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Rugby, Sei Nazioni: altra disfatta Italia, l'Irlanda ci lascia le briciole

DUBLINO - Cogliere l'attimo fuggente, il momentum: così diceva O'Shea prima di Irlanda-Italia, sottolineando che gli azzurri avrebbero dovuto sfruttare le (poche, presumibilmente) occasioni in attacco. Ma l'Italia ha giocato nei 22 dei Verdi solo un paio di palloni nella prima ora. E allora la pesante sconfitta di Dublino (56-19) è inevitabile, anche se Parisse e i suoi hanno rialzato la testa con un buon finale che ha regalato 3 mete (contro le 8 dei padroni di casa). Il divario rispetto ai nostri avversari, così come con l'Inghilterra, è parso enorme. Gli azzurri hanno perso subito il confronto tecnico e tattico, sono stati travolti negli scontri diretti. Dieci falli commessi (contro 2), appena il 35% del possesso. Il ct O'Shea scuote la testa: "La partita ci è scappata di mano nel primo tempo, senza ovale a disposizione. Nel secondo tempo le cose sono un po' cambiate. Sapevamo che sarebbe stata dura, ci abbiamo provato. Questo momento è difficile, ma sono orgoglioso: lavoriamo per il futuro. Da domani pensiamo alla Francia". Parisse: "Non mi aspettavo una sconfitta così severa. Ma sotto di 28 punti dopo mezz'ora, è tutto più difficile. L'aspetto mentale è fondamentale, non siamo riusciti a reagire subito. E loro sono una grande squadra. Il nostro livello è ancora molto lontano dalle migliori. Però il Sei Nazioni è lungo, ci sono ancora 3 partite".
Con "Bundellu" un punto a minuto - "Questa volta non ci faremo sorprendere nei primi minuti", aveva promesso Sergio Parisse alla vigilia. Invece. Gli irlandesi sono partiti subito alla carica, Boni ha recuperato un paio di palloni in mezzo al campo ma gli azzurri non riuscivano ad avanzare di un centimetro e dopo 11 minuti Henshaw era già in meta. Murray ha raddoppiato subito dopo, complice uno sciagurato passaggio del nostro capitano. E al 20' il neozelandese "Bundellu" Aki, spesso centro di Connacht equiparato coi Verdi, ha marcato una inevitabile tripletta. Il tutto condito dalle trasformazioni di Sexton, con l'orribile prospettiva di un punto subìto per minuto giocato. Nel primo quarto di gioco la linea italiana è stata superata 38 volte, con il 75% di possesso per i padroni di casa: una lezione di rugby.
Il calvario della difesa azzurra - In tutto il primo tempo l'Italia è entrata nei 22 avversari solo quando mancava un minuto alla fine, ma Poite ha fischiato un 'in avanti' a Steyn. Nel frattempo, Earls aveva segnato ancora per il bonus offensivo irlandese (complice la lentezza di Bigi). Che frustrazione. Pochissimi palloni a disposizione, tanti errori in difesa (il 20% di errori nei placcaggi, uno su 5, passivi quando non perdenti): 5 falli concessi contro 0. Un calvario.
Gli irlandesi si divertono - In apertura della ripresa Henshaw ha intuito un passaggio di Parisse su Allan, filando in meta in mezzo ai pali nonostante il disperato placcaggio di Benvenuti. Quattro minuti più tardi - grazie al cielo! - ci aiuta Poite, mettendosi di mezzo per un passaggio vincente a pochi metri dalla linea di meta azzurra. Ma è solo questione di tempo: l'Italia difende e colleziona falli contro, con la consapevolezza che non c'è più nulla da fare. L'Irlanda sa di avere vinto da tempo, mette dentro le riserve ma tanto è lo stesso, o peggio: meta di Best, trasformata da Carbery.
Le mete di Allan e Gori - Grazie ad uno dei pochi ovali giocabili ed un'accelerazione di Castello, gli azzurri segnano una meta con Allan però gli altri subito replicano con Stockdale. Al 23' una statistica agghiacciante: l'Irlanda ha giocato 133 palloni nella nostra difesa, noi 3 (!) in quella irlandese. Ancora una fiammata azzurra con Minozzi e Gori che approfitta di un rimbalzo favorevole: la seconda meta è un regalo inatteso e forse non del tutto meritato, però potrebbe dare una iniezione di energia. In effetti i nostri ricaricano, pure troppo: e Stockdale intercetta il passaggio di Castello - fino a quel momento il migliore - portando a 8 il conto delle mete irlandesi. Però lo spirito dell'Italia era diverso, e un lungo passaggio di Hayward lanciava Minozzi verso la terza meta. Una fuga di Bellini a pochi secondi dal termine faceva sperare nella quarta meta, però Earls spegneva il sogno del bonus offensivo. Molte ombre, qualche spiraglio di luce nel finale: tra due settimane un'altra trasferta - a Marsiglia, con la Francia - in cui ci sarà da soffrire.
Irlanda-Italia 56-19 (28-0)

Marcatori: 11' pt meta Henshaw tr Sexton, 13' meta Murray tr Sexton, 20' meta Aki tr Sexton, 35' meta Earls tr Henshaw; meta 4' st Henshaw, 12' meta Best tr Carbery, 16' meta Allan, 20' meta Stockdale tr Carbery, 25' meta Gori, 29' meta Stockdale tr Carbery, 35' meta Minozzi

Irlanda: Kearney - Earls, Henshaw (5' st Larmour), Aki, Stockdale - Sexton (11' st Marmion), Murray (11' st Carbery) - Conan (1' st Stander), Leavy, O'Mahony - Toner, Henderson (1'st Roux) - Furlong (3' pt Porter), Best (20' st Cronin) - McGrath (28' st Healy).

Italia: Minozzi - Benvenuti, Boni (14' st Hayward), Castello, Bellini - Allan, Violi (17' st Gori) - Parisse, Steyn (5' st Mbanda), Negri (17' st Ruzza) - Budd, Zanni - Ferrari (14' st Pasquali), Bigi (5' st Ghiraldini), Quaglio (37' pt Lovotti). A disposizione: Canna.

Arbitro: Poite (Fra)
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