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Caso stadio, il Milan disdice e l'Inter non ci sta

MILANO - Dopo la polemica a distanza ieri tra il Milan e il sindaco Sala su San Siro (nel finale è entrata in scena anche l'Inter con un tweet di precisazione nei confronti del primo cittadino milanese) oggi lo stadio è tornato al centro dell'attenzione a causa di una decisione sorprendente presa prima dal Milan e poi dall'Inter.
DISDETTA SU SAN SIRO - In mattinata il club rossonero ha confermato di avere dato disdetta al contratto con M-I Stadio, la società nata nel 2001 sulle ceneri del Consorzio San Siro Duemila con lo scopo di gestire lo stadio "e le attività connesse incluse quelle legate a marchi propri e a punti vendita", come si legge sul sito del Meazza. In pratica è lo strumento attraverso il quale Inter e Milan gestiscono lo stadio insieme al Comune, come previsto dalla convenzione con scadenza nel 2030. Il club rossonero ha formalizzato questa decisione con una lettera inviata a Palazzo Marino prima di Natale, precisamente il 15 dicembre, con un preavviso semestrale (quindi l'uscita effettiva avverrebbe a metà giugno). Secondo Via Aldo Rossi, questa mossa non comporta automaticamente la volontà di lasciare San Siro, ma rappresenta la richiesta di ridiscutere le condizioni attuali di gestione dell'impianto. Il Milan non entra nel dettaglio di queste condizioni da rivedere, ma lega la richiesta al cambio di proprietà che avrebbe come conseguenza anche la necessità di rivedere questa intesa con Inter e Comune.
LA LETTERA DELL'INTER - Nel pomeriggio è arrivata la notizia della disdetta data anche dall'Inter con una lettera inviata il 29 dicembre al Milan e per conoscenza al Comune. Il club nerazzurro spiega che è stata una mossa di reazione all'iniziativa del Milan. Con questa missiva l'Inter ha chiesto la convocazione di una riunione urgente tra tutte le parti interessante considerata l'impossiblità di assumersi da sola la responsabilità di gestire San Siro dopo il 15 giugno. E per questo motivo, anche dopo aver consultato gli avvocati, il club nerazzurro ha preferito cautelarsi con una disdetta. A Palazzo Marino la situazione viene definita "surreale". La confusione è accresciuta dal fatto che il Milan parla di mossa concordata con l'Inter per ridiscutere insieme le condizioni dell'accordo con il Comune. I nerazzurri invece assicurano che la loro disdetta è stata una reazione all'iniziativa dei rossoneri, per chiarire che non è possibile farsi carico da soli di un'incombenza economica e giuridica come la gestione di San Siro.
SCADENZA DA ALLUNGARE - Sul fronte debito del Milan, in questi giorni dovrebbe andare in scena l'incontro di routine con Elliott. Al momento sono in corso contatti per rinegoziare questo maxi debito (303 milioni più interessi) con altri soggetti finanziari. Ma dopo la fumata grigia con Highbridge (solito problema relativo al debito personale di Yonghong Li) in questa fase non ci sono opportunità davvero concrete. Se perdurasse questa situazione, una soluzione potrebbe essere rappresentata dalla richiesta del club rossonero a Elliott di prolungare la scadenza del debito concordata a fine ottobre di quest'anno. E' uno sviluppo considerato teoricamente possibile. Ma al momento è presto per dire se questa richiesta potrebbe andare effettivamente in porto.
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