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PyeongChang2018, Pellegrino senza limiti: "Ora dico 'almeno' una medaglia"

PYEONGCHANG - Il giorno dopo l'argento conquistato con le unghie e con i denti nella Sprint tecnica classica dello sci di fondo, Federico Pellegrino si gode la prima medaglia olimpica della carriera: "Fino a ieri il mio obiettivo era tornare a casa con una medaglia, adesso dico 'almeno' una medaglia. Non penso troppo alla storia e ai numeri, penso a miei obiettivi. Ogni volta faccio la spunta e metto qualcos'altro nella lista delle cose da fare. E a 27 anni sono ancora tante. Dietro questa medaglia c'era tanto studio, anche perché non partivo tra i favoriti. Nella tecnica classica non sono uno dei migliori, ma in salita non tanti oltre a Klaebo sono più forti di me. E anche da outsider ho giocato bene le mie carte".
LA LOTTA AL DOPING - L'azzurro ha conquistato l'argento per pochi centimetri battendo il russo Bolshunov, inevitabile che il pensiero vada sul casi di doping di stato che hanno coinvolto Mosca. "Non voglio e non posso pensare troppo a queste cose. Io vado al cancelletto di partenza convinto che con gli avversari sia una lotta ad armi pari, altrimenti smetterei subito". Al polso destro porta un braccialetto antidoping. "Me l'hanno dato tempo fa e lo porto, ma non c'è bisogno di guardarlo per ricordarmi. È un periodo in cui sembra che l'antidoping stia arrivando a combattere veramente il doping, i nostri campioni di sangue e urine vengono messi da parte per essere ritestati e questo è un deterrente non da poco".
PyeongChang 2018, sci di fondo: la volata d'argento di Federico Pellegrino
DIVARIO NORVEGIA-ITALIA - Solo parole di stima per il vincitore, il norvegese Klaebo che ha vinto per distacco. "Ha vinto il più forte del momento e io penso che diventerà anche uno dei più forti di tutti i tempi. Divario con la Norvegia colmabile? Quando arrivi ad alto livello hai molta più possibilità di competere. Il problema è fare arrivare atleti ad alto livello. Io faccio ormai da parafulmine da tanti anni, serve qualcuno che cresca per prendere la mia eredità, ma sta facendo fatica a crescere. La Federazione sta facendo le sue scelte, le farà da qui in avanti per riuscire a dare un futuro a questo sport. Io penso a me stesso, a questo problema ci pensa qualche altro. Il bacino norvegese da cui attingere per fare crescere eventuali campioni non può essere paragonato a quello italiano, noi piccoli ogni tanto dobbiamo alzare la testa e dare il massimo".
LAVORATO TANTO PER QUESTA MEDAGLIA - "Questa medaglia - prosegue Pellegrino - non cambia più di tanto, ho lavorato molto per questo risultato e negli ultimi anni ho spesso aggiornato la mia lista di obiettivi. Non sono un 'iceman', le emozioni le provo eccome, ma le energie servono nel momento giusto ed è inutile sprecarle". Dopo una chiacchierata al telefono con i genitori, in arrivo a Pyeongchang nei prossimi giorni, nella sua notte infinita Pellegrino è anche corso a svegliare la sua fidanzata Greta, fondista come lui: "Ho chiacchierato un'oretta con lei e la sua compagna di stanza, poi le ho messe a nanna". La medaglia è il suo regalo di San Valentino: "In realtà - rivela - le avevo comprato un bouquet di fiori all'aeroporto, ma l'ho dimenticato nell'armadio e dopo un po' di giorni era appassito". Si tratta della seconda Olimpiade insieme da fidanzati:"Farle vedere e toccare la medaglia olimpica è molto bello, magari alla prossima toccherà anche a lei ricambiare".
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