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Inter, la maledizione degli allenatori colpisce anche Spalletti

MILANO - Luciano Spalletti sta pensando al suo futuro? Forse il tecnico dell'Inter sta pensando di gettare la spugna e andare altrove oppure fermarsi dopo le fatiche di un anno alla guida dell'Inter? Potrebbe anche essere perché, per dirla con Giovanni Trapattoni, allenare i nerazzurri è come stare dentro una centrifuga. Sulla panchina interista si sono seduti in tanti, ma sono pochissimi quelli che sono riusciti a salvarsi dall'essere inghiottiti da un ambiente strano, forse un po' pazzo, come dice lo stesso inno 'Pazza Inter'.
Restando nel recente passato, l'ultimo ad uscire indenne dal mondo Inter è stato José Mourinho, anche se, per vero, anche il portoghese qualche problema nel primo anno a Milano (2008) lo ha avuto. Dopo di lui sono finiti per essere centrifugati Benitez, Leonardo, Gasperini, Ranieri, Stramaccioni, Mazzarri (resta negli annali la frase dopo il pari contro il Verona nel 2014. "Siamo stati sfortunati, poi è cominciato anche a piovere", disse all'epoca l'attuale tecnico del Toro), Mancini, De Boer e Pioli.
Il paradosso è che quasi tutti, una volta lasciata l'Inter si sono seduti su altre panchine ottenendo discreti risultati e anche qualche titolo. Questa è storia passata. Il presente si chiama Spalletti, anch'esso in apparenza ad un passo dall'esplodere. Tant'è che al termine della gara contro il Napoli, finita 0 a 0, l'allenatore di Certaldo ha detto, con ragione, che questa Inter è priva di qualità. E, in effetti, a vedere la stagione di tanti giocatori il pensiero del tecnico non può che essere condiviso. "Dobbiamo migliorare, è dall'inizio della stagione che ci provo, ma non ci sono riuscito. Non abbiamo mai giocato un grandissimo calcio. Non è vero che abbiamo qualità, il Napoli, sì, è una squadra con qualità...", ha sentenziato l'allenatore a fine gara riassumendo in poche parole il concetto di una stagione intera.
Spalletti ne ha per tutti, anche per Candreva. Il quale, sentendo le parole del tecnico, ha spiegato: "Lo dice per spronare la squadra". Non la pensa in questo modo l'allenatore, che rimarca: "Questo è il suo pensiero, il mio l'ho detto. Ci siamo comportati bene da squadra. Ma non so quale sia il senso della parola qualità per voi. Candreva può dire quello che gli pare". Le affermazioni dell'allenatore possono anche essere lette come un messaggio alla dirigenza: voglio giocatori di qualità. A questo ci dovranno pensare Walter Sabatini, coordinatore tecnico di Suning, e il direttore sportivo Piero Ausilio. Perché sembra questo l'unico modo per tenere Spalletti.
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