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''Cos? l'intelligenza artificiale dominer? il mondo''. Ma ? solo un videogame

FINORA bastava costruire un'astronave e inviarla su Alpha Centauri, la stella più vicina al Sistema solare. Oppure conquistare tutte le capitali delle altre civiltà del mondo. O, ancora, diventare segretario generale delle Nazioni Unite. Parliamo delle condizioni di vittoria di Civilization, popolarissimo videogioco strategico a turni ideato da Sid Meier nel 1991 e arrivato oggi alla sua sesta edizione. Ora si aggiunge quella pensata dalla comunità scientifica: un team di ricercatori del Centre for the Study of Existential Risk (Cser), un dipartimento della Cambridge University, ha messo infatti a punto una mod (
·CIVILIZATION, IL VIDEOGAME

Un piccolo passo indietro per chi è completamente digiuno di Civilization. Si tratta, come accennato, di un popolarissimo videogioco strategico a turni, in cui il giocatore è chiamato a guidare una civiltà e farla prosperare raccogliendo risorse, fondando nuove città e sviluppando istruzione e tecnologie. Ogni giocatore ha la possibilità di stringere alleanze con le altre civiltà o di annientarle con la propria forza militare: il gioco parte dall’età della pietra e, era dopo era, si protrae fino al futuro prossimo. Le condizioni di vittoria "tradizionali" sono quelle già citate: espandere a tutto il mondo la dominazione militare, acquisire un'egemonia culturale sulle altre civiltà, assurgere al ruolo di leader delle Nazioni Unite o riuscire a portare a termine un viaggio interstellare prima dei concorrenti. Ingredienti che hanno reso Civilization uno dei videogiochi più famosi e giocati di sempre, tanto che nel 2013 la rivista Time lo ha citato tra i dieci titoli più importanti della storia.
·ADDESTRARE L'AI PER GOVERNARE IL MONDO

"Il nostro dipartimento", spiega alla rivista The Verge Shahar Avin, ricercatore al Cser e coordinatore del progetto, "è da tempo interessato allo studio dell'intelligenza artificiale come possibile minaccia al genere umano. Abbiamo pensato che inserire questo scenario in un videogioco avrebbe aumentato l'interesse dell'opinione pubblica sul tema e che ci avrebbe aiutato a mettere alla prova in un ambiente virtuale le nostre previsioni". Detto, fatto: la mod messa a punto dagli esperti aggiunge la possibilità di costruire nuovi edifici, i laboratori di ricerca per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, e una cosiddetta "meraviglia" (una costruzione che si può erigere una sola volta e che garantisce un bonus al giocatore che la possiede) chiamata Deep Blue, in onore al computer che sconfisse nel 1996 il campione di scacchi Garry Kasparov.
''Cos? l'intelligenza artificiale dominer? il mondo''. Ma ? solo un videogame

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L'aspetto più interessante è che quando una civiltà inizia a sviluppare l'intelligenza artificiale, si avvia un conto alla rovescia – "Rischio AI" – che rappresenta il tempo mancante al momento in cui l'intelligenza artificiale stessa prenda il sopravvento su quella umana e decida di spazzare via la nostra specie. Fermare il conto alla rovescia è possibile soltanto in un modo: aumentando la ricerca scientifica. Il messaggio è chiarissimo: l'IA è uno strumento estremamente potente e versatile, ma pericoloso. E per tenerlo a bada bisogna studiarlo con costanza e attenzione: "Se si sceglie di percorrere la strada verso l’intelligenza artificiale", racconta ancora Avin, "bisogna essere certi di avere a disposizione abbastanza risorse per studiare e tenere a bada gli aspetti relativi alla sua sicurezza. L'investimento nello studio della sicurezza dell'intelligenza artificiale è, in un certo senso, altruistico. È questo che cerchiamo di replicare nel gioco".
·UNA PREVISIONE PER IL FUTURO

Lo scenario di un'intelligenza artificiale "cattiva", che si rivolta ai suoi creatori, non è naturalmente una novità: già da qualche tempo, personalità del mondo della scienza e della tecnologia come Stephen Hawking e Elon Musk hanno espresso tutti i loro timori in merito, sottolineando l'importanza di uno sviluppo consapevole e sicuro dello strumento. Il progetto di Avin, oltre a sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema, permette anche di esplorare potenziali scenari futuri: "Mi ha colpito, per esempio, il fatto che in una situazione geopolitica compromessa è più facile che l’intelligenza artificiale prenda il sopravvento. Succede perché per una società diventa molto difficile tenere sotto controllo l'intelligenza artificiale se tutte le sue forze sono concentrate sul combattere l’avversario". La lezione per il mondo reale è che l'unica strada possibile è quella della cooperazione: "Quando dobbiamo fronteggiare minacce su scala globale", conclude lo scienziato, "è necessario avere delle risposte globali, e le tensioni tra le nazioni rendono tutto più difficile. È lo stesso problema che stiamo vivendo, per esempio, nel settore dei cambiamenti climatici. Ciò che oggi sembra una minaccia vaga e a lungo termine potrebbe avere un effetto molto significativo nel futuro". Basterà un videogame a salvarci?
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