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Soldini in Atlantico: "Per arrivare pi? veloce a Londra scelgo una rotta che non ho mai fatto"

"Abbiamo scelto la rotta più breve, quella che passa vicino alle coste dell'Africa. Tutti i modelli meteo sono d'accordo, puntiamo su una rotta poco comune, che non ho mai fatto, ma che dovrebbe funzionare bene".
Ci ha pensato su quasi 48 ore Giovanni Soldini e il suo equipaggio, prima di decidere la strategia e quindi la rotta per affrontare il più velocemente possibile la risalita dell'oceano Atlantico. In barca a vela non è detto che andare dritto per dritto sul traguardo sia la rotta più rapida, e qui in particolare, in Atlantico, per risalire verso nord dalle latitudini meridionali, la rotta abituale punta alle coste del Brasile per poi stringere verso occidente, verso le Canarie e poi lo stretto di Gibilterra. E' la rotta per aggirare i cosiddetti doldrums, zone di mancanza di vento, vicine alle latitudini subtropicali e all'Equatore, all'altezza dei deserti terrestri, chiamate anche le "latitudini dei cavalli" perché leggenda vuole che i grandi bastimenti spagnoli buttassero in mare gli animali vivi trasportati, per risparmiare acqua e cibo nella bonaccia e alleggerire il carico. E Soldini? Ha deciso di percorrere proprio quelle acque insidiose, convinto però che riuscirà a trovare correnti e refoli che lo spingeranno veloci per superare l'Equatore e le sue calme, distanti circa 1.000 miglia.
Soldini in Atlantico: "Per arrivare pi? veloce a Londra scelgo una rotta che non ho mai fatto"

La posizione del trimarano Maserati stamani 6 febbraio, accanto alle coste africane
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"È arrivato il momento di dover scegliere definitivamente la rotta", ha spiegato Giovanni Soldini questa mattina. "Avevamo due opzioni. Una di passare l'Equatore dove si passa sempre, cioè tra 30° e 27°W di longitudine". Quindi più vicino al Brasile che al continente africano. "L'altra opzione che abbiamo tenuto d'occhio in questi giorni", continua Soldini, "è la possibilità di seguire una rotta molto più vicina alle coste dell'Africa. Tutti i modelli meteo sono d'accordo, alla fine ce la giochiamo e puntiamo su questa rotta poco comune che non ho mai fatto ma che dovrebbe funzionare bene".
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"Superando l'Equatore intorno a 10° di longitudine e proseguendo poi verso la Guinea, si risparmiano molte miglia rispetto all'opzione ovest, ma non è solo una scorciatoia. Dovremmo guadagnare almeno 24/36 ore uscendo all'altezza del Senegal con un angolo migliore rispetto all'aliseo da NE per poi andare verso le Azzorre, girare l'alta pressione e prendere un fronte per l'Inghilterra".
E intanto Maserati Multi 70 è passato sotto la barra delle 5.000 miglia al traguardo: stamani intorno alle 8 la cartografia segnava 4.997 miglia rimanenti fino a Londra sul percorso teorico più breve. Il trimarano italiano ha un vantaggio di 1.392 miglia sul vecchio record del francese Lemonchois, dopo 19 giorni di navigazione. Se raggiunge il Tamigi prima del primo marzo, il nuovo record di velocità Hong Kong-Londra sarà suo.
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