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E3 2018. Microsoft: "Il futuro dei videogame ? nelle Ai e nei servizi cloud"

LOS ANGELES - L'Electronic Entertainment Expo (E3), la grande fiera dedicata al mondo dei videogame, si apre come da tradizione con la conferenza della Microsoft. La prima delle grandi ad eccedere i riflettori sulle novità della prossima stagione. Phil Spencer, a capo della divisione giochi del colosso di Redmond, sale sul palco dopo il trailer del nuovo capitolo di Halo. La saga fantascientifica creata dalla Bungie, la stessa di Destiny, è il cavallo di battaglia dell'Xbox e questo è un settore che da sempre primeggia nel fabbricare sequel. Ma è pur industria da circa 100 miliardi di dollari l'anno, poco più di un miliardo di euro in Italia. "Non c'è mai stato momento migliore per essere parte del settore gaming" ricorda Spencer.
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Per non farsi surclassare da Sony e Nintendo, la Microsoft ha bisogno però di cambiar passo. E così davanti a seimila persone riunite al Microsoft Theater, che un tempo era il Nokia Theater, Spencer annuncia di aver raddoppiato l'investimento negli studi di sviluppo. Un ritorno al passato, nel tempo la multinazionale li aveva infatti ridotti. Ora torna sui suoi passi e acquisisce fra gli altri The Initiative di Santa Monica, guidato da Darrell Gallagher, Playground Games, la software house dietro Forza Horizon 4, e soprattutto Ninja Theory, che negli ultimi venti anni ha realizzato giochi raffinati e interessanti, anche se non sempre di successo, come Enslaved, Heavenly Sword e Hellblade.
E3 2018. Microsoft: "Il futuro dei videogame ? nelle Ai e nei servizi cloud"

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Al Microsoft Theater vengono poi mostrati oltre 52 giochi, molti dei quali usciranno anche per altre console e realizzati da editori come Ea, Activision, Ubisoft, Bethesda Square Enix, e 18 esclusive. Dalle corse automobilistiche di Forza Horizon 4 alla fantascienza cupa Gears 5 fino al post atomico Fallout 76, ben quattro volte più vasto del precedente. E ancora l'horror di Seriko della From Software, The Division 2, Kingdom Hearts 3, Devil May Cry 5, la Seconda Guerra Mondiale di Battlefield V, la Russia post apocalittica di Metro Exodus e Shadow of the Tomb Raider, la nuove peripezie di Lara Croft in Sud America, Cyberpunk 2077 della polacca CD Projekt Red.
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Qui e lì, fra colossal che dipingono l'umanità alle prese con l'ennesima catastrofe, tentativi di raccontare attraverso i videogame qualcosa di più maturo. The Awesome Adventures of Captain Spirit ad esempio, le fantasticherie di un ragazzino che vive da solo con il padre che diventano realtà trasformando il suo mondo grigio un luogo di meraviglie.
Quando arriva Ashley Speicher, a capo degli ingegneri che lavorano dietro le quinte ai servizi online di Xbox, si comincia a parlare di futuro. Speicher esordisce dicendo: "Perché dover scegliere fra un gioco e l'altro quando si possono giocare tutti?". In questo caso lo chiamano "game pass" ma non è altro che il primo assaggio di un modello di business simile a quello dello streaming. Paghi un abbonamento e giochi a quel che vuoi. Non è una novità di quest'anno, ma quest'anno sta diventando lo standard.
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Phil Spencer in chiusura accenna ad una nuova console alla quale Microsoft starebbe già pensando e dipinge il prossimo avvento dell'intelligenza artificiale nei videogame. "I nostri esperti sono a lavoro sulle Ai", spiega. "I nostri ingegneri stanno creando un servizio cloud per distribuire in streaming i giochi su ogni dispositivo". Era lo scenario immaginato qualche anno fa proprio qui a Los Angeles da Phil Harrison, ex capo degli studi di Sony e poi vice presidente proprio di Microsoft e ora a Google. Fece degli errori nel lancio dell'Xbox One ed era giudicato come un visionario pericoloso. Gettò la spugna. Oggi le cose sembrano essere cambiate e questo mondo torna a parlare di quelle "nuove frontiere". Ma fa finta di dimenticare che in altri settori sono già il presente, anche e soprattutto per la stessa Microsoft di Satya Nadella. Fra poche ore tocca alla Sony, prima che la fiera vera e propria apra i battenti martedì.
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