può permettere di mentire cinque volte al giorno su Twitter, senza alcun contraddittorio. Eppure il problema è politico non tecnologico: sono i messaggi alternativi che sono deboli, mentre quelli di coloro che hanno costruito il benessere dell'Occidente negli ultimi decenni si son fatti deboli. Eppure quelli che online hanno la voce più debole, i partiti tradizionali, son qualli che hanno costruito il benessere dell'America come l'Europa".
[media=https://twitter.com/avast_antivirus/status/1060216835721846784?ref_src=twsrc^tfw]

Torniamo alla proposta di Berners-Lee per un contratto in grado di salvare Internet.

"A mio parere sarebbe meglio obbligare al rispetto della privacy dei cittadini le grandi compagnie del Web".
Ma alcuni dei colossi del Web hanno già sottoscritto quei principi.

"Certo, perché sono principi di massima e nessuno li obbligherà a rispettarli. Se Apple si rifiuta di collaborare con l'Fbi per sbloccare il telefono di un terrorista, perché poi non oppone alcuna resistenza al governo cinese? Sa quale sarebbe l'unica mossa possibile? Far rispettare le regole a tutti ovunque. Il problema non è tanto mettere al bando le armi chimiche, quanto fare in modo che nessuno le usi ovunque. America ed Europa hanno la forza di imporre standard elevati e di obbligare al rispetto su scala planetaria. La Russia o la Cina non le accettano? Bisogna avere la forza di rinunciare a una parte del tornaconto immediato per un principio, se si pensa che quel principio debba essere universale come voleva esser il Web di Berners-Lee".
Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:.
Se vi interessa continuare ad ascoltare un'altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.
Mario Calabresi
Sostieni il giornalismo
Abbonati a Repubblica
lascia un commento
Video del giorno
Notizie
  • Ultimo
  • Leggere
  • Commentate
Calendario Materiali
«    Ноябрь 2018    »
ПнВтСрЧтПтСбВс
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
2627282930