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Esclusione Giochi 2018, la Russia prende tempo. Squalifiche Sochi, 22 atleti ricorrono al Tas

Esclusione Giochi 2018, la Russia prende tempo. Squalifiche Sochi, 22 atleti ricorrono al Tas
(afp)
MOSCA - Evitare di farsi prendere dall'emotività e analizzare a fondo quelle che sono le decisioni dell'Esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale prima di compiere qualsiasi passo ufficiale o trarre conclusioni premature. E' questa - al momento - la posizione della Russia, convinta che il Cio debba chiarire diverse questioni prima che il presidente Putin si esprima sulla decisione di escludere la squadra russa dai Giochi invernali del prossimo anno a Pyeongchang. Ai funzionari governativi del paese sarà vietato partecipare ai Giochi e la bandiera russa non sarà esposta alla cerimonia di apertura, durante la quale non verrà eseguito l'inno. Tutti gli atleti provenienti dalla Russia che riceveranno una dispensa speciale potranno competere solo come individui neutrali e il medagliere ufficiale mostrerà che la Russia non ha conquistato medaglie per tutta la durata della manifestazione.
CREMLINO: "REPRIMERE EMOZIONI E AVVIARE CONTATTI CON CIO" - "La situazione è grave - ha affermato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dall'agenzia Interfax - ma ora le emozioni dovrebbero essere represse e le decisioni prese dal Cio sul nostro paese dovranno essere analizzate approfonditamente prima di fare qualsiasi accusa o qualunque affermazione a proposito". Peskov ha inoltre detto di non sapere se il presidente russo Vladimir Putin "riterrà opportuno parlarne" oggi. "In ogni caso - ha aggiunto Peskov - dovremo ottenere delle risposte ad una serie di domande, e per questo servono contatti con il Cio. Adesso bisogna decidere chi si occuperà di questi contatti e come, poi ci sono altre questioni da chiarire". Quindi il portavoce del Cremlino ha sottolineato come punire gli alti funzionari pubblici russi colpiti dal Cio per il presunto doping di Stato non è una priorità. "Con sicurezza - ha affermato Peskov - posso dire solo una cosa: questo tema non può essere prioritario, a essere prioritario è il tema della tutela degli interessi dei nostri atleti". E' su questo, ha detto il portavoce del Cremlino, che "dobbiamo concentrare completamente, e in primo luogo, tutti i nostri sforzi: tutto il resto è secondario".
TURCHAK: "BANDIRE RUSSIA DA OLIMPIADI E' UN OMICIDIO" - Ben più dura la reazione che arriva dal segretario ad interim del Consiglio Generale della Russia Unita, Andrey Turchak. "Escludendo la Russia dalle Olimpiadi Invernali di Pyeongchang 2018, il Comitato Internazionale Olimpico ha preso una decisione politica che discredita il movimento olimpico. Bandire la squadra olimpica russa dalle Olimpiadi di Pyeongchang è un omicidio, un discreditare l'intero movimento olimpico ed i suoi principi", ha spiegato Turchak, definendo la situazione attuale senza precedenti, visto che "un intero paese, i cui atleti hanno vinto tante medaglie e stabilito record mondiali, contribuendo allo sviluppo del movimento olimpico, è stato privato, senza un fondamento, dell'opportunità di esibirsi sotto la bandiera russa". Il movimento olimpico si è sempre basato sul principio del "non intervento per alcun interesse personale o politico nell'esito delle competizioni sportive", tuttavia, sempre secondo Turchak, adesso sta accadendo l'opposto: "Gli atleti che hanno dedicato la loro vita allo sport non possono esibirsi sotto la bandiera del loro paese e promuovere la loro squadra nazionale. E' una vera tragedia".
PRESIDENTE WADA APPLAUDE CIO: "UNA DECISIONE PONDERATA" - L'Agenzia mondiale antidoping (Wada) ha celebrato le sanzioni applicate dal Comitato olimpico internazionale alla Russia, ritenendola colpevole di aver istituito un sistema di doping sistematico con il sostegno dello Stato. "Il Comitato olimpico internazionale ha preso una decisione ponderata per punire la Russia per la sua partecipazione ad un sistema di manipolazione istituzionalizzato", ha detto il presidente della Wada, Craig Reedie, il quale ha elogiato il fatto che il Cio ha autorizzato gli atleti puliti a partecipare agli eventi dei Giochi olimpici invernali di Pyeongchang 2018 sotto una bandiera neutrale. "La Wada accoglie anche la decisione di istituire un gruppo di lavoro per stabilire i criteri per la partecipazione degli atleti russi sotto la bandiera neutrale", ha detto Reedie. La Wada presterà il suo aiuto nel determinare quali atleti non sono stati coinvolti in casi di doping o manipolazione dei campioni, in modo da essere disponibili per i Giochi Invernali che si terranno nel mese di febbraio 2018. Il Cio ha sanzionato il Comitato olimpico russo e gli alti funzionari sportivi del paese considerandoli colpevoli di aver istituito un sistema con il supporto statale per manipolare i campioni e nascondere i risultati positivi, specialmente ai Giochi Olimpici di Sochi 2014. Tuttavia, sarà permesso di partecipare a Pyeongchang 2018 "in condizioni rigorose" a quegli atleti che non sono mai stati coinvolti in casi di doping.
ORGANIZZATORI PYEONGCHANG ACCETTANO E RISPETTANO SANZIONI - Il Comitato organizzatore dei Giochi olimpici Invernali di Pyeongchang 2018, in Corea del Sud, ha riferito che "accetta e rispetta" la sanzione imposta dal Cio alla Russia per gli scandali legati a casi di doping sistematico. "Lavoreremo con il Cio e tutti gli altri attori rilevanti per garantire che tutti gli atleti e i funzionari che partecipano ai Giochi abbiano la migliore esperienza possibile", hanno detto gli organizzatori in una dichiarazione rilasciata in seguito alla decisione del Cio.
RICORSI DI 22 ATLETI RUSSI AL TAS CONTRO SQUALIFICHE SOCHI - Ventidue atleti russi hanno presentato ricorso al Tas di Losanna contro le sanzioni inflitte loro per violazioni antidoping commesse durante le Olimpiadi invernali di Sochi 2014. Secondo quanto reso noto dal Tribunale arbitrale dello sport, fra gli atleti in questione vi sono Alexander Zubkov (bob), Alexander Legkov (sci di fondo) e Aleksander Tretiakov (skeleton), campioni olimpici nelle rispettive discipline durante l'ultima edizione dei Giochi invernali. Gli atleti russi chiedono al Tas di esprimere i propri verdetti prima dell'inizio delle Olimpiadi invernali di Pyeongchang, in programma dal 9 febbraio prossimo. Nelle passate settimane il Comitato olimpico internazionale ha squalificato a vita 25 atleti russi per le violazioni commesse a Sochi. Altri 10 casi sono ancora in sospeso. I ricorsi annunciati dal Tas arrivano all'indomani della decisione dell'Esecutivo del Cio di escludere la Russia dai Giochi di Pyeongchang, consentendo solo ai singoli atleti che dimostreranno la propria estraneità a vicende di doping di partecipare alle gare con l'acronimo Oar (atleta olimpico dalla Russia).
FIFA: "DECISIONI CIO NON INFLUENZANO MONDIALE 2018" - Le sanzioni imposte dal Comitato Olimpico Internazionale alla Russia e a Vitali Mutko, a capo dell'organizzazione della Coppa del Mondo di calcio 2018, non influenza l'organizzazione o lo sviluppo dell'evento, come ha dichiarato la Fifa che "ha preso atto della decisione presa dal Cio in merito alla partecipazione degli atleti russi ai prossimi Giochi olimpici invernali", ha spiegato l'organo di governo del calcio mondiale in una nota. "Questa decisione non ha impatto sui preparativi per la Coppa del Mondo per la quale continueremo a lavorare per ottenere il miglior evento possibile".
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