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Videogame: dipendenza da Fortnite, a 9 anni dallo psicoterapeuta

IL GIOCO free to play di maggior successo di sempre su console. Un fenomeno che da marzo si è allargato anche agli smartphone. Al centro di Fortnite il concept dei giochi 'battle royale', sparatutto in cui vince l'ultimo che sopravvive in un contesto limitato. L'origine del fenomeno, che affonda le sue radici in Giappone, è il gioco PlayerUnknown Battle Grounds uscito lo scorso anno. E seguito appunto da Fortnite, almeno nella sua variante di questo tipo, anche se il gioco fu annunciato già nel 2011. Un fenomeno – quello dei cento utenti tutti contro tutti in una mappa che progressivamente si restringe – che sta raccogliendo un successo clamoroso e un sacco di soldi: ad aprile ha incassato 300 milioni di dollari tramite gli acquisti interni all'app con cui si migliorano le proprie prestazioni. Il supporto da atleti e vip si moltiplica, il che ha trasformato il gioco in qualcosa di più che un videogame.
A quanto pare starebbe dando origine anche a fenomeni di dipendenza piuttosto preoccupanti. Una storia, riportata dal Mirror, si allinea a questa lettura. Una bambina britannica di nove anni è finita in riabilitazione dopo aver manifestato una serie di preoccupanti segnali di dipendenza dal videogame della Epic. Si svegliava in segreto la notte e giocava anche fino a 10 ore di fila, evitava di recarsi al bagno, ha colpito il padre quando questi ha tentato di toglierle la Xbox One regalatale lo scorso gennaio e su cui aveva appunto scaricato e installato Fortnite.
I problemi si sono manifestati con una certa rapidità anche a scuola, già alla fine di marzo: "Siamo stati chiamati dalla sua insegnante che chi ha domandato se fosse tutto ok", hanno spiegato i genitori. La bambina si era addormentata un paio di volte a lezione e i suoi voti erano in caduta libera, ha spiegato la madre Carol. "Quando le abbiamo chiesto quale fosse il problema si è fatta stranamente silenziosa e aggressiva" ha aggiunto. Non solo: sull’estratto conto della carta di credito dei genitori sono iniziati ad arrivare addebiti da circa 60 euro al mese, che la ragazzina ha ammesso essere legati all'acquisto di extra come modifiche estetiche al personaggio su Fornite.
I genitori hanno spiegato di aver limitato il tempo di gioco alla Xbox a un'ora nelle sere precedenti alla scuola e a due nel fine settimana. Ma la situazione si è fatta più seria: "Era così presa dal gioco che non voleva neanche andare in bagno", ha spiegato ancora la madre. Così la ricerca di un aiuto e l’inizio di un percorso di psicoterapia per liberarsi dall’ossessione da Fortnite che starebbe progressivamente funzionando, anche grazie alle attività sportive. Ad appena nove anni. Ma l'indicazione Pegi del titolo da record, a dirla tutta, indicherebbe una soglia minima di 12 anni per poterci giocare.
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