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Boxe, Alvarez-Golovkin II: tra veleni e polemiche i medi cercano il re

Veleni, parole grosse e grande boxe. E' il menù della attesissima rivincita del campionato del mondo dei pesi medi che nella notte italiana tra sabato e domenica, alla T-Mobile Arena di Las Vegas, vedrà di fronte il detentore della cintura, il kazako Gennady Golovkin, e il messicano Saul 'Canelo' Alvarez. Veleni, per due motivi. Il primo incontro tra i due ha lasciato una scia di polemiche a causa del verdetto: non eccessivamente scandaloso a nostro avviso, ma un pari decisamente stretto per Golovkin. In particolare era sembrato al limite dell'allucinante il punteggio della giudice Adalaide Byrd, riuscita nella 'eccezionalè impresa di vedere 8 punti a favore di Alvarez.
L'altro motivo è la positività al doping di Alvarez, che ha fatto saltare la prima data di rivincita, prevista per lo scorso maggio. Positività inconfutabile, giustificata da Canelo (cannella, per via dei capelli rossi) con il consumo di carne contaminata messicana. Per capirci, una giustificazione simile a quella presentata qualche anno fa dal ciclista Alberto Contador. Alvarez se l'è cavata con una sospensione morbida, ed ora, ad un anno dal primo incontro, ecco il nuovo momento della verità.
Le parole grosse, praticamente identiche per entrambi: ''Lo butterò fuori dal ring'', un non celato desiderio di risolvere la contesa nella maniera più perentoria possibile. Frasi a cui ha dato ancor più eco il mancato faccia a faccia, un classico del pugilato, in conferenza stampa. Un evitarsi talmente scientifico da rendere credibile il livore esistente tra i due. Il terzo ingrediente, che poi è quello necessario per il match (che sarà trasmesso in diretta, unitamente agli altri incontri in programma, da DAZN), è l'altissimo valore dei pugili.
Boxe, Alvarez-Golovkin II: tra veleni e polemiche i medi cercano il re

Canelo Alvarez
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Canelo è molto più personaggio. Amatissimo in Messico dove è una sorta di eroe nazionale, ha migliorato molto nel tempo la sua capacità di tenere il ring. La molla scattò dopo il match perso contro Floyd Mayweather (tra i superwelter), che nonostante l'invenzione della giudice C.J.Ross (diede un pari, Canelo è evidentemente fortunato con le donne), gli inflisse una indimenticabile lezione di boxe. Un tipo fashion, come del resto il suo promoter, l'ex Golden Boy del ring Oscar De La Hoya, che oltre ad essere diventato organizzatore di successo, sembra si sia messo in testa di diventare presidente degli Stati Uniti. Canelo, sostenuto da una nazione e da una famiglia incredibile: una sorella e sette fratelli tutti pugili. Una volta, nel 2008, combatterono tutti nella stessa riunione.
Golovkin sta molto meno sotto i riflettori, anche se ormai il Kazakhstan è un ricordo lontano. Con la famiglia si è trasferito da tempo in California. Il suo allenatore è un messicano, Abel Sanchez, ed a più riprese GGG (questo il suo alias) ha detto di amare il Messico anche dal punto di vista culinario. Poche parole, tanti pugni, spesso devastanti. Sa fare la boxe, ma la tecnica e la fase difensiva qualche lacuna la presentano. Il punto forte è la micidiale potenza dei colpi: 38 vittorie, di cui 34 prima del limite, l'ultima contro il malcapitato Martirosyan, spazzato via in due round. Un solo pareggio, proprio nel match con Alvarez. Stavolta il piano di GGG è di chiudere i giochi in ben altro modo
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