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Milan, Gattuso: ''La squadra ? viva, coraggio e determinazione per battere il Napoli''

MILANO - Il Milan prova a ripartire dopo il pareggio interno contro il Sassuolo. A questo punto le ultime speranze di rincorsa al 4° posto Champions sono unite alla necessità di difendere le posizioni per la prossima Europa League dal ritorno di alcune squadre, in particolare della Fiorentina. Non sarà facile per i rossoneri attesi dalla partitissima col Napoli, 2° in classifica, domani alle 15 a San Siro. Sarà la giornata dello storico record di Donnarumma che domani diventerà il più giovane giocatore di sempre a raggiungere le 100 presenze in Serie A.
Gattuso, è un traguardo storico quello del vostro giovane portiere.

"Sono orgoglioso di lui. E' un traguardo incredibile. Adesso comincia il bello. Ha l'obbligo di diventare il portiere più forte al mondo. Può farcela con serietà e la serietà non gli manca. Non deve abbattersi di fronte a qualche errore. Ci sta. Fare il portiere è difficile. C'è grande affetto verso Gigi, grande senso di protezione. Deve alzare l'asticella".

E domani affronterete Reina che può essere il successore di Donnarumma.

"Non me ne può fregare di meno. Penso a Donnarumma e alla mia squadra. Reina rappresenta il Napoli. Se arriverà, lo accoglieremo a braccia a aperte. Ma adesso la concentrazione è sulla nostra partita".
Cosa servirà?

"Non basterà solo lo spirito, ma coraggio, organizzazione, determinazione. Non dobbiamo solo pensare ad avere la faccia inc... Servirà capire come affrontarli".

Il Milan ha sempre faticato contro le squadre di Sarri, anche prima del Napoli. Ha rivisto anche quelle partite?

"Secondo voi non le ho viste? Dico solo una cosa in lumbard: sperem", sorride Gattuso.
Cosa le piace del Napoli?

"Il palleggio che non è fine a se stesso, ma ha uno scopo ben preciso. Sanno sempre dove vogliono arrivare. Ed è uno spettacolo vedere la loro linea difensiva. Contro allenatori come Sarri vale quello che mi diceva mio nonno: 'Prendi l'arte e mettila da parte'. Ricordo quando l'ho affrontato da giocatore. Era Milan-Arezzo di Coppa Italia. Sui calci piazzati non ti faceva capire nulla. Anche adesso il Napoli fa 3-4 cose che ti fanno venire il mal di testa. C'è solo da imparare da un allenatore così".

Sente di avere qualche similitudine con Sarri?

"A livello di look non siamo il massimo. Forse su quello ci assomigliamo".
Invidia al Napoli il tipo di preparazione estiva?

"Si, è importantissimo fare i primi 10-12 giorni nello stesso posto. L'anno prossimo resteremo qua per 10-11 giorni e faremo una buona preparazione. La base è fondamentale. Poi partiremo per gli Stati Uniti. Serve continuità. Mi piace come si comporta il Napoli a inizio stagione".
Dopo il pareggio col Sassuolo la squadra può rischiare di mollare un po' perché la zona Champions è troppo lontana?

"Non vedo una squadra scarica. Non abbiamo un margine così ampio per la qualificazione in Europa League. E dobbiamo preparare la finale di Coppa Italia. Abbiamo ancora tanti stimoli. La squadra non è stanca. Può esserlo qualche giocatore. E stiamo facendo qualcosa per consentirgli di fare un buon finale di stagione. Dopo due giorni di riposo, alla ripresa mercoledì ho visto facce tristi e abbattute per il pareggio col Sassuolo. Mi preoccuperei se iniziassi a vedere gente che arriva qui con infradito e pantaloncini. Invece è un buon segnale vedere giocatori con la faccia incazz...".
Zapata e Musacchio sono pronti a sostituite Bonucci e Romagnoli?

"Abbiamo lavorato un po' di reparto sulla linea difensiva. Ma sono due ragazzi tranquilli. Zapata andrà al Mondiale con la Colombia. Musacchio ha una professionalità incredibile. Possono avere difficoltà, ma come può averle tuto il reparto difensivo. Hanno grande spirito e senso di appartenenza. Ci daranno una grande mano. E non sono frasi di circostanza".

E' possibile immaginare qualche esperimento tattico domani?

"No, quando ti mancano i difensori centrali che hanno giocato sempre negli ultimi tre mesi, c'è poco da inventarsi. Dobbiamo solo consolidare quello che abbiamo fatto. A me non piace fare le cose da arruffone. Le cose bisogna prepararle".

E' stata una settimana di emozioni colossali in Champions League per le squadre italiane: come le ha vissute?

"Con grandissimo orgoglio per il nostro sistema calcio e il nostro campionato. Era da anni che non si vedevano prestazioni così importanti. E mi riempie d'orgoglio la nostra Var, la nostra eccellenza per qualcosa che leva ogni dubbio. Non capisco perché non viene utilizzata in tutti i tornei europei e mondiali. Sono in gioco interessi incredibili. Bisogna ridurre le polemiche. Non capisco cosa fanno ancora quei due signori sulla linea di fondo. Allora meglio avere gli arbitri nello stanzino davanti al televisore".
Come giudica le parole di Buffon?

"Non giudico Gigi. Faccio fatica a giudicare me stesso. Io sono l'unico che non può commentare. Negli ultimi anni di carriera la vena mi si è chiusa spesso. Ho preso 5 giornate in Champions per avere dato una capocciata a Joe Jordan. E all'Olimpico di Roma sono salito su una balaustra per insultare il mio ex allenatore Leonardo. Figuratevi se posso giudicare gli altri. Gigi è un grandissimo campione. Quando si sentirà se si sentirà, chiederà scusa".
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