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E3 2018. Le visioni di Sony PlayStation nella Los Angeles del gay pride

LOS ANGELES - Nella Los Angeles dal sindaco democratico Eric Garcetti, che ha appena celebrato uno dei gay pride più popolari degli Stati Uniti, perfino i videogame mettono in scena la libertà di vivere rapporti sentimentali secondo le proprie inclinazioni. La conferenza della Sony all'Electronic Entertainment Expo (E3) 2018, la fiera di riferimento per quel che riguarda le console, è stata aperta dalle sequenze di Last of Us Part 2, produzione ad alto budget della californina Naughty Dog. La protaginista, Ellie, in un'America post apocalittica che tanto deve a La strada di Cormac McCarthy, ricorda una festa passata a ballare con la sua compagna mentre deve farsi largo in un mondo irriconoscibile per la sua brutalità. Di fondo resta una narrazione fatta di sangue e sopravvivenza, formula usurata, eppure con un respiro sempre più distante dai canoni vigenti che hanno dominato il settore per anni. Canoni pieni di tabu, quasi fossimo ancora negli anni Cinquanta, iniziando dall’assenza di sentimenti per non parlare delle relazioni omosessuali.
E3 2018. Le visioni di Sony PlayStation nella Los Angeles del gay pride

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Non era l’unica novità dedicata alla PlayStation. Alla conferenza, che Sony ha organizzato nei Los Angeles Center Studios a due passi da Downtown, sono state spese poche parole d’introduzione. Il resto erano immagini: meno giochi rispetto a quanto visto all'evento Microsoft, ma che in ogni caso usciranno anche per PlasyStation 4 in buona parte, e una linea editoriale più chiara. La finlandese Remedy, per anni legata alla Microsoft, si è unita all’editore italiano 505 e ha mostrato Control, gioco di fantascienza che segue Quantum Break, a metà strada fra serie tv e vidogame. Bello e calligrafico Ghost of Tsushima, ambientato nel Giappone del 1274, prevedibile nelle sue logiche da colossal d’azione Spider-Man, nostalgica la riedizione di Resident Evil 2, classico dell'era prima PlayStation.
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Fuori dal coro, al punto di diventare ipnotico, Death Stranding. L’ultima opera di Hideo Kojima, “padre” di Metal Gear, con Norman Reedus, Lindsay Wagner e Léa Seydoux, è a dir poco visionaria. La rappresentazione della vita di un fattorino in un lontano futuro e su un altro pianeta dove non siamo la specie dominante. Uno dei videogame più strani dell’E3, frutto della mente creativa di un game designer al quale i confini di questo settore, così attento a non deludere l’adolescente medio amaricano, vanno da anni troppo stretti. Nessuno ha ancora capito che tipo di gioco sarà esattamente. Poco importa: ha catturato l’attenzione di tutti. Qui sotto il filmato visto alla conferenza Sony. Attenzione però, alcune sequenze sono forti.
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