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Giochi 2026, Malag?: "Scelta attenta poi politica rispetti chi vince". Figc, guerra aperta

Giochi 2026, Malag?: "Scelta attenta poi politica rispetti chi vince". Figc, guerra aperta
Il rettore del Foro Italico Fabio Pigozzi e (a destra) il rettore de La Sapienza Eugenio Gaudio
I fronti sono tanti, ma due sono caldissimi: la candidatura italiana ai Giochi invernali 2026 e la Federcalcio. Giovanni Malagò è pronto alla battaglia, anzi alle battaglie. Probabilmente solo il 10 settembre si conoscerà la soluzione per l'Olimpiade: la commissione coordinata da Carlo Mornati è già al lavoro, ma non è semplice scegliere. A Torino la Appendino, che non vuole fare (per ora) accordi con Milano, dovrà prima risolvere i suoi problemi interni, un Movimento, quello dei 5 Stelle, che certo non è compatto. La questione prende una piega politica non bella, ma Malagò si augura che una volta scelta la città (o le città) da candidare non ci sia il solito "fuoco amico". Dipende non da lui, ma soprattutto da Di Maio. "Non dobbiamo disperdere questo fortissimo desiderio di ospitare i Giochi invernali 2026 con variabili esterne che possono nascere da altri mondi. Chiedo ci sia una competizione sportiva, nel rispetto delle regole, neutrale: una volta che uscirà un vincitore, non ci sia un intervento della politica da fuoco amico contro chi ha vinto. È solo una questione di buonsenso", lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, a margine della presentazione dei nuovi interventi al Centro di preparazione olimpica 'Giulio Onestì dell'Acqua Acetosa, a Roma. Proprio ieri il Consiglio nazionale del Coni ha inviato al Cio la delibera della candidatura italiana appoggiata dal Governo: entro il 10 settembre una commissione ad hoc dovrà scegliere, in base a 13 linee guida, la migliore candidatura tra Cortina, Milano e Torino. Il n.1 dello sport ha ricordato oggi alla Acqua Acetosa che l'Italia ebbe le Olimpiadi invernali del 1956 a Cortina e quattro anni dopo quelle storiche del 60 a Roma.
Altri tempi, probabilmente. Ora c'è meno crisi economica, è vero, ma più rissa. La stessa rissa che c'è ormai nel calcio: Malagò ritiene "pretestuoso" il comportamento di Sibilia, Gravina, Tommasi e Nicchi che vogliono votare subito e non aspettare ottobre. C'è opposizione forte: il gruppo dei ribelli-autoconvocati non molla di un centimetro, forte del suo 73 per cento, e promette cause e ricorsi. C'è anche la questione della candidabilità di di Abete e di una norma molto controversa: secondo i cosidetti ribelli potrebbe riguardare, a questo punto, circa 200 dirigenti sportivi fra cui Lotito, Gravina, Tommasi, Calcagno, Ulivieri e lo stesso Malagò... La parola a Giorgetti, che si occupa di sport con passione, competenza e attenzione. Lo scontro ormai è ai massimi livelli. "Grave sconcerto" per la proroga del commissariamento della Figc disposta dal Coni emerge da una dichiarazione all'Ansa delle componenti (Lega Dilettanti, Lega Pro, Aic e Aia) che hanno chiesto da tempo la convocazione dell'assemblea elettiva della Federazione. Le componenti, che si sono riunite oggi a Roma, definiscono nella nota la proroga un atto "contraddittorio e illegittimo" e confermano di "voler agire in tutte le sedi a tutela dei delegati". Le componenti si sono riunite nella sede della Lega nazionale dilettanti proprio "per esaminare la situazione alla luce di quanto deliberato ieri dal Consiglio Nazionale del Coni".
"Grave sconcerto è stato espresso da tutti i partecipanti alla riunione - fanno sapere nella nota -, in primo luogo in relazione alla proroga del commissariamento della Figc fino al 10 dicembre, tenuto conto dell'assoluta mancanza di rispetto della volontà dei 201 Delegati Assembleari, in rappresentanza di oltre il 73% della base elettorale, che sin dal 18 maggio avevano chiesto di convocare l'Assemblea Straordinaria Elettiva". "In particolare, assolutamente contraddittorie e illegittime appaiono le motivazioni alla base della proroga del commissariamento. Mentre il primo provvedimento di nomina del Commissario Fabbricini, a febbraio del 2018, poneva come unico obiettivo la ricostituzione degli Organi Federali, con la delibera di ieri la proroga risulta giustificata dalla necessità di garantire la procedura di modifica dello Statuto Federale per adeguarlo al nuovo Statuto del Coni ed ai nuovi principi informatori. Tuttavia ad oggi, sia lo Statuto Coni sia i "Principi informatori" sono ancora al vaglio dell'Autorità Vigilante - l'Ufficio Sport della Presidenza del Consiglio - e, dunque, da ritenersi privi di efficacia costitutiva. Ma quel che pare ancora più grave è la circostanza che il Consiglio Nazionale del Coni, nel prorogare il Commissariamento, ha conferito a Fabbricini anche i poteri sostitutivi dell'Assemblea, al fine di pervenire alle modifiche dello Statuto. Con questa ipotesi si priverebbe ulteriormente l'unico Organo rappresentativo della base del mondo del calcio (l'Assemblea dei Delegati) di esprimersi liberamente, con una autonoma valutazione, sulle modifiche dello Statuto - sottolineano -. I rappresentanti delle componenti, pertanto, nel respingere fermamente quanto deciso dal Coni, attesa la denunciata violazione del rispetto del principio di democrazia interna, hanno confermato di voler agire in tutte le sedi a tutela dei diritti degli stessi Delegati, anche con richiesta di provvedimenti d'urgenza, quale naturale prosecuzione del percorso avviato con la notifica della diffida".
Ilaria D'Amico e Diletta Leotta, addio Sky. Ma arrivano nuovi talent

Ilaria D'Amico e Diletta Leotta dicono addio a Sky: la prima seguirà il compagno Luigi Buffon a Parigi, mentre la seconda (fidanzata con Matteo Mammì, dirigente in grande ascesa a Sky) andrà a Perform dove Paolo Maldini sarà il testimonial. La D'Amico era a Sky dal 2003 ma con il calcio-spezzatino la sua trasmissione non si sarebbe più potuta fare come prima. La Leotta invece conduceva Sky Serie B ma adesso la pay tv non ha più preso i diritti del campionato cadetto e Perform cerca spazio in Italia. Sky, che presto presenterà la sua stagione-record (dalla A alla Champions, dalla F.1 alla Moto Gp), avrà comunque nuovi talent in un'ottica di crescita costante in questi anni.
Accordo Sapienza-Università Foro Italico. Pigozzi: "Un modello di riferimento per le scienze motorie italiane"

"E' molto importante per noi, come per Sapienza, dimostrare un impegno sempre più attivo e in prima persona, per quanto riguarda la gestione delle attività sportive all'interno degli atenei e questo perché riteniamo di avere, dal punto di vista delle reciproche caratteristiche, competenze tali da poter iniziare un percorso di gestione diretta di queste attività. Un'evoluzione, un modello che potrebbe dare dei frutti importanti nella compagine accademica nazionale". Cosi il rettore dell'Università degli studi di Roma Foro Italico, Fabio Pigozzi, a margine della firma del protocollo d'intesa tra l'unico ateneo dedicato in Italia alla formazione universitaria per le scienze motorie e sportive e La Sapienza Università di Roma. L'accordo prevede una partnership finalizzata alla promozione, valorizzazione e miglioramento della fruizione degli impianti sportivi del primo ateneo romano a Tor di Quinto. "Il know how che l'università di Roma Foro Italico metterà a disposizione - aggiunge Pigozzi - è quello reso disponibile dall'unico ateneo italiano dedicato interamente alle scienze motorie e sportive, la nostra competenza per quello che riguarda l'area tecnica e concerne - conclude- la gestione delle attività sportive svolte all'interno dell'impianto".
Convegno al Coni, quasi 1000 sono le donne medico sportivo

Il Salone d'Onore del Coni farà da cornice al Convegno, organizzato dalla Federazione Medico Sportiva Italiana, "La Fmsi è anche rosa: la Medicina dello Sport e la Donna". All'appuntamento, in programma domani (giovedì 12 luglio) a partire dalle 10,30, parteciperanno, fra gli altri, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, il presidente della Federazione Internazionale di Medicina dello Sport e rettore dell'Università degli Studi del Foro Italico, Fabio Pigozzi, e il presidente della Federazione Medico Sportiva Italiana e della Federazione Europea di Medicina dello Sport (EFSMA), Maurizio Casasco. Il convegno affronterà un tema di grande interesse che tocca principalmente l'universo femminile: l'influenza delle differenze di genere nella risposta fisiologica all'esercizio e al recupero da un infortunio, le problematiche legate ai cambiamenti fisiologici, il dimorfismo sessuale nello sport, l'esercizio in menopausa, l'identità di genere negli sport d'elite, gli adattamenti ormonali nelle atlete, le atlete paralimpiche e il doping al femminile. "Da sempre - spiega Casasco - la nostra Federazione ha mostrato particolare attenzione a tutte le donne di tutte le età che svolgono attività fisica. Questo convegno rappresenta anche l'occasione per valorizzare ulteriormente il ruolo delle donne medico all'interno del sistema sportivo e sanitario del nostro Paese, nella convinzione che l'integrazione tra le diverse capacità e competenze legate al genere, alle età e alla cultura sia un valore imprescindibile a beneficio di tutto il sistema". Dei quasi 5.000 soci della Federazione Medico Sportiva, quasi 1.000 sono donne medico tra specialiste in medicina dello sport e specialiste in altre branche mediche. L'evento si concluderà con la lettura magistrale del professor Yannis Pitsiladis, docente di scienze dello sport ed esercizio fisico all'Università inglese di Brighton.
Centro Onesti all'Acqua Acetosa, restyling da 10 milioni

Una nuova area diagnostica per immagini, la riqualificazione dei campi da calcio, il Palazzetto dello Sport polifunzionale e l'ampliamento del laboratorio Antidoping. Sono le principali novità che riguardano il piano di interventi per il triennio 2018-2021 del Centro di preparazione olimpica 'Giulio Onestì all'Acqua Acetosa. Alla presentazione, hanno preso parte il presidente del Coni, Giovanni Malagò e il segretario generale Carlo Mornati. "Se siamo qui oggi - ha spiegato il capo dello sport italiano - lo dobbiamo a Giulio Onesti, che questo posto lo ha fortissimamente voluto propedeuticamente alle Olimpiadi di Roma '60. Questo centro lo trovo sempre più bello, i soldi non piovono dal cielo ma ce li stiamo inventando con partnership, sponsor, ricavi esterni, accordi con i privati. Qui ci sono venuti il Real Madrid, il Bayern Monaco, il Manchester City e anche lo Zenit dell'attuale ct azzurro Mancini. Questo grazie agli standard d'eccellenza e all'appeal internazionale del centro". Un centro che è diventato un progetto infrastrutturale oltre che sportivo, con ricavi che "oggi - assicura Mornati - superano i costi tanto che abbiamo 400 mila euro di attivo all'anno". Attualmente, il centro coinvolge 27 Federazioni per circa 44.000 tra atleti, tecnici, addetti e personale. Nello specifico, gli interventi in corso e programmati sono per un valore di circa 10 milioni di euro ed entro il 2020 il Centro raggiungerà la sua piena occupancy. Insomma, un fiore all'occhiello dello sport italiano, all'avanguardia nel mondo.
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