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La Lega di serie A vuole contare di pi?. Figc: "Elezioni a febbraio 2019"

La Lega di serie A vuole contare di pi?. Figc: "Elezioni a febbraio 2019"
Il commissario straordinario Figc Roberto Fabbricini (ansa)
ROMA - Ad oltre due mesi dal flop di Fiumicino, esattamente 69 giorni dopo, il mondo del calcio si ritrova (finalmente) in via Allegri per capire come, e quando, si può uscire dalle secche, fare le riforme e rivotare per la presidenza della Figc. Il commissario Roberto Fabbricini convoca tutti, dal commissario della Lega di A Malagò (curioso, no?), B, Lega Pro, Aic, assoallenatori, arbitri. "La necessaria rivisitazione dello statuto federale comporterà necessariamente un'assemblea straordinaria che potrebbe svolgersi tra la metà e l'ultima decade del mese di novembre. Tutto questo per poi arrivare all'assemblea elettiva tra la metà e la fine del mese di febbraio del 2019" ha annunciato Fabbricini. "La nuova governance avrà una durata di un solo anno, perché poi dovrà essere messa al vaglio di una ulteriore assemblea elettiva, subito dopo o forse anche poco prima dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020", ha concluso Fabbricini.
Moltissimi i problemi sul tappeto: decisivo, per il futuro della Figc, il nuovo assetto. Cambieranno i pesi elettorali e la Lega di serie A ritroverà quel potere che aveva perso negli ultimi anni: adesso conta solo per il 12 per cento in consiglio federale e nella elezione del presidente Figc, in futuro arriverà al venti per cento (e avrà un consigliere in più: ora sono tre). Il 2 per cento arriverà dall'Aia perché, dopo la decisione di lunedì del Coni, gli arbitri non potranno più avere un peso elettorale. Cancellato un privilegio del dopo-Calciopoli. Nelle ultime tre occasioni gli arbitri si sono schierati con Albertini, Tavecchio e Gravina. Ma Nicchi non molla (per ora): "Non abbiamo parlato mai di sciopero, quella è l'ultima cosa che faremo se non saremo ascoltati. Ci difenderemo in tutte le sedi, perché abbiamo il diritto di farlo. Se poi il problema è il 2% agli arbitri, non è un problema per nessuno. Anche se per noi è importante e vedremo quello che ci verrà prospettato". Fabbricini ha spiegato che il 2 per cento verrà tolto come ha deciso il Coni, "gli arbitri sono i guardiani del tempio ma devono stare fuori dalla politica". La A inoltre avrà altri otto punti da Lega di B e Lega Pro che saranno unificate: ora contano per il 5 e 17 per cento, in futuro arriveranno al 16 per cento totale. Così la Lega di A arriverà al venti.
I Dilettanti resteranno al 34 per cento, così come calciatori e allenatori al 30. Ma non basta: la Lega maggiore ha chiesto anche la presidenza del Club Italia, il varo delle seconde squadre (se possibile già dalla prossima stagione ma sarà molto difficile) e il diritto di veto quando in consiglio federale si tratteranno argomenti anche di loro pertinenza. Insomma, i venti padri-padroni del pallone vogliono contare in più, dire una parola decisiva sul presidente federale e sulle riforme. La Lega di A si ritroverà in assemblea il 19 aprile per varare il bando della Coppa Italia, e per discutere sulla governance e sui pesi elettorali. Poi, il 7 maggio a Roma la speranza di chiudere il cerchio con tutte le nomine, compreso l'ad (non escluse sorprese...): Malagò potrebbe uscire di scena e concentrarsi sulla Figc.
La A comunque ha già un suo presidente, Gaetano Micciché, attivo e ascoltato in questo periodo. Molto importante, se non decisivo, sarà il nuovo contratto dei diritti tv, anche se la chiusura della vicenda sembra ancora lontana: se alla fine, come tutto il mondo del calcio auspica, si arriverà davvero a quota 1400 milioni annui, allora quei soldi in più rispetto al passato, un venticinque per cento, potrebbero essere utilizzati non solo per finire nelle casse dei presidenti di A, sperando che li spendano bene, ma anche per dare respiro alla Lega di B, all'ex serie C con l'acqua alla gola, ai Dilettanti sino agli arbitri sul piede di guerra da tempo ormai. Mediapro è pronta a versare la fidejussione, Sky a fare la sua offerta "importante" ma intanto la società spagnola in settimana potrebbe presentare un esposto all'Antitrust per chiedere chiarimenti sull'accordo Sky-Mediaset. La Lega di A potrebbe destinare circa 40-50 milioni alle Leghe minori e agli arbitri che si lamentano per un taglio di budget. Poi, è chiaro, bisognerà anche portare avanti le riforme: la A resterà com'è, a venti, ma la B scenderà a 18-20 squadre e la ex serie C a regime dovrebbe arrivare a quota 40. In discussione anche il Semiprofessionismo (ma qui bisognerà aspettare il nuovo governo) mentre il calcio femminile di vertice, la serie A, potrebbe passare sotto la Figc come chiede ad esempio la Juventus. Da risolvere anche il nodo del dg della Figc, Michele Uva: Sibilia e Nicchi gli contestano il fatto che sovente si lascia andare ad atteggiamenti e dichiarazioni non da amministratore ma che riguardano la sfera della politica sportiva. Non può Uva? Chi glielo consente? Uno scontro interno che va chiarito, nel bene di tutti.
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