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Lazio-Genoa 1-2, Laxalt beffa i biancocelesti al 92'

ROMA - L'ex Ballardini gioca un brutto scherzo alla Lazio che scivola sul Genoa e manca la ghiotta occasione di tenere a debita distanza Inter e Roma nella corsa Champions. Un successo sorprendente ma meritato quello dei rossoblu che hanno disputato una gara tatticamente perfetta, approfittando di una squadra che ha giocato solo a sprazzi, dimostrando di patire più del previsto le assenze di Milinkovic-Savic e Lulic.
BALLARDINI, LA VITTORIA DEL CORAGGIO - La bravura di Ballardini è stata quella di non aver mai rinunciato a provare a vincere. Ha controllato bene gli avversari per un'ora e poi nel finale, vedendo una Lazio sbilanciata, ha avuto coraggio varando un 4-3-3 che ha finito per dare i suoi frutti. La formazione di Inzaghi non ha avuto continuità. Ha regalato un tempo agli avversari e quando ha provato ad alzare i ritmi ha faticato a trovare il modo per sfondare sulle fasce e servire a dovere Immobile. E alla fine ha pagato un caro prezzo.
INZAGHI LANCIA MURGIA, BALLARDINI PERDE ANCHE ROSI - Senza Milinkovic-Savic e Lulic, squalificati, Inzaghi ha deciso di dare fiducia a Murgia, lanciando sulla sinistra Lukaku. In difesa, accanto al recuperato de Vrij, ha confermato, dopo l'esordio in Coppa Italia, Caceres mentre davanti ha rispolverato il duo Luis Alberto-Immobile. Ballardini, costretto a fare a meno dell'appiedato Spolli e degli infortunati Izzo, Veloso, Taarabt e Rosi, fermato nel riscaldamento da un problema muscolare, ha rivisto per 6/11esimi la squadra scesa in campo contro l'Udinese: in difesa ha inserito Rossettini e arretrato Biraschi, a centrocampo ha piazzato Rigoni e il figliol prodigo Hiljemark con Pereira e Laxalt a presidiare le fasce, infine davanti ha preferito Galabinov a Lapadula quale partner di Pandev.
LAZIO IMBRIGLIATA PER 45' - Pur prendendo in breve tempo possesso del centrocampo, la Lazio ha faticato a dare un'accelerata alla propria manovra. E il risultato è che il Genoa non ha praticamente mai sofferto nel primo tempo. Viste le difficoltà ad arrivare palla al piede negli ultimi 20 mt, la squadra di Inzaghi dopo la mezz'ora ha finito per provare ad insidiare la porta con le conclusioni dalla lunga distanza di Murgia e Luis Alberto (2) che, però, non hanno impensierito Perin. Sornione, il Genoa non è rimasto a guardare imbastendo anche un paio di sortite, per la verità senza grosse velleità, con Pandev e Laxalt.
PAROLO REPLICA A PANDEV - Sonnolenta per 45', la gara s'è improvvisamente infiammata nella ripresa. La Lazio ha accelerato i ritmi, per la prima volta ha sfiorato il vantaggio con un destro dal limite di Leiva, deviato da Rossettini a fil di palo, ma al primo contropiede degli ospiti si è vista beffare (55'): Hiljemark dalla destra ha servito in area Galabinov che di tacco ha provato a smarcare Pandev; de Vrij, arrivato in anticipo, non è riuscito a liberare, consentendo al macedone di infilare Strakosha con un preciso rasoterra. La Lazio ha reagito con rabbia e ha immediatamente pareggiato (59') con un pregevole tocco volante d'esterno sinistro in anticipo di Parolo su cross dalla destra di Caceres.
LAXALT SI VEDE ANNULLARE UN GOL AL VAR... - Ballardini non si è spaventato, ha ordinato il 4-3-3 inserendo alto a destra Medeiros al posto di Rigoni. Una mossa perfetta che ha bloccato sul nascere anche le intenzioni di Inzaghi di provare a sfondare a destra con l'ingresso di Anderson e di dare un supporto di maggior peso a Immobile, affiancandogli Nani. La Lazio non è riuscita nell'obiettivo di creare superiorità numerica sulle corsie esterne e ha iniziato a rischiare di rimessa. Il campanello d'allarme è suonato all'80' quando Laxalt ha segnato il 2-1 in contropiede vincendo un rimpallo con Caceres. Un gol, però, annullato da Maresca che, al Var, ha visto un controllo di braccio dell'esterno rossoblu dopo il tentativo di liberare in mezza rovesciata del suo connazionale.
...MA POI SI PRENDE LA RIVINCITA - Inzaghi ha provato il tutto per tutto inserendo Patric al posto di Lukaku e spostando Anderson sulla sinistra per cercare di creare scompiglio nella difesa ospite. La Lazio ha insistito, per la prima volta ha mandato al tiro Immobile (diagonale bloccato a terra da Perin) ma ha finito per sbilanciarsi eccessivamente e al 92' ha incassato il colpo del ko: Hiljemark dalla destra ha crossato per Laxalt che con un perfetto inserimento ha anticipato Patric e battuto di testa Strakosha. Una rivincita niente male per un giocatore che appena 5 giorni era stato praticamente ceduto alla Roma...
LAZIO-GENOA 1-2 (0-0)

Lazio (3-5-1-1): Strakosha, Caceres, De Vrij, Radu, Marusic (25′ F.Anderson), Parolo, Leiva, Murgia (25′ st Nani), Lukaku (38′ st Patric), Luis Alberto, Immobile. (55 Vargic, 23 Guerrieri, 27 Luiz Felipe, 15 Bastos, 8 Basta, 32 Miceli, 20 Caicedo, 30 Neto). All.: Inzaghi.

Genoa (3-5-2): Perin, Biraschi, Rossettini, Zukanovic, Pereira (40′ st Lazovic) Rigoni (20′ st Medeiros), Bertolacci, Hiljemark, Laxalt, Pandev (42′ st Bessa), Galabinov. (23 Lamanna, 38 Zima, 3 Gentiletti, 18 Migliore, 32 Pereira, 40 Omeonga, 4 Cofie, 10 Lapadula). All.: Ballardini.

Arbitro: Maresca di Napoli 6.5.

Reti: nel st 10′ Pandev, 14′ Parolo, 47′ Laxalt.

Angoli: 8-1 per la Lazio.

Recupero: 0′ e 4′.

Ammoniti: Rossettini per gioco falloso.

Spettatori: 20.000.

Var: 1.
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