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Roma, Di Francesco: "Un pari con la Juve? In Champions meglio noi, quindi..."

Roma, Di Francesco: "Un pari con la Juve? In Champions meglio noi, quindi..."
(agf)
ROMA - Questione di mentalità. Non è un caso che la conferenza stampa che preceda la Juve verta tutta su un concetto. Il solito. La mentalità vincente. Quella che Eusebio Di Francesco sta cercando di portare a Trigoria da inizio stagione. Per questo, un punto che pure garantirebbe la matematica qualificazione alla prossima Champions, proprio non sembra bastare al tecnico giallorosso: "Voglio sei punti in due partite - rilancia in sala stampa - perché voglio chiudere il campionato alla grande. Il terzo posto è un obiettivo, perché è vero che è primario arrivare in Champions, ma per mentalità conta salire sul podio". Come? Magari imitando proprio la Juve... "Hanno mentalità e abitudine a vincere, la Roma è sempre stata un pochino indietro. Dobbiamo rinforzarci, ma credo che qualche passo avanti lo abbiamo già fatto. Per esempio in Champions i risultati dicono che abbiamo fatto meglio di loro". Come accendere una super-sfida...
Di Francesco, in settimana si è parlato poco dell'importanza della partita di domani. Cosa ha trasmesso alla squadra?

"Quella con la Juve è una gara importantissima e molto delicata. Noi abbiamo ancora un obiettivo da raggiungere e vogliamo mantenere il terzo posto in classifica a cui teniamo tantissimo".

Domani festeggerà le 50 panchine con la Roma...

"Mi auguro di farne tante altre ancora. E' un piccolo obiettivo, ma come dico sempre non bisogna mai accontentarsi. Al di là della quantità, mi auguro che quelle che verranno saranno di maggiore qualità".

La classifica dice che tra Juventus e Roma ci sono 18 punti di differenza. Su cosa bisogna ancora lavorare per ridurre questo gap?

"La Juventus ha continuità e abitudine a vincere. La Roma è sempre stata un pochino indietro, non è che arrivo io e trovo la medicina per risolvere il problema. Dobbiamo rinforzarci dove siamo deficitari, ma qualche passo avanti l'abbiamo già fatto. Mi riferisco, per esempio, al trattare anche le partite meno importanti nello stesso modo".

Under, Strootman e Jesus: chi giocherà domani?

"Un paio di loro giocheranno, un altro non lo so ancora. Dico che sicuramente ci saranno Alisson, Florenzi, Kolarov, De Rossi, Dzeko ed El Shaarawy".

Come spiega la differenza tra il rendimento in casa in Champions e quello in campionato?

"In campionato in casa abbiamo subito troppe sconfitte. Dobbiamo far tornare l'Olimpico ad essere un fortino. La Juve costruisce tantissimo allo Stadium e spero che in futuro, già a partire da domani, miglioreremo il nostro rendimento interno. Fuori casa abbiamo fatto molto bene e la differenza l'ha fatta il reparto difensivo".
Quanto tiene la società al mantenimento del terzo posto?

"L'obiettivo primario è arrivare in Champions, ma per tanti motivi, tra cui il prestigio e la mentalità, è giusto ambire ad arrivare terzi. E' il desiderio mio, della società e dei giocatori".

Ci sarà la sua impronta nella campagna acquisti di questa estate?

"Io non faccio campagna acquisti, i giocatori li alleno. Credo sia prematuro parlare di mercato ora visto che abbiamo gara importantissima da affrontare. Non ne ho parlato nemmeno con la società perché l'obiettivo primario è arrivare in Champions, ma è normale che nelle scelte di mercato conti anche l'allenatore. Ovvio che da parte mia ci sia desiderio di migliorare la squadra, ma sono discorsi che non posso fare qui dentro".

Lei ha parlato spesso di mentalità, ma alla Roma può bastare un punto per avere la certezza matematica della Champions. Che segnale sarebbe farne 6 in 2 partite?

"Il nostro obiettivo è fare 6 punti per chiudere il campionato alla grande e per portare a casa più punti possibili. E' giusto farlo per rispetto del nostro pubblico e perché lo vogliamo".

Dopo una stagione ha sensazione di aver limato il gap con la Juventus dal punto di vista della mentalità?

"Sì, siamo cresciuti. In campionato siamo stati in ritardo, ma in Champions i risultati dicono che abbiamo fatto meglio di loro. C'è però ancora tanto lavoro da fare. La Juventus è una squadra che non muore mai e l'ha dimostrato anche in campionato quando lo scudetto sembrava del Napoli".

Cosa ne pensa dell'introduzione delle seconde squadre?

"Sono nettamente favorevole. Allenando una grande come la Roma ritengo che sarebbe un grandissimo vantaggio per la crescita dei giovani. per me può essere un valore aggiunto anche per la Lega Pro perché diventerebbe una vetrina. Certo, bisogna introdurre con attenzione tante regole che non vanno a ledere club di B e Lega Pro perché bisogna avere rispetto per le squadre che lavorano e lottano da tanti anni in questo campionato. Io però sono per il cambiamento e l'innovazione. Parlando di crescita dei giovani la dimostrazione si è avuta in Spagna dove si arriva in prima squadra già con qualcosa in più. Con i giusti accorgimenti, questa introduzione, mi trova d'accordo".
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