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Figc, Fabbricini mette ordine: "Ct? Di Biagio fino a giugno, prima rifare le regole"

ROMA - Roberto Fabbricini, il nuovo commissario della Federcalcio, è già a lavoro. Sono tante le cose da fare per ricostruire il mondo del pallone dopo la mancata qualificazione della nazionale azzurra ai Mondiali in Russia che ha messo a nudo tutte le debolezze del sistema creato da Tavecchio. "Vorrei parlare con tutte le componenti in vigore per capire e valutare i problemi - spiega ai microfoni di 'Radio Anch'io Sport' su RadioUno -. Aspettiamo con grande fiducia la fine del commissariamento della Lega di A per avere un quadro completo. Poi bisognerà andare a rivedere i sistemi elettorali, i pesi delle componenti, e poi vogliamo che Coverciano torni a essere il centro della cultura tecnica della Federazione. Tanti allenatori delle squadre azzurre, come Vicini per esempio, venivano da Coverciano".
PRIMARIO CAMBIARE LE REGOLE - Secondo Fabbricini "è un momento di grande riflessione e azione. A me tocca sistemare certe regole federali, di statuti. C'è un'attività molto forte da parte del Coni per rendere il più omogenee possibili le regole elettorali che governano le Federazioni e, pur con tutte le sue peculiarità, la Figc deve mettersi in linea, poi si può agire in profondità". Il commissariamento durerà sei mesi, ma non è da escludere che si possa andare oltre. "Abbiamo cominciato col piede sull'acceleratore, cercheremo di fare le cose in sei mesi, ma se sarà necessario ci prenderemo altro tempo, la governance della serie A è strettamente connessa".
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NO A IMMEDIATA RIFORMA CAMPIONATI - E a questo proposito, ha spiazzato un po' tutti la decisione del Coni di affidare la Lega a Malagò e a Fabbricini, che si ritrova così nel ruolo di 'controllorè del numero uno dello sport italiano, la Federcalcio. "La serie A è la punta dell'iceberg, di questa grande montagna che è la Figc, ed è giusto che tocchi a Malagò, che ha la responsabilità dello sport italiano, occuparsene. Fra di noi c'è identità di vedute, siamo due persone che vogliono il bene dello sport italiano", garantisce Fabbricini fra le cui priorità non c'è quella della rivisitazione dei format dei campionati: "L'affiderei alla nuova governance federale, è giusto che si occupi lei di provvedimenti straordinari così radicali, non vorrei metterla in cantiere adesso".
NAZIONALE, DI BIAGIO FINO A GIUGNO - Più urgente la questione ct anche se fino a giugno non dovrebbero esserci grosse novità. Nelle amichevoli di marzo, a partire da quella di Manchester con l'Argentina, e in quelle di fine stagione, l'ultima l'1 giugno a Nizza con la Francia, toccherà a Gigi Di Biagio, attuale ct degli azzurrini. "L'obiettivo ct non è primario, a Manchester non ci saranno nomi concretizzati, può darsi che ci saranno novità solo dopo Nizza, in estate - precisa Fabbricini -. Stamattina ci sarà l'incontro con Di Biagio, uno della grande famiglia federale. Con lui oggi parleremo di riorganizzazione delle due squadre, chiedendogli la disponibilità per le partite di marzo e giugno e soprattutto di rivedere l'impalcatura tecnica dell'Under 21, non possiamo pensare che possa prendere tutto sulle sue spalle".
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CAUTI SU NOME CT - "Il discorso sul ct della Nazionale ha spazi di considerazione molto ampi, si fanno dei nomi di persone con contratti in essere, con delle situazioni internazionali molto complesse", avverte Fabbricini. "Se queste persone non si rendono libere, diventa diplomaticamente difficile andare a chiedere di prendere in considerazione la possibilità di guidare la Nazionale. Anche in serie A ci sono allenatori degni di considerazione, ma chiedere la loro disponibilità senza seguire le regole sarebbe un autogol. Costacurta sta prendendo contatti in modo riservato, attento, amichevole, i nomi che girano sono tanti e bisogna essere molto cauti, dipende anche dalla disponibilità che sono nel mirino di Costacurta e bisogna anche pensare a un tecnico che sia nelle disponibilità della Federazione che recentemente ha avuto delle problematiche finanziarie che ne hanno disegnato il bilancio preventivo in modo chiaro", chiosa il commissario straordinario della Figc.
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