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Juventus, zero gol e la svolta di Allegri: "Positivit? la parola d'ordine"

TORINO - Due vittorie pesanti in trasferta, nessun gol subito. Basterebbero questi due dati, accostati ai nomi delle avversarie, per certificare il cambio di marcia della Juventus. In cinque giorni tutte le incertezze hanno lasciato spazio alla solidità: per certificare l'avvenuta svolta sarà indicativo il big match di sabato sera, quando a Torino arriverà la capolista Inter. Prima, però, c'è una qualificazione agli ottavi di finale di Champions League da celebrare, una specialità per Max Allegri: il tecnico bianconero ha infilato l'ottavo passaggio del turno su altrettante partecipazioni alla Champions, quattro sulla panchina del Milan e altrettanti alla guida della Juventus. "Positività è la parola d'ordine" è stato il commento affidato al suo profilo Twitter dopo la vittoria per 0-2 al Pireo, resa comunque ininfluente, ma mai superflua, dal prevedibile 2-0 del Barcellona sullo Sporting Lisbona. "Siamo tra le migliori sedici d'Europa, per noi un dolce obbligo che sembra sempre facile soltanto a posteriori": ora l'attenzione europea si sposta sull'urna di Nyon, che lunedì decreterà l'avversaria agli ottavi.
LA SVOLTA - Il dicembre "terribile" dei bianconeri è iniziato nel modo più dolce: mettendo da parte la forma, la Juventus ha raccolto il massimo, infliggendo il primo ko in campionato al Napoli e conquistando il primo obiettivo della stagione, gli ottavi di Champions. La squadra di Allegri ha fatto di necessità virtù: i tanti gol subiti hanno convinto l'allenatore a rimpolpare il centrocampo chiedendo compiti di copertura ai vari Douglas Costa, Cuadrado e Dybala, rilanciando Matuidi. Equilibrio e fase difensiva hanno convinto contro i partenopei, mentre nel match di ieri contro l'Olympiacos, dopo un primo tempo stretto nella consueta morsa d'acciaio e sbloccato dal gol di Cuadrado, è seguita una sofferenza eccessiva, con Szczesny migliore in campo.
FLOP DYBALA, PICCO BERNARDESCHI - La crisi di Dybala si autoalimenta. L'attaccante argentino non ha ancora mostrato al pubblico la versione europea della dybalamask, la sua esultanza dopo una rete realizzata: zero gol segnati e una tristezza di fondo che trasfigura il viso della 'joya', soprannome diventato, almeno in questo periodo, paradossale. Contro l'Olympiacos la partita di Dybala è finita prima del 90': Allegri ha preferito coprirsi inserendo il diffidato Pjanic. Un rischio, ma anche un segnale: "Paulo deve stare sereno e continuare a lavorare per trovare la condizione" ha spiegato a fine partita l'allenatore livornese. Che può però godersi le pennellate di Federico Bernardeschi, vivo e attivo al suo ingresso in campo, protagonista di due conclusioni pregevoli. La prima neutralizzata da Proto, la seconda festeggiata con i compagni: il suo sinistro a giro, delicato ma secco, è valso il 2-0 e la parola fine alla partita.
ANCORA LA CAPOLISTA - Sabato sera contro l'Inter i bianconeri affronteranno per la seconda volta consecutiva la capolista imbattuta del campionato, i nerazzurri di Spalletti, sgravati da impegni infrasettimanali e ancora illibati con un percorso inimmaginabile ad inizio stagione. Una sfida completamente diversa rispetto alle prime due del ciclo dicembrino: dal fondamentalismo sarriano, passando per la mutevolezza di Lemonis, fino al pragmatismo di Spalletti. La rinnovata solidità difensiva bianconera si prepara ad affrontare l'esame Icardi: dal risultato di sabato si saprà con certezza se è iniziato davvero un nuovo ciclo bianconero. I primi segnali raccolti a dicembre, portano in quella direzione
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