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Dalla fototessera al selfie: la nuova vita delle cabine per gli scatti

TI SIEDI, inserisci la banconota, aggiusti l'altezza del seggiolino (avvitandolo o svitandolo), cerchi di sorridere (non troppo né poco) e via. Quanto volte siamo entrati nella cabina con la tenda per uscire con le quattro foto-tessera di cui non siamo mai contenti, che vedremo per anni sul nostro documento. Ebbene, strano vederle ancora in giro per le città queste cabine nate negli anni 60, servite anche per qualche autoscatto divertito, in coppia o tra amici. Una pratica che il selfie ha sicuramente reso superata, ma che in realtà torna proprio in salsa 4.0, offrendo il presupposto per dare una seconda vita alle macchinette mangia-soldi che ancora resistono.
La rivoluzione si chiama ImpressMe ed è un'app che da questo mese renderà possibile stampare con un semplice click tutte le foto salvate su tablet e telefonini in qualsiasi cabina per fototessera: un modo per trattenere i nostri ricordi, materializzandoli ovunque ci troviamo. A lanciarla una delle aziende più innovative che abbiamo in Italia: Dedem Spa, che ad Ariccia produce e gestisce le cabine per fototessera di tutta Italia scattando ogni anno oltre 10 milioni di foto.
"Oggi - spiega Riccardo Rizzi, presidente del Gruppo Dedem - si fanno centinaia di fotografie in più rispetto alle canoniche 30 dei vecchi rullini, anche se la maggior parte, se non tutte, rimangono sul cellulare o sul tablet. Per questo, abbiamo pensato che fosse un'esigenza e un piacere avere la possibilità di svilupparle in formato cartaceo, in modo semplicissimo. Da qui è nata ImpressMe".
La nuova veste vuole trasformare la macchina in un oggetto totemico di culto, proveniente da un'era non ben precisata e da immaginari futuristici ma allo stesso tempo ancestrali. Il prototipo che sarà presentato giovedì a Roma sarà il primo passo verso una nuova generazione di photobook che potranno trovare collocazione in musei, festival di musica e arte contemporanea fino ad arrivare poi nel tessuto urbano tradizionale. Le opere e i progetti dei Parasites 2.0 sono state esposte alla XX Biennale di Architettura in Cile (2017), alla Biennale di Shenzhen in Cina (2015), alla Biennale di Venezia (2012 e 2014) e alla Triennale di Milano. Tra le innumerevoli pubblicazioni sulla teoria dell'architettura moderna spicca il libro 'Primitive Future Office'.
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