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Psg, Tuchel e i suoi gioielli: "Neymar ? un artista e Buffon una leggenda"

PARIGI - Sorride e non fatica ad esternare tutta la sua gioia per essere a Parigi, al timone di una squadra che non nasconde le proprie ambizioni, non solo sul versante nazionale. Thomas Tuchel dopo aver superato il primo esame nel Trofeo dei campioni, con il 4-0 rifilato sabato scorso al Monaco, freme in vista dell'esordio in Ligue 1 contro il Caen (domenica alle 21), deciso a continuare la sua operazione seduzione nella capitale francese.
TUCHEL: "IMPAZIENTE DI ESORDIRE AL PARCO DEI PRINCIPI" - "Non vedo l'ora che arrivi la mia prima partita al Parco dei Principi, aspetto con impazienza il nostro debutto - ammette l'allenatore tedesco del PSG nella sua prima conferenza stampa pre-campionato - per vedere l'atmosfera dello stadio e dei tifosi, sono molto felice. Ho già assaporato molte cose e ora è il momento di iniziare". Come segno della sua volontà di integrarsi rapidamente nel nuovo ambiente, l'ex timoniere del Borussia Dortmund si è sforzato di rispondere alle domande dei media in francese, anche se a volte ha terminato le sue risposte in inglese per essere più preciso con l'aiuto di un interprete. Se rimane ancora perfettibile nella lingua di Molière, i suoi progressi dalla presentazione ufficiale a fine maggio rimangono impressionanti. Soprattutto, la chiarezza dei suoi messaggi risalta con l'esitante comunicazione del suo predecessore Unai Emery, proprio come il tocco più umano che ha portato nello spogliatoio.
"NEYMAR E' UN ARTISTA E ANCHE UN LEADER" - Arrivato all'ombra della Torre Eiffel con l'etichetta di tecnico non abituato a gestire un gruppo, il 44enne tedesco ha voluto dimostrare la sua esperienza moltiplicando i segni di fiducia in Neymar, il giocatore più costoso della storia che dovrà condividere le luci della ribalta in questa stagione con il campione del mondo francese Kylian Mbappé. "È chiaro che è il mio giocatore chiave, è uno dei migliori giocatori del mondo - sottolinea Tuchel coccolandosi il brasiliano -, è un artista, un giocatore creativo, ma anche un leader, e per giocatori del genere è alcune volte più semplice non mettere troppa pressione su di loro. Questo è molto importante". Poi svela il modo in cui il brasiliano è riuscito a rientrare in campo sabato, cinque mesi dopo la sua ultima partita con il Psg. "Continuava a dirmi 'Voglio giocare, voglio giocare! "Così gli ho risposto: 'puoi giocare qualche minuto ma non sulla fascia, solo da centravanti'. Ha giocato molto libero, aveva bisogno di sentirsi bene per il suo ritorno in campo, era come una ricompensa per lui", ha spiegato il trainer tedesco che dovendo fare i conti con l'assenza di numerosi titolari (Layvin Kurzawa, Daniel Alves, Marco Verratti, Edinson Cavani) non ha esitato fin qui a dare una possibilità ai giovani della rosa, quali Colin Dagba (19 anni), Stanley N 'Soki (19), o Timothy Weah (18). Senza mai vendere però loro sogni. "Non sarebbe corretto dire a tutti i giovani che ora possono giocare con noi, io sarò sempre lì a tifare per loro, ma c'è una grande sfida da giocare per il Psg, devi proteggerli, ci saranno dei momenti più difficili", ha ricordato Tuchel.
"NON RISCHIEREMO VERRATTI: SOFFRE ANCORA" - Capace comunque di dribblare le domande dei cronisti sul tema mercato: "Non posso dire niente, non è il momento". Contro il Caen è da valutare l'impiego degli ultimi giocatori rientrati dai Mondiali, certi invece i forfait di Verratti e Kurzawa: "Marco - spiega il tecnico tedesco - soffre ancora un po' e alterna buone e cattive sensazioni. Dopo un'operazione bisogna fare attenzione. Non prenderemo rischi".
"BUFFON ESEMPIO PER TUTTI, DECISIONE DIFFICILE SUL PORTIERE" - Uno degli argomenti più caldi è legato a chi sarà fra i pali domenica sera in occasione del debutto in campionato visto che ad Alphonse Aréola (nazionale francese) e Kevin Trapp (nazionale tedesco) si è aggiunto anche un campione del calibro di Gigi Buffon, 40 anni, fra l'altro schierato titolare contro il Monaco. "Gigi è un grandissimo professionista, è umile, una leggenda, è molto facile da gestire - assicura l'ex Borussia Dortmund - perché si comporta in modo coerente nello spogliatoio e con lo staff. E' un esempio per tutta la squadra. Ho tre portieri, che hanno tanto talento e personalità per essere titolari qui a Parigi. Sarà una decisione difficile per me. Comunque, per quel che ho appreso nella mia esperienza di coach, non bisogna mai prendere delle decisioni troppo presto, specie se non si è obbligati a farlo. Rimangono ancora due allenamenti e, dopo aver parlato con loro, si prenderà la decisione".
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