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Boxe, il sogno proibito di Blandamura: in Giappone con Murata il mondiale dei medi

ROMA - "Ha due braccia e due gambe come me, quindi partiamo alla pari". Emanuele Blandamura ci ha detto questa frase pochi giorni prima di partire per il Giappone. Rispondeva alla domanda circa le chance di conquistare il titolo del mondo dei pesi medi Wba, sul ring di Yokohama, contro l'idolo di casa Ryota Murata. Sempre in quella circostanza avevamo chiamato in causa il calcio, assegnando al buon Emanuele le stesse chance che la Roma aveva di eliminare il Barcellona in Champions League. I giallorossi qualche giorno dopo il miracolo sportivo lo hanno compiuto, ora sta al romano d'adozione (è cresciuto nel quartiere Nuovo Salario ma è nativo di Udine) sconvolgere il mondo della boxe.
L'impresa, inutile nasconderlo, è assai complicata, per motivi ambientali e tecnici. Ambientali, perché l'Arena di Yokohama sarà gremita da 17.000 giapponesi, e nella boxe il fattore campo (ad esempio nell'assegnazione di round equilibrati) conta. Tecnici, perché Murata ha delle caratteristiche complesse per la boxe dell'italiano. E' più alto, quindi può godere un maggiore allungo: un problema per un pugile come Sioux (l'alias di Blandamura, grande appassionato della storia degli indiani d'America), che ama boxare di rimessa ma sarà per forza di cose costretto ad accorciare la distanza. Un rischio in più contro il destro micidiale di Murata, che ha vinto 10 volte su 13 prima del limite. Del giapponese, campione olimpico a Londra, 32 anni contro i 38 dello sfidante, non conosciamo ancora i limiti. Si dice che questi emergano alla prima sconfitta, ma lui ha fatto una eccezione anche in questo: nel primo tentativo iridato contro il francese Hassam N'Dam N'Jikam, match peraltro disputato in Giappone, il verdetto ai punti ribaltò a suo sfavore un match che aveva chiaramente dominato.
Dall'entourage del giapponese, con il quale 'flirtà l'avvocato newyorchese Bob Arum per farne una star anche in terra americana, filtrano ipotesi su un possibile cambio di strategia: una boxe più ragionata senza l'aggressiva ricerca del ko. Ma sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. Blandamura dovrà fare estrema attenzione alle combinazioni del giapponese, niente male neanche quando oltre al già citato destro, porta il gancio sinistro. L'arma dell'italiano, che purtroppo non ha la dinamite nei pugni, potrebbe essere quella di un incontro di grande intensità, capace di imbrigliare e perché no, di innervosire il giapponese.
Comunque vada a finire, il match di Yokohama (domenica alle ore 13,50 italiane su Fox Sports, canale 204 di Sky), rappresenta l'apice della carriera di un ragazzo che ricerca cultura (ama letture di qualità) e dalla vita problematica. E' stato infatti cresciuto dai nonni dopo esser stato abbandonato ancora in fasce dalla madre. Uomo dai mille mestieri, dal panettiere alla guardia giurata, Sioux, ha saputo costruirsi una strada importante, passo dopo passo. La conquista del titolo europeo (dopo due tentativi entrambi persi per ko) sembrava il traguardo, poi grazie al lavoro del suo manager Salvatore Cherchi, la chance di entrare in un club di cui fanno parte solamente l'immenso Nino Benvenuti, Vito Antuofermo e Sumbu Kalambay. Sono gli italiani che hanno conquistato il titolo del mondo dei medi. Domenica all'ora di pranzo Blandamura tenta il poker: contro di lui i 17.000 di Yokohama e 30 milioni di giapponesi davanti al video.
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