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Ciclismo, Froome torna a correre: sar? al via della Vuelta a Andalucia-Ruta del Sol

LONDRA - Cristopher Froome rispedisce al mittente gli inviti ad una auto-sospensione e annuncia il ritorno alle corse. Il 32enne campione britannico, trovato positivo al salbutamolo durante l'ultima Vuelta, peraltro vinta, è pronto a fare il suo debutto stagionale alla Vuelta a Andalucia-Ruta del Sol, in programma dal 14 al 18 febbraio, corsa a tappe già messa in bacheca dall'anglo-keniano nel 2015. Per il ciclista vincitore di 4 Tour de France in carriera si tratta della prima apparizione dopo la notizia emersa il 13 dicembre scorso. Froome ha negato di aver fatto uso di doping spiegando che gli alti livelli di salbutamolo riscontrati durante il controllo del 7 settembre durante la Vuelta erano dovuti all'uso di un medicinale per curare l'asma. Per il fatto che la sostanza è consentita sotto certi livelli, una positività non porta automaticamente a "una sospensione preventiva obbligatoria", ha spiegato l'Unione ciclistica internazionale, ed è per questo motivo che Froome può continuare a gareggiare fino a quando non verrà fatta chiarezza sulla vicenda.
FROOME: "NON VEDO L'ORA DI TORNARE ALLA RUTA DEL SOL" - "Mi sono allenato duramente a gennaio - ha detto il leader del team Sky, reduce da un intenso ritiro in Sudafrica - Sono passati un paio di anni da quando ho corso la Ruta del Sol e non vedo l'ora di tornare". La vicenda doping che lo vede coinvolto non passa certo in secondo piano: "Sono fiducioso che saremo in grado di arrivare fino in fondo a quanto accaduto e sto lavorando duramente con il team per farlo. Ovviamente capisco che questa situazione ha creato molta incertezza e capisco assolutamente perché ci sia tanto interesse e tante speculazioni. Spero che le persone intuiscano che ci sono dei limiti a quello che posso dire mentre il processo è ancora in corso, ma nessuno vuole più di me che si arrivi ad una soluzione il più rapidamente possibile".
NESSUN 'PATTEGGIAMENTO' CON L'UCI PER IL CASO SALBUTAMOLO - Nei giorni scorsi Froome aveva smentito l'intenzione di arrivare ad un patteggiamento con l'Uci visto il livello di 2000 ng / ml di salbutamolo riscontrato nelle sue urine dovuto a dosaggi di Ventolin, regolarmente prescrittogli, con un inalatore per l'asma. Un dato che corrisponde circa al doppio rispetto al limite consentito. In questo caso Froome, anche due volte bronzo olimpico ed una mondiale, sempre a cronometro, avrebbe rischiato al massimo nove mesi di stop, così come accaduto in passato a Diego Ulissi. Il fuoriclasse britannico, che quest'anno ha annunciato la sua intenzione di partecipare al Giro d'Italia, ha invece deciso di procedere per la sua strada, certo della sua 'innocenza'. E poiché la sospensione non era obbligatoria in virtù della natura della sostanza incriminata, un broncodilatatore, ecco dunque la scelta di cominciare il 2018 sulle strade spagnole, in attesa che la vicenda abbia finalmente un epilogo.
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