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Rugby, Sei Nazioni: il carattere non basta, Italia ko con l'Inghilterra all'esordio

ROMA - Se la vittoria dell'Inghilterra non è mai stata in discussione, c'erano però diversi modi per perdere questa partita d'esordio del Sei Nazioni: la giovane e inesperta Italia del 2018 ha scelto quello più dignitoso, non rinunciando mai a giocare a viso aperto contro un avversario evidentemente più forte, ma crollando nei minuti finali ("One more", ancora una meta, ripeteva impietoso Eddie Jones dalla tribuna). Ne è uscita una partita con lampi d'orgoglio azzurro e un quasi compassato dominio inglese, tra continui e divertenti cambi di fronte: due mete per noi e sette per i campioni uscenti (secondi nel ranking mondiale solo agli All Blacks). Di positivo ci sono il carattere, la voglia di muovere l'ovale in attacco, l'elettricità di Minozzi, la solidità di Castello, la fibra di Negri. Di negativo, un passivo finale (15-46) che è più pesante di quello dello scorso anno a Twickenham. L'indisciplina, le difficoltà in mischia ordinata. E la consapevolezza che il rugby italiano dista ancora anni luce da quello dei migliori. Sabato prossimo gli azzurri vanno a Dublino con l'elmetto, perché l'Irlanda dopo la rocambolesca vittoria a Parigi punta decisa alla vittoria finale nel torneo. Sarà un'altra partita di sofferenza.
Elementare, Watson - Due minuti, 57 secondi: e l'Inghilterra ha marcato la prima meta con Watson, grazie ad una manovra tanto elementare quanto efficace. Rimessa laterale vinta da Itoje nei 22 azzurri (dopo che Lovotti era stati sanzionato nella prima mischia ordinata), Youngs che apre e va subito a raddoppiare, l'ovale sfila e l'ala destra schiaccia. Elementare, Watson. Così elementare che poco dopo i Bianchi ripetono la stessa giocata: solo che questa volta il mediano di mischia è Care - entrato a sostituire l'infortunato Youngs -, ma soprattutto l'azione parte da una mischia ordinata nella metà campo inglese.
Benvenuti e una meta a sorpresa - Sull'orlo della depressione dopo appena 11 minuti, l'Italia reagiva in maniera inaspettata muovendo il pallone con i trequarti a sinistra fino a Bellini, poi dal punto di incontro si ripartiva a destra e Allan con un passaggio di 20 metri pescava Benvenuti. La meta dell'ala veniva trasformata dal numero 10, e quei 7 miracolosi punti ci hanno riportato sorprendentemente in partita. Solo per 5 minuti, però: perché questa volta toccava ai Bianchi far viaggiare l'ovale da una mano all'altra, la difesa azzurra provava a resistere ma la superiorità numerica era evidente e Farrell prima marcava senza troppa fatica, poi aggiungeva i 2 punti dalla piazzola. Di nuovo sotto, Parisse e i suoi reagivano ancora, e quel riportarsi a ridosso della linea di meta avversaria fruttava una punizione di Allan.
Rugby, Sei Nazioni: il carattere non basta, Italia ko con l'Inghilterra all'esordio

Nicola Quaglio durante il match
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Boni, un avanti di troppo - All'inizio della ripresa le mani di Giammarioli in una mischia ordinata costavano 3 punti segnati da Farrell. Ancora una volta gli azzurri rispondevano con l'orgoglio però pure con il gioco: l'ovale correva rapidissimo dopo una bella penetrazione di Bellini innescato da Parisse, e Boni segnava una formidabile meta giustamente annullata da Raynal dopo il passaggio in avanti di Allan. L'Italia però pagava carissimo l'indisciplina (5 falli in 10 minuti): Hartley filava via indisturbato da una touche e il gap saliva a -17.
Bellini e il coraggio azzurro - Gli azzurri tornavano coraggiosamente a costruire gioco, con gli avanti inglesi che nel gioco aperto erano molto meno efficaci del solito: nasceva un'altra vertiginosa azione d'attacco orchestrata prima da Allan e poi da Parisse, conclusa sulla bandierina da un'emozionante marcatura di Bellini servito con un altro lungo passaggio da Benvenuti. L'Inghilterra ci ha messo una decina di minuti a riprendere in mano le redini dell'incontro: la meta di Ford ha aumentato ancora il divario (-19) ma non ha scalfito la determinazione dei ragazzi di O'Shea. Con il passare dei minuti però lo spessore fisico e tecnico inglese ha finito inevitabilmente per pesare. Sono arrivate le mete di Ford, Simmonds e Nowell. Ma anche gli applausi di un Olimpico al completo. Perché agli azzurri non si sono arresi, mai.
Italia-Inghilterra 15-46 (10-17)

Marcatori: 3' e 11' pt meta Watson, 20' meta Benvenuti tr Allan, 25' meta Farrell tr Farrell, 39' cp Allan; 7' st cp Farrell, 12' meta Hartley tr Farrell, 17' meta Bellini, 28' meta Ford tr Farrell, 34' meta Simmonds tr Farrell, 37' meta Nowell.

Italia: Minozzi - Benvenuti, Boni, Castello (32' st Hayward), Bellini - Allan (32' st Canna), Violi (32' st Gori) - Parisse, Giammarioli (10' st Mbandà), Negri - Budd (20' st Biagi), Zanni - Ferrari (12' st Pasquali), Ghiraldini(12' st Bigi), Lovotti (1' st Quaglio).

Inghilterra: Brown (20' st Nowell) - Watson, Te'o (17' st Joseph), Farrell, May - Ford, Youngs (10' pt Care) - Simmonds, Robshaw (26' st Underhill), Lawes (17' st Kruis) - Itoje, Launchbury - Cole (13' st Williams), Hartley (13' st George), Vunipola (32' st Hepburn).

Arbitro: Raynal (Fra)

Note: spettatori 62.000
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