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Figc, iniziato il mercato delle poltrone e Tommasi attacca Gravina e Sibilia

ROMA - Il mercato (delle poltrone) è ufficialmente aperto: il 29 gennaio si vota per la presidenza della Figc. C'è da trovare l'erede di Carlo Tavecchio, "dimissionato" dopo il flop mondiale. Ufficializzate le candidature: ma Sibilia, Gravina e Tommasi ora dovranno vedersela anche con la scheggia impazzita Lotito che conta sull'appoggio di mezza serie A e, dice lui, pure mezza serie B. Il piano di Lotito ormai è chiaro, punta dritto ad entrare nel governo del calcio, possibilmente con il ruolo di vicepresidente vicario. Ma prima deve convincere la sua Lega ad eleggerlo come consigliere federale, quella di A che si ritrova il 22 gennaio. Ci vogliono 14 voti su 20, la maggioranza qualificata, quella che non piace affatto al Coni, per essere eletti: Lotito per ora non ce la fa, ma non è certo tipo che si arrende facilmente. Il ministro Lotti e Giovanni Malagò avevano parlato più volte della necessità di rifondare il calcio: cosa direbbero se si trovassero Lotito vicario in Figc e Tavecchio, magari, a capo della Lega di A? Tra l'altro Lotti ha voluto la riforma della legge Melandri andando incontro soprattutto ai club medio-piccoli, quelli che ci guadagnerebbero di più. E guarda caso molti club medio-piccoli stanno proprio con Lotito che si potrebbe candidare pure per il centrodestra. I grossi club, dalla Juve alla Roma, invece sarebbero penalizzati con la nuova ripartizione: di quanto non si sa, bisogna aspettare i decreti attuativi. Insomma, per Lotti la nuova "Melandri" potrebbe essere un autogol.
Intanto Tommasi attacca Sibilia e Gravina, "il calcio italiano ha bisogno di ben altro rispetto alle solite logiche politiche" e se la piglia pure con Lotito, "la certificazione che non siamo usciti dal Mondiale solo per motivi sportivi". Resta cruciale anche il ruolo della Lega di A, che da nove mesi ormai è commissariata. Chissà se il 22 riuscirà ad eleggere i suoi organi dirigenziali. Per la presidenza si fa il nome di Carlo Tavecchio. Lui ci crede eccome, e sta lavorando per ottenere i voti necessari: secondo alcune voci potrebbe anche farcela. Ma potrebbe anche sbucare, in zona Cesarini, un nome nuovo, non legato a certe logiche del passato, e che può mettere d'accordo tutti. Ma anche per il ruolo (nuovo) di amministratore delegato ci potrebbe essere una sorpresa: Urbano Cairo, patron del Torino, molto attivo negli ultimi tempi, punta su un manager straniero che sarà sottoposto al vaglio dei "cacciatori di teste". Cairo si augura possa essere l'asso nella manica, in grado di mettere tutti i suoi 19 colleghi d'accordo. In questo caso, anche Lotito potrebbe avere via libera per un posto in consiglio federale. Ma il 22 c'è anche il nodo dei diritti tv: si aprono le buste. Lega e Intront puntano su 1050 milioni a stagione: Sky e Mediaset Premium faranno la loro offerta, ma manca una Telco forte (vedi Telecom). Pronti due piani di riserva. Uno prevede come noto il Lega Channel, l'altro un intermediatorio indipendente, un soggetto industriale che non è però la Bank of Qatar di cui si era parlato. Ma dopo il caos del candidato Figc con le firme pro Lotito, c'è da evitare la "fuga" di uno dei dirigenti più capaci in Lega e stimato anche da Infront Italia dell'ad Luigi De Siervo: l'avvocato Antonio Romei della Samp non ha gradito la posizione pro Lotito del suo presidente Ferrero e ha fatto sapere di non voler più seguire gli affari della Lega di serie A, a cominciare dai diritti tv. Sarebbe un errore grave voler sfasciare tutto. Ora che c'è da ricostruire.
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