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PyeongChang, Fontana: "Per far crescere lo short track andrei anche all'Isola dei famosi''

PYEONGCHANG - Ieri l'oro olimpico nella 500 metri dello short track, oggi Arianna Fontana, portabandiera azzurra ai Giochi olimpici di PyeongChang, racconta l'emozione di un trionfo cercato sin da prima di approdare in Corea del Sud. "Sul podio stavano cominciando a gonfiarsi gli occhi, poi è arrivato l'inno e mi ha dato una carica immensa. E le lacrime sono tornate indietro. Questa medaglia l'ho voluta troppo - spiega - e ringrazio tutti quelli che hanno contribuito a conquistarla. Ringrazio mio marito Anthony, ai battibecchi in questa stagione faticosa e stressante. Questa medaglia è anche sua".
ESEMPIO PER LE DONNE - La Fontana non ha mai fatto mistero di essere una 'tosta' e con l'oro al collo la neo campionessa olimpionica dello short track si sente di mandare un messaggio alle donne. "Spero che tante donne mi guardino e apprezzino la mia tenacia: qui ancora prevale l'uomo, ma dobbiamo puntare i piedi e prenderci quello che vogliamo. Bisogna avere dritto davanti l'obiettivo - ha aggiunto l'azzurra festeggiata a Casa Italia - e se qualcuno lungo il tragitto si offende pazienza. Lo short track è uno sport duro, non solo fisicamente perché capita di affrontare tante ingiustizie, come quando cadi e non è colpa tua, perdi un attimo ed è già finita. Da vincere a perdere il passo è breve e devi essere pronta a reagire a tutte le situazioni".
PyeongChang 2018, short track: la corsa d'oro di Arianna Fontana
MEDAGLIA PIENA DI SACRIFICI - L'Olimpiade coreana non è ancora finita, ci sono 1000, 1500 e soprattutto la staffetta, già in finale, da disputare "e spero che quest'oro sia una carica in più per tutta la squadra". Di sicuro lo è per lei, che ieri sera ha spazzato via in un colpo solo delusioni e dubbi. "Aspettavo questa vittoria da tanto, credevo potesse arrivare a Sochi e non è stato così. Dopo Sochi ho anche pensato di smettere, ma ho scommesso su me stessa, mi sono rimessa in gioco e sono contenta di aver continuato, altrimenti non sarei qui. È stata una lunghissima avventura, ci sono state tante litigate con mio marito, ma ringrazio le Fiamme Gialle e il Coni che hanno spinto perché lo avessi al mio fianco, mi ha dato quel qualcosa in più che mi ha portato a vincere questa medaglia - racconta del suo Anthony, un passato pure lui da short tracker -. Sapevo che poteva aiutarmi come preparazione fisica, ha rifinito il lavoro che facevo sul ghiaccio e durante gli allenamenti è riuscito sempre a mettermi in difficoltà, a mettermi in gioco, trovava sempre esercizi per farmi reagire. Mi ha aiutata tantissimo durante questa stagione, è stata dura per tutti e due".
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LA FONTANA COME LA KOSTNER - Sulla polemica innescata da Carolina Kostner per la mancanza di strutture invernali in Italia, l'azzurra rincara la dose: "Carolina dice che siamo una mini nazione nel pattinaggio? Lo short track è anche peggio. Le strutture sono le stesse, solo che il pattinaggio di figura è un po' più popolare dello short track. Spero che questo oro possa contribuire a ricostruire un po'". E per ricostruire la Fontana sarebbe disposta anche a partecipare a un reality: "Io amo questo sport e non vorrei mai vederlo svanire in Italia, farei di tutto per farlo crescere. Se serve, vado anche all'Isola dei famosi. Tanto sono abituata a fare la fame quindi".
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