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Ippica, la febbre da cavallo di Jorge Ricardo: 12.844 successi, ? il pi? vincente di sempre

Ippica, la febbre da cavallo di Jorge Ricardo: 12.844 successi, ? il pi? vincente di sempre
Jorge Ricardo
ROMA - Alcuni scommettitori ippici, antichi anagraficamente e conseguenzialmente carichi di esperienza, parlando di cavalli dirottano spesso il discorso verso altri lidi. In particolare, sui fantini: "Certo, il cavallo di razza raramente tradisce, ma il fantino è parte altrettano determinante per la riuscita". Quindi, se esiste il cavallo sicuro, è altrettanto vero che il manico ha la sua importanza. Da oggi i sostenitori della teoria avranno un solido argomento in più: si chiama Jorge Ricardo, è brasiliano ed ha 56 anni. Passerà alla storia, anzi alla leggenda dell'ippica per una cifra, apparentemente come tante, che per lui rappresenta una combinazione magica: 12.844. E' il numero, impressionante, di corse vinte in carriera: l'ultima all'ippodromo di Rio de Janeiro. L'affermazione 'nessuno come lui' sarebbe però sbagliata, perché con la sua vittoria Ricardo ha semplicemente eguagliato il record mondiale del suo rivale di sempre, il canadese Russell Baze. Il brasiliano comunque ha un qualcosa in più: è infatti in piena attività, mentre il rivale si è ritirato dalle competizioni, quindi...
"Ho atteso a lungo questo momento, ma alla fine ho coronato il mio sogno'', ha dichiarato Ricardo lasciandosi andare ad un pianto a dirotto. Una liberazione per l'impresa sportiva, ma anche un riavvolgere il nastro verso i momenti bui, lontani ed al tempo stesso vicini. Nel 2009 infatti il record, la lotta con Blaze: sembrava tutto finito a causa di un cancro, il cavallo più ribelle possibile che però il brasiliano è riuscito a domare. Da allora è ripartita la caccia al primato, e con essa quella a Blaze. Quest'ultima metaforica, visto che i due si sono sempre controllati a distanza, arrivando però raramente ad uno scontro diretto. Gli appassionati ne ricordano soprattutto uno speciale testa a testa organizzato 4 anni fa in Brasile e vinto da Ricardo. "E' come se tra noi ci fosse sempre stato un collegamento. Io controllavo le gare che vinceva lui e viceversa, possiamo dire di aver vissuto in simbiosi". Perché se, prendendo in prestito Freud, una rivalità non è necessariamente una ostilità, in questo caso è sicuramente una guerra di logoramento. Un concetto che spiega lo stesso Ricardo: "Il nostro è un lavoro molto rischioso, combatti non solo contro gli altri fantini, ma contro il tuo stesso corpo. A volte sei fortunato, a volte no".
Il tutto per quella magica ebbrezza che si chiama vittoria. La spiega bene una delle scene culto della commedia gioiellino sul mondo delle corse, 'Febbre da cavallo'. 'Mandrake' (Gigi Proietti), al centro di un orchestratissimo raggiro per intascare una grossa scommessa, deve solo limitarsi a perdere nella sfida contro il rivale-complice 'Er pomata' (Enrico Montesano). Una volta che però il traguardo si avvicina ed il cavallo risponde che è una meraviglia alle sollecitazioni, Mandrake non resiste alla tentazione di vincere e manda tutto all'aria. Una ebbrezza irresistibile. Ricardo l'ha provata 12.844 volte e non intende certo fermarsi. Già pensa alla prossima, quando il mondo potrà veramente dire 'nessuno come lui'. Per il tassello 12.845 ha scelto la sua seconda patria: lui che, brasiliano, vive in Argentina. E Baze non mancherà di fargli arrivare il suo applauso: perché rivalità non è sempre ostilità...
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