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Cybersecurity, meeting degli esperti a Milano. Soro, garante della privacy: "La protezione online delle persone ? la base di tutto"

ROMA - I recenti attacchi Meltdown e Spectre hanno dimostrato che in un sistema di elaborazione non vi sono parti sicure e purtroppo non esiste una pallottola dargento in grado di risolvere tutti i problemi. Il libro bianco sul futuro della cybersecurity nel nostro Paese presentato ad Itasec, la seconda conferenza nazionale sulla sicurezza informatica che apre a Milano, è pieno di passaggi del genere. Passaggi spesso criptici, zeppi di termini tecnici presi in prestito dallinglese, con esortazioni a quel che si dovrebbe fare per difendere le nostre infrastrutture. Ma su un aspetto gli esperti che hanno firmato il volume hanno ragione: La trasformazione digitale sta interessando tutti i settori della nostra economia e cambierà profondamente la società. Con un risultato: siamo tutti allinterno della dimensione digitale dove i confini fra Stati sono labili e dove cittadini, organizzazioni, aziende grandi e piccole, cyber-criminali di ogni zona geografica si trovano a 100 millisecondi di distanza tra loro. Noi questa contrazione spazio temporale labbiamo toccata con mano. Un team di sicurezza informatica è entrato via web a casa nostra per appropriarsi dei tanti dispositivi connessi. I risultati dellincursione, in dettaglio, li trovate su RLab, linserto dedicato a scienza, tecnologia e ambiente di Repubblica in edicola ogni mercoledì.
E già, nessuno ci presta molta attenzione, conferma Antonello Soro, il nostro garante per la privacy che parlerà ad Itasec venerdì. Se si è un normale cittadino è difficile che si diventi un obbiettivo primario per un gruppo di cyber criminali, a meno che non si faccia un test come quello che avete organizzato voi. Magari però si diventa obbiettivo un gruppo di persone delle quali interessano le abitudini e i consumi. Ma al di là del bersaglio, la minaccia e passa per la stessa porta.
Stando allinglese Ihs entro lanno gli oggetti collegati alla Rete saranno trenta miliardi fra industria e settore privato.

Il problema dellInternet delle Cose (IoT), ovvero di tutti i dispositivi intelligenti che stanno entrando nelle case come i termostati o le telecamere di sicurezza, è ancor meno governato di quello delle app per comunicare. Due anni fa, con gli altri garanti, commissionammo unindagine scoprendo che gli standard sono bassissimi. Sia sul piano del contratto con gli utenti sia da quello della sicurezza vera e propria.
Cybersecurity, meeting degli esperti a Milano. Soro, garante della privacy: "La protezione online delle persone ? la base di tutto"

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Ma siamo messi peggio che con le app?
Quando facemmo lindagine sulle app mediche i risultati furono disastrosi. LInterent delle cose è a quei livelli. Nessuno si pone il problema, quando progetta un dispositivo del genere, della sicurezza. Cose come il furto di dati, il possibile ricatto. Lunica preoccupazione è la fruizione duso.
Qualcosa dovrebbe però cambiare il 25 maggio con il nuovo regolamento Eu sulla protezione dei dati.

Prevede che i fabbricanti di oggetti connessi debbano preoccuparsi della protezioni dei dati e della sicurezza. Vedremo poi quanto queste norme saranno efficaci o se efficaci sarà il controllo sulla qualità dei sistemi da parte dellautorità.
Cè un evidente distanza fra la sovranità di uno Stato nel mondo fisico e lassenza di presa in quello digitale.

I presidi di sicurezza della vita materiale non hanno un corrispettivo sul digitali. La grande sfida è la sovranità nella dimensione digitale quindi. La tesi più ragionevole vuole che non si possa applicare la tradizionale sovranità degli Stati online. Il digitale è per natura globale e privo dei confini. Lesigenza è quindi quella di una gestione più estesa. La risoluzione dellOnu di un anno e mezzo fa ha almeno chiesto che ogni atto criminale online sia punito come nel fisico. Un altro passo in avanti sono le iniziative dellEuropa per difendere i dati dei cittadini, la base di tutto alla fine: la forte tutala del dato come primo passo per garantire sicurezza e pace. Dal Canada allAustralia al Giappone in molti stanno considerando i nostri regolamenti come riferimento. Naturalmente anche questo campo risente delle tensioni internazionali. Se si ridiscute di riarmo nucleare scatenando tensioni, se si cancellano gli accordi sul clima, difficile poi sedersi tutti a un tavolo e trovare un accordo su quella parte così importnate della nostra vita che è il digitale.
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