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La Fortitudo ? tornata tra i grandi: serie A

La Fortitudo ? tornata tra i grandi: serie A

BOLOGNA - Si era spento all’ultima curva della truppa dei cinni a Brescia nel 2016, poi a Trieste e infine, dieci mesi fa, proprio qui, davanti al pubblico amico spettatore della festa di Casale. Il sogno dell’agognata rinascita, della rivalsa, si compie a dieci anni dalle lacrime di quel pomeriggio a Teramo nel 2009, in cui a piangere in campo fu anche capitan Mancinelli.
Per anni quei cori che “tutti i ragazzi” dicevano son sembrati rincorrere futuribili chimere, l’ostinato ripetersi che “vedrai, prima o poi giornata di festa sarà”. Stavolta invece la Fortitudo è andata fino in fondo, nessun’impresa troncata sul più bello, battuta 91-79 Ferrara e quel “Torneremo in Serie A” non è più collocato in un domani ipotetico ma ha una data: ottobre prossimo, o quando la federazione sceglierà di far partire il prossimo campionato.
Si può gioire fino in fondo, allora, coi 5600 dentro al PalaDozza e anche di più assiepati tra i dintorni, i bar, i tablet in piazza Azzarita, Casa Fortitudo qualche chilometro più in là ad aspettare il trascorrere di quei 40’ sul parquet in cui Ferrara non se la sente di guastare una festa attesa un decennio e che ormai non si poteva più rimandare, nemmeno d’una settimana.
La Fortitudo ? tornata in serie A dieci anni dopo
Non che qualche fantasma di beffe di tempi andati non si presenti, l’avvio di partita è da braccino corto con uno 0/10 da tre e cose semplici e banali riuscite per 6 mesi come le bombe aperte di Cinciarini che non vanno più e Ferrara a +10 dopo 12’ e avanti per tutto il primo tempo. Nel momento più difficile il palazzo alza i decibel, e l’intervallo è aria fresca: le triple improvvisamente fioccano (7/10 nel terzo quarto), e in 4’ la Fortitudo da 38-38 mette un devastante +14, che diventa +15, +18, un trionfo che sigilla la promozione con un Hasbrouck monumentale. I 24 punti segnati nei primi 5’ di secondo tempo la dicono lunga, Ferrara da quel solco non si riprende più, e finisce in trionfo.
Non era semplice per gli uomini di Martino non farsi distrarre dal contesto, dall’aria di un palazzo impaziente di festeggiare e da scenari futuri, di chi resterà e di chi tra un mese saluterà, consapevoli comunque di restare tutti nella storia dell’Aquila come quelli che l’hanno riportata in A dopo tanti inferni e purgatori. Non dimenticati, e l’attesa coreografia iniziale della Fossa è infatti per i ragazzi degli Eagles da cui si ripartì dopo il fallimento, mentre tra il pubblico ci sono Jack Zatti e Calamai.
Ci saranno ora altre tre partite da giocare, più la finalissima contro la vincitrice del girone Ovest per guadagnarsi il trofeo Lnp (andata il 28 aprile in trasferta, il ritorno il 5 maggio al PalaDozza). Ma, per tutti, la prossima partita vera sarà la prima giornata della stagione che verrà. Un nuovo inizio.
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