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Usa, il Senato voter? per bocciare il regolamento anti-net neutrality

LO SCORSO dicembre la Federal Communications Commission statunitense ha votato (con risultato di tre voti favorevoli e due contrari) un nuovo regolamento che in sostanza ha abolito la cosiddetta net neutrality, cioè l'accesso e il servizio internet uguali per tutti come qualità e disponibilità.
La potente commissione, capitanata da Ajit Pai, ha di fatto smantellato le numerose garanzie volute dalla precedente amministrazione Obama (ironia della sorte, proprio Obama nel 2012 scelse l'ex manager di Verizon, ma con una precedente carriera politica, come commissario). L’idea è fornire ai colossi delle telecomunicazioni – Verizon, At&t e Comcast – la possibilità di manovrare a piacimento il traffico, chiedendo per esempio più soldi per veicolare certi tipi di contenuti, magari a certe velocità e qualità, trasferendo la vigilanza alla Federal Trade Commission.
La tesi alle spalle di questa mossa è che senza i lacciuoli della net neutrality gli operatori potranno ricavare più risorse da investire nella rete e nelle tecnologie, alla fine con ricadute positive anche per chi abita per esempio in zone poco coperte. Per altri questo non accadrà e i più ricchi introiti potrebbero finire nelle tasche degli azionisti, senza andare troppo per il sottile. Qui si inserisce la novità: il Senato statunitense ha deciso di votare la prossima settimana proprio su quel contestatissimo regolamento approvato alla fine dell’anno passato. La conseguenza sarebbe la reintroduzione delle precedenti garanzie di era obamiana, che appunto proibivano una rete a due (o più velocità).
I proponenti del voto hanno dalla loro il sostegno di 47 democratici e due senatori indipendenti legati ai dem così come una repubblicana, Susan Collins. A causa della prolungata assenza del senatore John McCain, malato di tumore al cervello in fase terminale, i firmatari della richiesta di respingimento di quel regolamento pensano di poterla puntare 50 contro 49. E così di smantellare le manovre di Pai, messo al vertice della Fcc da Donald Trump.
Proprio oggi i democratici al Senato registreranno la richiesta per calendarizzare il voto, prevedendo 10 ore di dibattito. Un esito potrebbe arrivare prima della fine della prossima settimana. Le nuove regole della Fcc, una volta in vigore, concederanno agli internet service provider il potere di modificare a piacimento il modo in cui i consumatori accedono a internet, anche se dovrebbero farlo nella massima trasparenza. Non è ancora chiaro quando il regolamento dovrebbe entrare effettivamente in vigore.
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