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Nessuna sorpresa, tutto come prima

BOLOGNA. Il mondo è cambiato, il calcio è cambiato, ma dopo quattro mesi alcune antiche certezze sono rimaste intatte: il solito rigore al microscopio per la Juve (quello stesso microscopio che nell'altra area resta sfuocato), la difesa colabrodo del Bologna, Denswil che è sempre Denswil, Medel pure, Orsolini che sbaglia l'ultima scelta e Svanberg che prende a pallonate i difensori dovunque tiri. Gli unici che possono godersi questo pallone formato playstation sono gli arbitri le cui interpretazioni, giuste o sbagliate che siano, non possono essere contestate dai seggiolini vuoti.
La Juve ha vinto meritatamente, controllando il match, rischiando quasi zero, creando il giusto che comunque era più di quello zero. Il Bologna ci ha messo foga e basta. Poi resta sempre quella curiosità (non è la prima volta, non sarà l'ultima) di sapere se i bianconeri avrebbe imposto la propria netta superiorità senza che il primo bivio del match fosse indicato dal Var: la trattenuta alla maglia di Denswil su De Ligt in area c'è, lo scrupolo del Var nel vivisezionare l'azione è stato premiato. Non c'è stato altrettanto zelo scientifico nel valutare un'altra situazione analoga in area bianconera, sebbene sullo 0-2: una pedata al limite di De Sciglio a Barrow che non sarebbe stato meno scandaloso fischiare della precedente ingenuità di Denswil. Se non tiri mai in porta, comunque, hai poco da prendertela con l'arbitro.
Mihajlovic aveva avvertito alla vigilia: la sua squadra non poteva affrontare la Juve come avevano fatto Milan e soprattutto Napoli perché la sua difesa, tanto, prima o poi il gol lo becca. E così è stato. Più prima che poi. Ma la forza per rispondere, soprattutto fisica, il Bologna non ce l'ha mai avuta e dunque non c'è stata praticamente partita, se non nel finale quando la girandola di cambi - davanti a una Juve che si limitava a tenere in ghiaccio i tre punti - potrebbe far pensare a qualcuno che Sinisa doveva puntare su un undici iniziale diverso. Difficile sostenerlo con convinzione.
Bologna-Juve a porte chiuse, il fotoracconto
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