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Rugby, Sei Nazioni: la 'giovane Italia' debutta a Roma contro i campioni inglesi

ROMA - Gli inglesi lo giocano perché lo hanno inventato. Gli irlandesi perché odiano gli inglesi, e adorano le risse. Gli scozzesi perché sono i nemici storici degli inglesi, mentre i gallesi hanno un vantaggio su tutti gli altri: ognuno di loro è nato su un campo da rugby o vi è stato concepito. Sì, ma gli italiani? Se potesse rispondere, il compianto Peter George Dereck Robbins un bestione di Coventry che giocava in mischia, terza linea però misteriosamente elegante e corretto per essere un placcatore formidabile (Non gli ho mai visto commettere un fallo in tutta la sua vita, racconta di lui lottuagenario Mike Smith, compagno nella nazionale inglese e pure capitano di quella di cricket) forse direbbe: Gli italiani lo fanno perché non riescono a smettere di sognare.
E così, inseguendo il sogno di una impossibile (?) vittoria nel torneo più antico del mondo, gli azzurri si preparano ad esordire nella diciannovesima edizione del Sei Nazioni, che quando tutto cominciò (16 dicembre 1882, Swansea: Inghilterra-Galles 10-0) era solo una questione da regolare tra le 4 britanniche, ma poi ci ripensarono e per fortuna non cera ancora la Brexit.
IL CALENDARIO DEGLI AZZURRI Quindici partite in 5 fine settimana, un mese e mezzo di sfide: si comincia domani, sabato 3 febbraio, e si chiude il 17 marzo. Il primo incontro è in programma nel pomeriggio a Cardiff (ore 15.15) fra i Dragoni rossi padroni di casa e la Scozia, poi alle 17.45 si gioca a Parigi: Francia-Irlanda. LItalia scende in campo domenica allOlimpico (ore 16) e naturalmente cerca limpresa, perché affronta i favoritissimi campioni uscenti dellInghilterra. Il calendario azzurro prevede quindi la trasferta irlandese di Dublino (sabato 10 febbraio, ore 15.15 italiane), quella francese però a Marsiglia del 23 (ore 21, un venerdì), poi a Cardiff per il Galles di nuovo di domenica (11 marzo, ore 16) e infine allOlimpico il 17 marzo, sabato alle 13.30. Tutte le partite saranno trasmesse in diretta su DMax.
INGHILTERRA FAVORITA, PERO' L'IRLANDA... Nonostante i mille infortunati, gli inglesi sono largamente favoriti nel pronostico: vengono da due successi consecutivi nel Torneo, sono al secondo posto nel ranking mondiale dietro gli All Blacks e continuano a progredire sono la guida di Eddie Jones, lo stregone metà australiano e metà giapponese che qualche anno fa doveva venire ad allenare lItalia ma allultimo non si trovò laccordo. I Bianchi sono una macchina da guerra, con una mischia quasi perfetta nelle fasi ordinate ed un sistema di gioco formidabile. Il calendario è dalla loro parte, perché affronteranno lavversario più pericoloso lIrlanda di Joe Schmidt a Twickenham nellultima, empatica giornata. Jones giura: Sono loro, i favoriti. Schmidt sorride, abituato alle provocazioni del collega. Però i Verdi hanno davvero le carte in regola per ribaltare la situazione. E sono i soli, nel 2017, ad aver battuto gli inglesi. In questa edizione schierano una squadra farcita di giovani talenti: lentusiasmo ma anche linesperienza possono essere i fattori-chiave.
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LA SPETTACOLARE SCOZIA, I BAFFONI FRANCESI Tutti aspettano al varco la Scozia, che nella stagione passata ha vinto tre partite e dicono non sia mai stata così forte nella sua storia più recente. I Blu si sono lasciati alle spalle le incertezze del passato, offrono un rugby veloce e spettacolare però non sono abituati a comandare: insieme allItalia sono la sola nazione a non essersi mai aggiudicata un Sei Nazioni. Molto si potrà sapere già domani, quando a Cardiff affrontano un Galles a metà per le tante rinunce (questo rugby moderno chiede troppo ai suoi eroi) però sempre meravigliosamente imprevedibile, con la regìa di Warren Gatland. E la Francia? E in uno dei suoi momenti peggiori, in crisi di risultati ed affidata quasi più per disperazione che altro a Jacques Brunel, che allinizio della sua stagione azzurra aveva entusiasmato Parisse & C. e poi è appassito come i suoi baffoni. Brunel punta su alcuni ragazzini, in mancanza di alternative. Sulla carta rischia di giocarsi il Cucchiaio di Legno il premio virtuale degli ultimi con lItalia, che ne ha già collezionati 12.
PARISSE E LA GIOVANE ITALIA Gli azzurri sono giovani e profondamente rinnovati nella rosa, però a guidarli cè il solito Sergio Parisse, 34 anni. Peter Jackson, storico columnist ovale (E apertura fallita, si definisce lui), ha dedicato al capitano un ritratto quasi commovente: È qui per fare la storia del Sei Nazioni. Nelle dichiarazioni dei giorni scorsi il presidente della Fir, Gavazzi, e quello del Coni, Malagò, si sono lasciati un po andare: Basta onorevoli sconfitte, siamo qui per vincere. Sognatori, appunto. Domenica allOlimpico ci saranno 60mila spettatori, una festa per lo sport. Il ct OShea assicura progressi e spirito di battaglia, ma chiede pazienza. Non resta che affidarsi ancora a Robbins, e a una delle sue massime: Cosè il rugby? Un drink molto forte, che va assaporato lentamente e in compagnia di amici fidati.
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