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Roma, fatturato da record. Ma debiti per 220 milioni

ROMA - Ricavi in crescita, ma ultima riga del conto economico ancora in profondo rosso e scricchiolii a livello di debito e patrimonio. Si riassume così il bilancio al 30 giugno scorso licenziato nei giorni scorsi dal consiglio di amministrazione della Roma. La società presieduta da James Pallotta ha beneficiato solo in parte della stagione da sogno in Champions League, che si è chiusa soltanto in semifinale e non senza rimpianti sotto i colpi del Liverpool di Klopp e dell’ex Salah, poi sconfitto all’ultimo atto dal Real Madrid.
I ricavi del club capitolino sono cresciuti fin sopra 320 milioni di euro, in netta espansione rispetto ai 278 milioni del giugno 2017. Ovviamente l’inseguimento della Coppa dalle grandi orecchie ha fatto bene a tutte le componenti delle entrate: dalla sola Uefa sono arrivati ben 98,4 milioni, il triplo dei 32,2 incassati quando – nella stagione precedente – i giallorossi si fermarono agli ottavi. Tra i ricavi da gare sono contabilizzati 38,2 milioni per la partecipazioni e i performance bonus (9,1 milioni di euro, al 30 giugno 2017) e 14,6 milioni come ricavi da biglietteria per le gare casalinghe (4,3 milioni nel 2017).
Ancora, tra i proventi per diritti televisivi sono contabilizzati 45,6 milioni relativi al Market pool riconosciuto dalla UEFA (dai 18,8 dell’anno prima). Nel conto generale entrano anche 6 milioni versati dalla Qatar Airways per la sponsorizzazione della prima maglia. E i frutti del calciomercato, con un risultato netto positivo di 45,9 milioni di euro (in calo dai 79,1 milioni di euro del 30 giugno 2017) ottenuto grazie a 63,5 milioni di euro di plusvalenze grazie alle cessioni di Emerson Palmieri, Nainggolan, Mario Rui, Skorupski e Tumminello.
Sono però saliti anche i costi, principalmente per pagare i tesserati, fino a 230 milioni. E alla fine dei conti, sottratte le altre voci, il rosso è risultato di 25,5 milioni a livello consolidato, comunque in miglioramento dai 42,3 milioni precedenti.
Restano, come accennato, altri numeri da tenere sott’occhio. In primo luogo il debito, salito ancora a livello consolidato: oltre 218 milioni, dai 192 precedenti. E poi il patrimonio netto, peggiorato a -105,4 milioni. E dire che la società è reduce da un aumento di capitale (deliberato fino a 115 milioni, ma ne ha raccolti 99 e circa 90 milioni erano in realtà anticipi degli esercizi precedenti arrivati dall’azionista di maggioranza Pallotta) completato proprio il 21 giugno scorso, prima della chiusura dell’esercizio contabile.
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