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Lega di A non candida Lotito, Figc sempre pi? nel caos

Lega di A non candida Lotito, Figc sempre pi? nel caos
Claudio Lotito (agf)
Claudio Lotito avanza la sua candidatura per la presidenza della Federcalcio. Secondo quanto si apprende, il presidente della Lazio ha dichiarato in assemblea di avere il sostegno necessario di 11 dei 20 club, senza mostrare il documento con le firme, all'interno di una Lega Serie A come al solito spaccata, che non ha espresso un proprio candidato e probabilmente si aggiornerà la prossima settimana. "L'assemblea non si è pronunciata su una candidatura né su una candidatura di appoggio, quindi il discorso è legato alla scadenza del 14 gennaio e si vedrà". Lo ha confermato il commissario della Lega Serie A, Carlo Tavecchio, dopo la riunione dei club sulle elezioni federali, in cui il presidente della Lazio ha dichiarato di avere il sostegno necessario di undici club su 20 per correre. "In assemblea - ha aggiunto Tavecchio - non sono state presentate candidature singole". "Per la prima volta da un po' di tempo - ha sottolineato Tavecchio - la Lega Serie A si è fatta promotrice di incontri con le altre componenti per valutare le possibilità, per capire. Tutte le componenti hanno ringraziato per l'invito, hanno aderito e ognuno ha detto la propria a opinione". Domenica intanto scade il termine per la presentazione delle candidature per le elezioni federali. Dopo Tommasi, oggi è toccato a Gabriele Gravina candidarsi: lo ha designato all'unanimità la sua Lega, quella Pro, a Firenze. Gravina ha rimarcato quanto sia fondamentale, oggi, una piattaforma di riforme per il calcio italiano.
"Il consenso all'unanimità dei presidenti dei club di Lega Pro al mio programma e alla candidatura è un motivo di orgoglio per la nostra Lega -ha dichiarato- ed è la dimostrazione che in questi due anni è stato fatto un lavoro di condivisione e partecipazione. Il messaggio che emerge è che, quando si fa squadra, si vince assieme e spero che possa essere di buon auspicio per il confronto elettorale in Federazione. In queste ore terminerò le procedure per presentare la mia domanda nei termini". Nel corso dei lavori dell'Assemblea sono stati eletti i due consiglieri federali per la Lega Pro: riconfermati Giancarlo Abete e Stefano Rosso. Domani, sabato 13, sarà la volta di Cosimo Sibilia: il direttivo della Lega Dilettanti all'unanimità oggi lo ha designato. E siamo a tre candidati. "Troppi", sostiene Marcello Nicchi. E ha ragione. C'è il rischio, se non si trova un accordo entro la data delle elezioni, il 29 gennaio, di avere un governo del calcio molto fragile, quello che temeva Giovanni Malagò, che spingeva per il commissariamento (non è del tutto tramontato).
Damiano Tommasi è stato il primo a candidarsi ("disponibile ad una candidatura unica ma credibile" ha detto): ha elogiato anche Billy Costacurta, è vero, ma si è guardato bene dal lasciargli il suo posto. Per l'ex campione del Milan, che pure aveva estimatori bipartisan, quindi la corsa (virtuale) finisce qui. Si occupa già, per la Figc, dell'organizzazione degli Europei under 21 e potrebbe entrare anche nel nuovo Club Italia, riveduto e corretto (in lizza un altro ex campione di quel Milan, Paolo Maldini, che da anni cerca invano un ruolo dirigenziale). In Italia non siamo ancora pronti per un calciatore ai vertici della Federazione: all'estero è già successo, con alterne fortune. Le Leghe, da noi, sono molto conservatrici: vogliono uno dei loro, non si fanno "contaminare" da presenze esterne, e poi considerano Tommasi una controparte, un sindacalista col quale negli anni hanno avuto non pochi scontri. Per questo la candidatura dell'ex campione della Roma, che indubbiamente è preparato, sembra più di bandiera che reale. Sarà per un'altra volta. Domani previsto anche un direttivo della Lega di B: il suo presidente, Balata, è soddisfatto perché "con la Lega di A ci di nuovo un "forte asse". La B, come noto, conta per il 5 per cento nelle prossime elezioni.

Resta in gioco anche la Lega di A, da nove mesi commissariata e in attesa di eleggere i suoi vertici: attenzione, Carlo Tavecchio non ha alcuna intenzione di fare passi indietro e punta deciso alla presidenza. Ci riuscirà? Certo, sarebbe curioso ritrovarselo in consiglio federale, e con un ruolo importante, dopo che dalla Figc aveva dovuto andar via. Ma tutto è possibile, con "quei signori" (parole di Malagò). Non dovesse farcela Tavecchio, potrebbe toccare all'avvocato Paolo Nicoletti che i club hanno potuto conoscere, e apprezzare, come subcommisario. La sua nomina, inoltre, non spiacerebbe affatto a Lotti e Malagò. E sarebbe forse un segno di rottura col passato.
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