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Ora arriva il caso Polar, l'app Flow geolocalizzava luoghi sensibili

Ora arriva il caso Polar, l'app Flow geolocalizzava luoghi sensibili

CIRCA sei mesi dopo il pasticcio dell’applicazione Strava, l’app dedicata al monitoraggio dell’attività fisica che comunicava i dati sulle posizioni delle basi militari statunitensi (e non solo) nel mondo in particolare fra Siria e Afghanistan, ecco un altro caso simile. Stavolta riguarda Polar, il gruppo finlandese attivo nello stesso settore – quello relativo al tracking di sport e salute – che attraverso i diversi dispositivi collegati e l’applicazione Flow, e in particolare la mappa Explore, produrrebbe conseguenze simili.
LE INFORMAZIONI A RISCHIO

Un’inchiesta a due testate, firmata dall’olandese De Correspondend e dal sito investigativo Bellingcat, ha scoperto che un gran numero di informazioni rischiava di finire in chiaro. L’app Flow rivelerebbe infatti “le abitazioni e le vite di persone che si allenano in località segrete come membri di agenzie d’intelligence, basi militari e aeroporti, siti di stoccaggio nucleare e ambasciate in tutto il mondo”. Pare fra l’altro che il programmino gratuito – disponibile anche in italiano – consentisse agli utenti di visualizzare tutte le attività di un particolare individuo se quest’ultimo avesse deciso di condividerle pubblicamente attraverso la mappa Explore. Quindi, come accaduto con la “heath map” di Strava, era per esempio possibile visualizzare il percorso di un militare che faceva jogging nel compound aeroportuale in Iraq così come le sue attività magari una volta a casa, negli Stati Uniti o nei Paesi bassi.
"DATI CONDIVISI DAGLI UTENTI"
La società ha negato ogni fuga d’informazioni ma, tuttavia, ha sospeso Explore in via precauzionale, proprio per non rischiare un altro caso Strava: “Abbiamo saputo di recente che dati pubblici di geolocalizzazione erano condivisi dagli utenti tramite la mappa Explore nell’app Flow e che questo poteva fornire informazioni su localizzazioni potenzialmente sensibili – spiega l’azienda finlandese – è fondamentale capire che Polar non ha consentito che fosse sottratto alcun dato né che c’è stata alcuna breccia. Al momento la stragrande maggioranza degli utenti Polar mantiene i profili privati, che così sono impostati di default, e non sono toccati dal caso in nessun modo”.
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