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Vela, in 102 alla Sydney-Hobart, Mascalzone Latino unica bandiera italiana

Le condizioni del mare sono quelle "sognate" dai marinai di tutto il mondo - brezzetta, mare tranquillo, sole - e già questo è un piccolo miracolo. Ma il tempo cambierà rapidamente, la gran flotta punta alla Storm Bay, nome non rassicurante, tutti gli equipaggi sono felici di partecipare alla più grande festa della vela dell'emisfero australe, la Sydney-Hobart.
E' partita stamani la 73esima edizione della traversata tra Australia e Tasmania, 102 gli iscritti, e in testa si è piazzato Comanche, già vincitore nel 2015, uno dei quattro monoscafi tra i più grandi del mondo, lungo di oltre 100 piedi (circa 33 metri), in acqua per tentare di battere il record della regata, di un giorno, 13 ore, 31 minuti e 20 secondi, fatto segnare da Perpetual Loyal nel 2016.
Vela, in 102 alla Sydney-Hobart, Mascalzone Latino unica bandiera italiana

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Era stato un altro maxi, il Black Jack, ad aver scelto l'opzione migliore alla partenza sempre spettacolare nella baia di Sydney ma Comanche non l'ha lasciato avanti per troppo tempo. Ha preso il comando nella discesa lungo il New South Wales, seguito a ruota da Wild Oats, vincitore di otto delle ultime 12 edizioni, e un altro supermax, InfoTrack. "In 24 partecipazioni, non ho mai avuto condizioni così buone," Iain Murray di Wild Oat XI, che è stato costretto al ritiro per avarie nel 2015 e nel 2016.
Il grande nodo dei navigatori, oltre alle condizioni meteo e di corrente dello stretto di Bass, sarà ancora una volta la situazione nell'estuario del fiume Derwent. Le prime barche sono attese mercoledì nel tardo pomeriggio all'ingresso dell'estuario, per un arrivo notturno a Hobart dopo aver percorso 628 miglia (1.163 chilometri) di acque piuttosto agitate.
Vela, in 102 alla Sydney-Hobart, Mascalzone Latino unica bandiera italiana

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"Ci aspettiamo una grande navigazione" ha detto Stan Honey, veterano della regata ora su Comanche, "ma arriveremo al momento peggiore del Derwent". Il Sydney-Hobart quest'anno ha barche con 27 bandiere diverse, provenienti da Cina, Stati Uniti, Francia e anche una italiana, Mascalzone Latino. Dopo qualche ora si batteva, tra barche più grandi e quindi più potenti, in una onorevolissima posozione di classifica tra la quindicesima e la ventesima posizione.
Una regata, la cui prima edizione si svolse nel 1945, che annovera nei palmares vincitori tutti di origini anglosassoni, l'unica vittoria francese - i grandi competor della vela mondiale sempre avanti a tutti nei record dei mari estremi - risale a mezzo secolo fa, e fu quella leggendaria di Eric Tabarly nel 1967 sul Pen Duick III. Nell'edizione 2015 fece scalpore l'onorevolissimo risultato dello skipper italiano Giovanni Soldini sul suo "Maserati" ancora monoscafo: arrivò quarto e si meritò dagli "aussi" l'appellativo di "Italian sailing maestro".

(s.cas.)
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