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Roma, ritrovato il gol cresce la fiducia: ora lo Shakhtar per la svolta decisiva

ROMA - Ora che anche il tabù Olimpico è stato sfatato la testa corre veloce alla Champions. Troppo importante la gara di martedì contro lo Shakhtar per fermarsi a pensare alla vittoria col Torino. Che comunque non è stata semplice come il risultato (3-0) lascerebbe pensare. Perché la Roma prima di incornare il Toro soffre per un tempo, tiene botta anche grazie ad un miracoloso Alisson, e infine reagisce. Manolas, De Rossi (al primo squillo in questo campionato) e Pellegrini archiviano la pratica e consolidano il terzo posto in classifica dei giallorossi che appena 2 settimane fa sembravano esserne stati tagliati fuori, ma la caduta libera dell'Inter e la scarsa continuità della Lazio hanno fatto il resto.
LE LUCI - Impossibile non partire dai gol. Impressionante il cambiamento di rotta degli uomini di Di Francesco che nelle ultime 5 partite hanno messo a segno 14 reti (una media di quasi 3 a gara) rimanendo a secco solo col Milan: 5 al Benevento, 2 all'Udinese, 4 al Napoli e 3 ieri sera al Torino. E pensare che dal 10 dicembre (0-0 contro il Chievo) al 4 febbraio (risicata vittoria per 1-0 col Verona) ad accompagnare Dzeko & Co era il magro bottino di 5 reti in 8 partite. Ma non basta perché 11 gol degli ultimi 13 sono arrivati nei secondi tempi e questo è un dato niente male per una squadra troppo spesso accusata di partire a mille e poi perdersi dopo appena un'ora di gioco.
LE OMBRE - Certo, i numeri dicono tanto ma rischiano anche di nascondere qualche problemino. Perché la Roma continua a faticare enormemente nel sbloccare il risultato e nel rendersi pericolosa quando si trova davanti difese schierate. In questo senso, il primo tempo di ieri è emblematico così come l'atteggiamento di Di Francesco che abbiamo visto sbracciarsi in panchina per chiedere ai suoi una circolazione palla più veloce al fine di aprire spazi tra le fittissime maglie granata. Il gol di Manolas ha inevitabilmente cambiato la gara e costretto il Toro ad uscire dal recinto, l'ideale per la Roma che in campo aperto ha più volte dimostrato di poter essere devastante.
RADJA TOP, SCHICK ED EL SHA FLOP - Ed è stata probabilmente la mossa di Nainggolan trequartista una delle chiavi della partita. Il belga nel secondo tempo ha giocato a ridosso di Schick con libertà di attaccare gli spazi oltre che di andare in appoggio: suo l'assist per il gol di De Rossi e la ripartenza che ha mandato in porta Pellegrini. Un piccolo record personale visto che 2 assist nella stessa partita di Serie A non li aveva mai fatti. Discorso a parte per Schick ed El Shaarawy che ci mettono tanta buona volontà ma non riescono ad incidere. Il ceco pare fuori dagli schemi, spaesato, non riesce ad entrare nei meccanismi di squadra e, soprattutto, la facilità che aveva nella Samp di saltare l'uomo per ora non si è palesata. Il Faraone lotta in copertura ma in avanti si vede poco per non parlare del fatto che nello stretto fa più fatica rispetto ad un Perotti che con lo Shakhtar tornerà titolare.
ORA LA CHAMPIONS - Lo Shakhtar appunto è il prossimo appuntamento della Roma che martedì davanti al suo pubblico (ieri chiamato a riempire lo stadio) si giocherà l'opportunità di entrare nel G8 d'Europa. Torneranno Fazio e Dzeko e Di Francesco spera torni pure la Roma vista a Napoli, finora la più bella della stagione.
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