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Crisi Inter: numeri da B e giocatori demoralizzati. La corsa Champions si complica

MILANO - L'Inter è scomparsa lo scorso 9 dicembre dopo il pareggio contro la Juventus per 0-0. Nessuno è in grado di ritrovarla, magari tornerà. Chissà. Può essere. Da allora sono passate nove giornate tra cinque pareggi, tre sconfitte, e una sola vittoria all'attivo, quella contro il Bologna di domenica scorsa. Al netto del gioco poco efficace alla causa dei tre punte, si aggiungono i numeri a mostrare che i nerazzurri viaggiano alla media di una squadra che lotta per non retrocedere.
Se nelle prime 16 giornate di Serie A l'Inter ha infatti conquistato, oltre alla vetta della classifica, anche 40 punti, nelle nove gare del dopo Juve la squadra di Luciano Spalletti ha raccolto appena 8 punti con annesso tonfo in classifica: l'Inter dal primo posto è scivolata al quarto sorpassata dalla Roma, ora terza, e con la possibilità, se la Lazio dovesse vincere contro il Verona domani sera, di uscire dalla zona Champions League. Il che sarebbe deleterio visto che l'obiettivo indicato da Suning ad inizio stagione era proprio quello di tornare nell'Europa che conta. Ma, con questo ruolino di marcia è difficile. Perché, nonostante i numeri della sfida di ieri contro il Genoa dicano che questa Inter non è poi così male, con il 65 per cento di possesso palla contro il 35 dei padroni di casa, 10 conclusioni totali contro le 7 dei rossoblù, 6 tiri in porta per la squadra di Spalletti e 5 per quella di Ballarini, i fatti sono che l'Inter ha perso ed è rimasta inchiodata a quota 48.
La crisi è piuttosto profonda, con i giocatori demoralizzati, che fanno fatica a reagire al minino episodio negativo e con la testa pesante, senza dimenticare che alcuni restano - come lo scorso anno - poco inclini ad allenarsi bene. Il tutto accade all'interno di un ambiente che non aiuta, perché vive ogni cosa in maniera drammatica. E Spalletti? Il tecnico sta nel mezzo, lotta per trovare soluzioni tatticamente differenti con il materiale a disposizione, e non si scorda mai di difendere a spada tratta i suoi ragazzi per proteggerli dalle loro stesse fragilità. Il tempo scorre, l'allenatore piuttosto rabbioso per non aver ancora trovato la via d'uscita a questo momento 'no' non si sente in discussione, ma davanti alla sconfitta contro il Genoa ha sussurrato: "Decideranno i dirigenti". Dal canto loro, i dirigenti guardano questa fase della stagione con preoccupazione, ma con la consapevolezza che si può ancora fare qualcosa. Si deve fare qualcosa.
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