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Berners-Lee: "Per salvare il Web serve un nuovo contratto"

LISBONA - Lo chiama “contratto” e lo vuole lanciare a maggio per salvare il World Wide Web che lui stesso ha creato nel 1990. Sir Tim Berners-Lee, si è presentato al Web Summit con questa idea. “Lo so, la Rete non è più quella che era un tempo e in qualche modo dobbiamo rimediare”, ha detto davanti alla platea del festival dedicato a startup e tecnologia. “E dobbiamo cercare di rendere più semplice l’accesso a quel cinquanta per cento di umanità che non è ancora sul Web”.
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La sua nuova iniziativa, "Contratto per il Web", contiene una serie di principi per un utilizzo di Internet etico. E’ un codice di condotta per singoli uenti, compagnia e governi. Un modo per tornare ai valori originari della Rete, “iniziando dalla sua universalità” come ha sottolineato il 63enne informatico britannico. “Neutrale, indipendente, mezzo per veicolare ogni informazione in ogni lingua”.
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Tecnologia


Venticinque anni fa, quando il World Wide Web divenne libero[/url]


Un codice firmato già, tra gli altri, da Facebook, Google, Richard Branson di Virgin e dal governo francese. Promosso dalla World Wide Web Foundation, la no-profit che si batte per avere un accesso aperto e libero alla rete, la sua versione completa verrà diffusa entro maggio, ma intanto Berners-Lee a Lisbona ne enuncia i punti chiave. "Ognuno ha un ruolo da svolgere per garantire che il Web serva l'umanità. Impegnandosi nei seguenti principi, i governi, le aziende e i cittadini di tutto il mondo possono contribuire a proteggerlo come un bene pubblico e un diritto fondamentale per tutti".
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Il documento è diviso in tre sezioni, con commi specifici per istituzioni, aziende e utenti. E fra i principi base c’è ovviamente la privacy: “diritto fondamentale perché tutti possano utilizzare Internet in modo libero, sicuro e senza timori". Le aziende devono quindi "rendere il Web affidabile e accessibile così che nessuno sia escluso".
La proposta di Sir Tim Berners-Lee ha raccolto il consenso di tutti qui a Lisbona. O meglio: tutti sono d’accordo a parole che tornare alle origini del Web sarebbe una gran bella cosa. Pochi però sono convinti che basti un contratto del genere per fermare le storture e le concentrazioni di potere che oggi caratterizzano la Rete. Ma il padre del Web insiste: “Assieme possiamo farcela”. Poi saluta con il suo mantra, “Per il Web!”, strappando un lungo applauso finale.
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Mario Calabresi
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