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Figc, l'ora della verit? (ma chi candida Costacurta?)

Figc, l'ora della verit? (ma chi candida Costacurta?)
(ansa)
Basta coi bluff: entro domenica vanno presentate le candidature, il 29 la Figc avrà un nuovo presidente. Forte? Debole? I giochi vanno ancora fatti. E Cosimo Sibilia, figlio dello storico presidente dell'Avellino, e presidente della Lega più importante, quella dei Dilettanti, oltre un milione di tesserati, parte da una buona base, il 34 per cento. Certo, per lui sarebbe un doppio balzo da record: lo scorso anno, il 28 gennaio, è diventato all'unanimità n.1 della Lnd, e adesso, il 29 gennaio, potrebbe essere eletto, non all'unanimità, presidente della Figc. Inoltre, Sibilia è in piena corsa per essere riconfermato senatore di Forza Italia nel blindato collegio di Avellino: questo incarico politico non ha suscitato alcuna opposizione dai venti presidenti della Serie A. Lo stesso Pd è in silenzio: solo i 5 Stelle potrebbero lamentarsi per l'eventuale doppio ruolo di Sibilia, presidente del calcio e senatore del centrodestra. Ma questo non spaventa certo Sibilia e nemmeno il suo partito. Da Berlusconi avrebbe avuto il via libera. Resta quindi l'aspetto solo sportivo. Venerdì 12 gennaio, la Lega di A incontra le altre Leghe e componenti a Milano poi decide chi appoggiare: è stato chiesto prima a Cairo e poi a Marotta di candidarsi per la Figc, ma hanno declinato l'invito. Non c'è, almeno per ora, un nome forte da presentare: la Lega è divisa, qualcuno vorrebbe schierarsi al fianco di Sibilia. Resta da capire cosa fa la B (5 per cento), mentre Nicchi, con il 2 per cento degli Arbitri, aspetta di vedere i programmi. Ma Lotito, si sa, scalpita: la Lega ieri non lo ha indicato come suo candidato forte, molti club sono contrari, ma il patron di Lazio e Salernitana potrebbe anche "accontentarsi", si fa per dire, di essere rieletto consigliere federale e di poter fare il vicepresidente vicario. Gravina non fa passi indietro, ma la sua Lega di C conta solo per il 17 per cento. Servono forti alleanze. E i calciatori? Tommasi si è candidato, si è fatto anche il nome di Costacurta ma no si capisce chi lo candiderebbe e il nome di un altro ex campione: i calciatori chiedono che la questione tecnico-sportiva, anche alla luce di quanto successo col Mondiale..., venga rimessa in primo piano. Leggi, rilancio del Club Italia.
Ulivieri, leader dell'assoallenatori, per ora sta col sindacato calciatori. Per ora, appunto. Insomma, i giochi non sono fatti ma ormai c'è poco tempo da perdere. Sibilia ha le idee chiare: sabato nella sua assemblea, a Roma, esporrà il programma. Che prevede, soprattutto, il taglio dell'area professionistica, una Lega Semipro, il rilancio dei vivai, la lotta alla violenza e al razzismo. Di lavoro da fare ce n'è sin troppo. La Lega di A intanto vuole contare di più, almeno al 20 per cento (ora è al 12) e avere anche il diritto di veto sulle questioni di sua pertinenza: non ha torto, visto che coi diritti tv tutto il calcio, anche quello di base, dipende dai venti club della Lega maggiore. Che saranno pure litigiosi, ma sono loro che muovono il Circo del pallone. Intanto, la stessa Lega di A entro il 29 dovrebbe eleggere i nuovi organi dirigenziali dopo un commissariamento lungo nove mesi: per la presidenza in pole l'avvocato Paolo Nicoletti, qualche speranza per Cantamessa e Simonelli, anche se Tavecchio non si arrende facilmente (ma avrà di sicuro un incarico). L'amministratore delegato dovrebbe essere Luigi De Siervo, ora a Infront Italia. Poi si parte. Anzi, si riparte. Dalle macerie.
Federazione Danza senza pace: presentato un esposto al Tar del Lazio

Un altro giro di valzer: la Federazione Danza (Fids) non trova mai pace. Adesso un gruppo di dirigenti e tecnici (Pilani, Matarese, Pregnolato, Musiani, Rotaris, Cacciari) si è rivolto al Tar del Lazio contro il Coni, il Collegio di garanzia del Coni e la Procura generale dello sport, sempre del Coni. Il motivo? E' stato chiesto di annullare la decisione del Collegio di garanzia, presidente Frattini, che accogliendo un ricorso del generale Cataldi, a capo della Superprocura dello sport, ha rimandato tutti gli atti al tribunale federale della Fids perché decida in merito alla richiesta di (pesanti) sanzioni nei confronti di numerosi tesserati della Danza. Una vicenda che si trascina ormai da molto tempo. Ma la questione è ancora più delicata perché il Tar dovrà decidere anche se Cataldi ha la facoltà di esercitare "l'azione disciplinare e svolgere le funzioni inquirenti". Secondo chi ha presentato l'esposto non potrebbe farlo. La danza sportiva è un bellissimo sport, di grande successo: ma da anni vive momenti travagliati. Ora il nuovo presidente Barbone vorrebbe potersi dedicare con serenità a lanciare sempre di più questa disciplina che interessa giovani e meno giovani, e che di recente è stata elogiata anche da Malagò.
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