Autorizzazione

 
  •  Morto il famoso astronomo ucraino, Klim Churyumov 
  •  Nella galassia c'è anche il "terzo incomodo" 
  •  Pubblicato il progetto del comunicato finale del vertice del G20 
  •  A Kiev, stanziati 40 milioni di dollari per l'installazione dei contatori di calore nei condomini 

Ciclismo, Pinot vince il Giro di Lombardia. Nibali sfiora l'impresa: ? secondo

Ciclismo, Pinot vince il Giro di Lombardia. Nibali sfiora l'impresa: ? secondo

L'uomo più in forma del momento, il ragazzo che aveva paura delle discese ce l'ha fatta. Il Giro di Lombardia 112 parla francese, non succedeva da 21 anni: Thibaut Pinot succede a Laurent Jalabert, è il 12esimo transalpino a vincere la Classica delle foglie morte. Una vittoria meritata, conferma di uno strapotere esibito da Pinot alla Milano-Torino, ma che non oscura minimamente la prova di Vincenzo Nibali. Il secondo posto dello Squalo, nella fattispecie è lecito affermarlo, vale una vittoria: per un corridore normale infatti la stagione poteva ritenersi chiusa dalla frattura alla vertebra al Tour ("La prossima settimana ho l'ultimo controllo alla schiena", frase che la dice lunga), per un campione il discorso è diverso. Lui si è ribellato, provandole tutte per tornare se stesso in vista del Mondiale. A Innsbruck non ce l'ha fatta, al Lombardia ci è mancato poco.
L'epilogo sulla salita di Civiglio. Pinot contro Nibali, il testa a testa, il sale del ciclismo: uno, due, tre scatti, alla fine il francese assapora la cavalcata solitaria in una delle cinque classiche monumento. Non gli era mai capitato, lui che pure ha vinto tappe a Tour, Giro e Vuelta. Gente di valore, ma anche orgogliose personalità: di Nibali si sa tutto, ma non bisogna scordare che anche Pinot aveva finito il Giro d'Italia in ospedale, vittima della disidratazione. "E' la vittoria più bella, per me il Giro di Lombardia non era soltanto un obiettivo, per me è magnifico quello che è successo oggi. E' il coronamento di un sogno, battendo poi Nibali. L'attacco a 50 km dall'arrivo? Era un rischio ma non avevo altra scelta, quando Nibali ha attaccato non potevo fare altrimenti. Ho vinto tante corse in Italia, ma questa è la più bella in assoluto".
Duecentoquarantuno km senza respiro, basta pensare alla media folle (48) della prima ora di corsa. Le proiezioni permettono di stilare due terzi del podio osservando la condotta delle squadre. La Bahrain e la Fdj di Nibali e Pinot sono attive nel tenere sotto controllo la fuga di 8 uomini (Marcato, Ballerini, Orsini, Tonelli, Senechal, Bonnamour, Restrepo e Storer). La salita del Ghisallo non scopre carte, prepara solo il momento chiave. Il Muro di Sormano con le sue punte del 27% è da ribaltamente. Al campione del mondo Valverde ricorda l'arrampicata del finale a Innsbruck, ma il campione del mondo forse ha esagerato in celebrazioni. A 50 km dall'arrivo è già fuori gioco, come anche Bardet (per terra dopo un contatto con uno spettatore che sinistramente ricorda l'Alpe Huez di Nibali) e tanti altri.
Primoz Roglic è quello che dà più confidenza al Muro. Lo aggredisce, forse non lo rispetta a sufficienza. Fatica mentre Pinot e Nibali vanno su con un altro ritmo. La discesa che segue vale quanto la salita. Tecnica, difficilissima. Pinot le discese le cancellerebbe, rediduo di una trauma che si porta dietro da juniores. Ma è migliorato anche qui, tiene Nibali e Roglic, nel frattempo rientrato. Chi rischia di più in picchiata è Bernal: lui ci sa fare sulle curve, è un ex biker. Ma vederlo sfrecciare in quel modo fa pensare, soprattutto se si riavvolge il nastro: appena nel mese di agosto alla Clasica di San Sebastian si era fracassato naso e denti facendo temere il peggio.
In quattro per la vittoria. Roglic non dà cambi e non bluffa. La salita di Civiglio non ammette recite. Cedono sia lo sloveno che Bernal. Poi gli scatti e controscatti di Pinot, che alla fine lascia Nibali. Lo Squalo è stanco, dietro un drappello lo riprende. Tanta fatica per nulla? Nibali non sta. Gente come Teuns (alla fine terzo) lo precederebbe, lui trova la forza per rilanciare. Già, quando un secondo posto vale una vittoria. "Chiedo sempre il massimo da me stesso, oggi ce l'ho messo tutta ma le gambe hanno detto no. Ho avuto un mancamento, nel finale avevo poche energie, l'acqua era finita ed ho cercato di gestire le energie con quel che avevo - commenta Nibali -. Sapevo che dietro c'era un gruppetto ma non mi sono mai girato. Quando sono arrivati sulla mai ruota erano allo stremo, io ho saputo gestire e, vedendo le loro facce, sono andato via di nuovo".
lascia un commento
Video del giorno
Notizie
  • Ultimo
  • Leggere
  • Commentate
Calendario Materiali
«    Декабрь 2018    »
ПнВтСрЧтПтСбВс
 12
3456789
10111213141516
17181920212223
24252627282930
31