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Grecia, il presidente con la pistola si scusa: ''Dispiaciuto per quanto successo''

SALONICCO - "Sono molto dispiaciuto per quello che è successo, chiaramente non avevo il diritto di entrare in campo in quel modo e non volevo minacciare gli arbitri". Arriva il mea culpa di Ivan Savvidis, patron del Paok Salonicco, finito nella bufera per essere entrato in campo con una pistola legata alla cintura nel finale della partita contro l'Aek Atene di domenica scorsa.
Follia in Grecia, presidente del Paok entra in campo con la pistola
"REAZIONE EMOTIVA" - "Mi scuso con i sostenitori del Paok, con tutti i tifosi greci e con la comunità calcistica internazionale - si legge in un comunicato -. Chiaramente non avevo il diritto di andare sul campo, è stata una reazione emotiva. Credetemi, non era mia intenzione interferire con gli arbitri (anche se secondo molte persone sarebbero arrivate minacce all'arbitro Georgios Kaminis, ndr). Io, la mia famiglia e miei colleghi siamo vittime ed ostaggi di un calcio malato. Sto combattendo e continuerò a farlo, nonostante i continui attacchi, per un calcio pulito e leale e per vincere i campionati in campo e non nei tribunali. Ancora una volta mi scuso". Questo mea culpa tuttavia difficilmente servirà ad evitare a Savvidis ed al Paok una sanzione esemplare.
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