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Genoa-Milan verso l'anticipo alle 15 di luned?: la protesta dei tifosi

Genoa-Milan verso l'anticipo alle 15 di luned?: la protesta dei tifosi
Gennaro Gattuso (agf)
L'aveva detto il ministro Matteo Salvini lunedì scorso, nel maxi-vertice sulla sicurezza alla scuola superiore di polizia di Roma: "Certe partite come Genoa-Milan è meglio giocarle di pomeriggio e non di sera per gestire meglio l'ordine pubblico". Fra i tifosi delle due squadre c'è fortissima rivalità, ormai antica: tutto è nato dopo la morte di Claudio Spagnolo detto "Spagna" il 26 gennaio 1995, il tifoso genoano che fu pugnalato al cuore da un tifoso rossonero poche ore prima dell'inizio della partita. Da allora, queste gare sono sempre state ad alto rischio, anche se le trasferte non sono state chiuse.
La gara Genoa-Milan era stata programmata per lunedì 21 gennaio alle ore 21, in quanto il Milan era reduce dalla trasferta in Arabia (16 gennaio, Supercoppa con la Juve). Ora l'Osservatorio ha recepito l'osservazione di Salvini e chiesto alla Lega di serie A lo spostamento della gara alla 15 per motivi di ordine pubblico (la partita erale potrebbe diventare Juve-Chievo). La decisione dovrebbe essere presto ufficializzata. Un orario abbastanza insolito in un giorno lavorativo, anche se non mancano precedenti fra cui un derby di Roma: un orario che penalizza gli ascolti tv, ma anche tantissimi tifosi che sono impegnati al lavoro, o a scuola, e non possono andare allo stadio. "Sembra quasi un favore agli ultrà", scrivono i tifosi sui social.
Già, gli ultrà di Salvini. La protesta sta crescendo su Twitter e sui siti, e c'è chi minaccia di non fare più l'abbonamento e di non mettere piede a Marassi. Qualcuno ha ricordato che certi incidenti, anhe gravi, sono successi di pomeriggio. Ma quello che è accaduto vicino a San Siro, col tifoso dell'Inter ucciso, ha innescato un giro di vite che di sicuro non finirà qui. Il 20 gennaio alle 20,30 ad esempio c'è Napoli-Lazio, programmata per ora in orario serale. Sarà spostata al pomeriggio? Probabile. Ma quello almeno è un giorno festivo, il problema è il lunedì a Genova dove lo stadio Marassi è in piena città. A rischio anche Milan-Napoli del 26 gennaio alle 20,30 con i giocatori del Napoli che hanno minacciato di andarsene in caso di cori razzisti. L'Osservatorio del Viminale, presieduto dalla dottoressa Daniela Stradiotto, in questi anni aveva cercato di aprire le trasferte il più possibile, di giocare di sera (compreso il derby di Roma), di riportare le famiglie negli stadi: ora si torna indietro? L'importante è avere le idee chiare, non sembra che lunedì sia successo.
Legea è il nuovo sponsor dell'associazione arbitri

Figc e Legea hanno raggiunto l'accordo per la sponsorizzazione tecnica e la fornitura ufficiale dell'abbigliamento sportivo dell'Associazione Italiana Arbitri (Aia) a partire dalla stagione sportiva 2019/2020 e con una durata triennale. Legea, brand storico italiano di abbigliamento sportivo, grifferà i kit gara, lo sportswear di allenamento e di rappresentanza e anche le calzature con una collezione innovativa e dedicata all'Aia. Alla base della partnership c'è la volontà comune di garantire prodotti di qualità con prezzi accessibili e dalla facile reperibilità sul mercato grazie alla capillare rete distributiva di Legea, favorendo l'uniformità dell'abbigliamento della classe arbitrale Figc, dalla Serie A alle Sezioni locali. "Siamo molto soddisfatti -commenta il Presidente della Figc Gabriele Gravina- che Legea abbia scelto di investire sull'Associazione Italiana Arbitri, una delle eccellenze del calcio italiano. Siamo sicuri che tutto il sistema trarrà benefici da questa partnership, dal vertice alla base". "Per Legea è una grande opportunità quella di sponsorizzare gli arbitri italiani -dichiara il Presidente del'Aia, Marcello Nicchi- messa a disposizione dalla Federazione, che ha intrapreso nuove formule di partnership, con risorse da destinare al mondo arbitrale. Noi ci aspettiamo molto ma siamo convinti che verremo ripagati delle aspettative''.
Noi non siamo un partito, non cerchiamo consenso, non riceviamo finanziamenti pubblici, ma stiamo in piedi grazie ai lettori che ogni mattina ci comprano in edicola, guardano il nostro sito o si abbonano a Rep:.
Se vi interessa continuare ad ascoltare un'altra campana, magari imperfetta e certi giorni irritante, continuate a farlo con convinzione.
Mario Calabresi
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