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F1, Singapore: Hamilton domina, vittoria e allungo. Vettel terzo, il mondiale si allontana

MARINA BAY - Lewis Hamilton re di Singapore per la quarta volta in carriera, la seconda di fila, la settima dell'anno. Il britannico della Mercedes da poleman controlla il passo e tutta la gara trascinando a trenino sotto la bandiera a scacchi tutti i primi sei della griglia di partenza: dietro di lui la Red Bull di Max Verstappen e solo terza, affaticata e spenta, a quasi 40 secondi, la Ferrari di Sebastian Vettel. Un successo, il 69esimo per Hamilton, che gli fa consolidare la leadership del mondiale e allungare a +40 il vantaggio sul tedesco della Rossa mentre in classifica costruttori la Mercedes va a 452 punti contro i 415 del Cavallino dopo il quarto posto della Freccia d'argento di Valtteri Bottas e il quinto della Rossa di Kimi Raikkonen. Sesto Daniel Ricciardo sull'altra Red Bull e straordinario il 7° di Fernando Alonso su McLaren, va a punti anche il prossimo ferrarista, Charles Leclerc, 9° sull'Alfa Romeo Sauber.
Dopo la pole da lui definita magica, Lewis non deve fare molto: ha imposto a tutti un passo lento nei primi giri per tenere in cita le gomme hypersoft e ha evitato con la consueta freddezza i guai quando si è trovato davanti i doppiati Brendon Hartley e Sergey Sirotkin in lotta tra loro. Gara piuttosto piatta e noiosa, a parte la safety car entrata al primo giro dopo il contatto tra le Force India di Perez e Ocon, col francese costretto al ritiro. Per Vettel l'unico guizzo è proprio pochi attimi prima della neutralizzazione della gara, quando con uno scatto di reni e d'orgoglio riesce a passare in curva 7 l'olandese con le ali.
Ma la seconda posizione conquistata dura pochi giri, quando la Rossa rientra in pit (al 16°) per montare le gomme più performanti, le ultrasoft, ma rientrando in pista non spinge come dovrebbe, anzi sembra lentamente spegnersi: quando anche l'olandese fa la sosta, si mette senza problemi pur avendo mescole meno veloci davanti a Vettel che sta arrivando alle spalle. Lo scombinamento delle posizioni iniziali, si ricompone a quel punto e fino alla fine. Il tedesco ha lamentato anche un problema di surriscaldamento ai freni, ma soprattutto come ha ammesso lui stesso "non abbiamo avuto il passo gara, non siamo stati abbastanza veloci e insomma non siamo mai stati davvero in lotta. Abbiamo cercato di essere aggressivi all'inizio, poi ho fatto una gara diversa dagli altri, con gomme diverse, e non ero certo di arrivare alla fine".
F1, Singapore: Hamilton domina, vittoria e allungo. Vettel terzo, il mondiale si allontana

Sebastian Vettel
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Alla fine del mondiale mancano solo sei gare. Qui la Ferrari e Seb avrebbero dovuto cominciare la risalita e accorciare lo svantaggio grazie a una pista favorevole e a una macchina finora migliore, invece ancora una scivolata: "Perdere punti chiaramente non aiuta, oggi per il modo in cui abbiamo gareggiato non c'erano opportunità per noi, forse non eravamo abbastanza veloci. Questo era un week end in cui dovevamo battere noi stessi, ma non ce l'abbiamo fatta".
Quasi sparita, la Rossa. Lo ha visto anche il vincitore: "E' stata la gara più lunga della mia vita, veramente dura, bella e difficile. Verstappen mi ha dato del filo da torcere. Ho anche avuto un po' di sfortuna nel traffico con tante macchine che si spostavano da una parte e dall'altra. In quel momento Max si è avvicinato e ha provato ad attaccarmi, poi sono riuscito ad uscire dal traffico e a scappare via. Le Ferrari? Hanno lottato molto bene finora, ma non so perché oggi siano spariti in gara".
E anche il giovane terribile Verstappen sembra chiedersi dov'è finito quello che al primo giro lo aveva superato: "Il secondo posto? Non male, era il massimo risultato possibile per noi. Peccato per il primo giro, ma come sempre ci è mancata la velocità di punta. Il team ha messo in atto una strategia fantastica per recuperare il secondo posto su Vettel. Ho provato ad attaccare anche Hamilton, ma non sono riuscito a superarlo". Ecco come si combatte: con le idee, il fegato, e senza pudori.
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