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Atalanta, Gasperini asso di coppe: e gi? si pensa al Dortmund

BERGAMO - Bello il campionato, ma la Coppa è tutta un'altra cosa. Deve pensarla così Gian Piero Gasperini: la sua Atalanta fa sognare i tifosi. Dopo il brillante cammino in Europa League (primo posto nel girone eliminatorio) a Bergamo è grande festa dopo il successo di martedì sera in casa del Napoli che è valso l'accesso in semifinale di Tim Cup.
TIFOSI IN FESTA - A Bergamo di archi trionfali non ne esistono, e come per l'anno scorso val bene l'attesa della squadra imbarcata a Capodichino per celebrarla al ritorno, all'aeroporto di Orio al Serio. Era accaduto dopo la doppietta di Caldara alle 23.30 circa del 25 febbraio 2017, è successo di nuovo stanotte all'una e mezza dopo il 2-1 sempre in casa del Napoli (davanti a 24 tifosi nel settore ospiti) con gli acuti di Castagne e Gomez contro cui nemmeno Mertens ha potuto nulla.
SEMIFINALE DOPO 22 ANNI - Le semifinali di Coppa Italia sono una realtà dopo quasi 22 anni: all'epoca l'Atalanta di Mondonico, battuto il Cagliari, dovette superare l'ostacolo Bologna per poi arrendersi alla Fiorentina nella doppia finale. Nel precedente di campionato gli eroi del calcio all'ombra delle Mura Venete si erano limitati a salutare affacciati alla porta del mezzo che li riportava alla sede di Zingonia. Stamattina hanno cercato e voluto il contatto fisico, l'abbraccio con la gente: circa 3500 le persone assiepate davanti al padiglione degli arrivi, forse di più. Lo scalo bergamasco, non a caso, è il simbolo dei nerazzurri protesi alla conquista dell'Europa: è da qui che partono squadra e tifosi, su charter e voli di linea, nell'avventura nella sorella minore della Champions.
SI PENSA AL DORTMUND - Ha ragione Gasperini, l'Atalanta non è più la stessa cosa rispetto all'anno scorso: sono partite la delusione Paloschi e le plusvalenze su due gambe Conti, Gagliardini e Kessie; sono arrivati Ilicic, che toglie pressione a Gomez pur accontentandosi spesso di ruoli da rincalzo, più Gosens, Castagne, Hateboer, Mancini, Haas, Schmidt, Vido, Orsolini e Cornelius. Le basi per il futuro, visto il preventivato addio in direzione Juventus di Caldara e Spinazzola e forse di qualche altra pedina che fa gola alle big, ci sono. E se oggi trionfo è stato, figuriamoci se a febbraio (il 15 in trasferta, il 22 in casa) si dovessero passare anche i sedicesimi in Europa League contro il Borussia Dortmund.
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